Agroalimentare: Fare la spesa in cooperativa, nascono i negozi “Qui da Noi”

Agroalimentare: Fare la spesa in cooperativa, nascono i negozi “Qui da Noi”

By Redazione

Quando si pensa alla cooperativa si pensa immediatamente ad un ipermercato, le cosiddette coop e quindi a spazi giganteschi con tonnellate di merce a disposizione del cliente. Ma non é
così, perché quando la cooperativa pensa in grande ma sa essere vicina alle esigenze di un consumatore attento ed esigente e soprattutto sa pensare al merito dei suoi produttori,
allora l’immagine cambia, il modello si trasfroma.  

Scatta la formula di vendita diretta e si alleggerisce la filiera con un  idea più vicina alle persone che ogni giorno coinvolge oltre 2.000 negozi e spacci aziendali delle
cooperative agroalimentari aderenti a Fedagri che da oggi sono riunite e rese riconoscibili da un nuovo marchio: “Qui da noi”: il “noi” sta ad indicare gli oltre 500.000 soci agricoli che
lavorano e trasformano prodotto italiano, di assoluta qualità, garantito da rigorose certificazioni di filiera: formaggi, olio, vino, frutta e verdura, miele, carni e salumi che vengono
poi commercializzati dalle cooperative, che vantano una lunga tradizione di vendita diretta nei loro negozi e spacci aziendali: vera e propria filiera corta, senza alcun passaggio intermedio dal
produttore al consumatore.

Da oggi, il marchio “Qui da noi” aiuterà i consumatori a riconoscere i prodotti delle cooperative italiane associate a Fedagri, offrendo loro l’assoluta certezza della qualità e
della provenienza dei prodotti alimentari acquistati presso i punti vendita diretti delle cooperative. 

La creazione della “rete”
Gli indirizzi e la mappa completa dei punti vendita saranno a breve disponibili nel portale http://www.quidanoi.coop, nel quale sarà possibile anche fare
ricerche in base alla tipologia di prodotto o alla regione.
La creazione della rete dei negozi “Qui da noi” avrà come obiettivo di ampliare e diversificare l’offerta dei prodotti di ciascun punto vendita, al fine di poter offrire una gamma completa
dell’eccellenza del made in Italy agroalimentare, con particolare riguardo alle denominazioni d’origine e in generale alla valorizzazione delle specificità dei singoli territori.  Un
fenomeno in crescita, quello dei punti vendita e degli spacci delle cooperative aderenti a Fedagri: alla data di oggi ben 1.950 cooperative svolgono vendita diretta dei loro prodotti, generando
un fatturato complessivo di 1,9 miliardi di euro l’anno. Molte delle 425 cantine Fedagri commercializzano vino sfuso, realizzando da tale vendita oltre il 30% del fatturato complessivamente
prodotto.

Tra i prodotti più acquistati dai consumatori seguono i formaggi freschi e stagionati, in prevalenza a denominazione d’origine, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, che vengono
venduti negli spacci dei caseifici cooperativi. In particolare le aziende agricole cooperative di piccole dimensioni, molto diffuse nelle zone di montagna, hanno una altissima percentuale di
venduto tramite gli spacci aziendali (50-60% del fatturato), percentuale che cala al 20% per le aziende nelle quali è maggiore la propensione a rifornire grossisti e distributori. 
Infine, molto gradito è l’olio extravergine d’oliva a denominazione d’origine, che viene prevalentemente acquistato da consumatori interessati ai prodotti di un determinato territorio e
che tendono a cercare negli spacci aziendali anche altre tipicità locali (vino, sottolio, biscotti e prodotti da forno). 

Vendita diretta e DOP
La vendita diretta si configura come un canale importante soprattutto per la commercializzazione di prodotti a denominazione di origine certificata: oltre il 60% delle cooperative che producono
prodotti a marchio Dop o Igp svolgono anche attività di vendita diretta. Il fatturato generato dalle cooperative aderenti a Fedagri tramite la vendita diretta di tali prodotti a
denominazione raggiunge la cifra di 348 milioni di euro, il 18% dei 1,9 miliardi di euro complessivamente prodotti. Il primato al nord, in testa l’Emilia-Romagna – Il primato per numeri di punti
vendita e spacci cooperativi è dell’Emilia-Romagna (210), seguita da Veneto (154), Piemonte (150) e Lombardia (110). Al centro primeggia l’Umbria con 40 punti vendita, mentre al Sud
conferma il suo primato la Puglia (90). Un nuovo modo di pensare cooperativo e di mangiare sano, un modello che sta fortemente conquistando il consenso delle famiglie di consumatori.

Gianluigi Veronesi

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