Alimentare: E’ boom per i prodotti Made in Italy, ma cala la qualità

Alimentare: E’ boom per i prodotti Made in Italy, ma cala la qualità

By Redazione

L’alimentare italiano limita i danni nel 2009, registrando flessioni contenute nella produzione (-1,8%) e nell’export (-4%), ma soprattutto lascia intravedere un 2010 in recupero, in base a una
rincorsa avviata dallo scorso luglio e consolidata da un Natale con molto made in Italy in tavola. Sono questi i dati 2009 e le previsioni 2010 resi noti dal presidente di Federalimentare, Gian
Domenico Auricchio, che oggi in Confindustria, alla presenza del direttore generale Giampaolo Galli, ha fatto il punto sullo stato di salute dell’industria alimentare.

A spingere la rincorsa dell’export, che a inizio anno veleggiava su cali del 6-7%, sono state regioni intraprendenti sui mercati esteri come Campania ( 8,6%) e Piemonte ( 8,4%) e comparti come le
conserve ( 11,3%), farina ( 8,8%) e birra ( 3%). In caduta invece il vino, tradizionale leader dell’export alimentare italiano, che ha risentito della discesa dei prezzi innescata dalla crisi e
va giù in valore nel 2009 del 6,2%.

Ma i volumi esportati restano comunque di segno positivo ( 6,9%). Analogo discorso per pasta e olio. Spaghetti e compagni perdono 9,9% in valore dopo la forte discesa di grano e cereali sui
mercati mondiali ma guadagnano quasi due punti percentuali in più in quantità. Quanto all’olio di oliva, oltre a registrare un brillante 5,2% sul fronte produttivo – dove svetta
assieme a fette biscottate ( 2,8%) e distillazione-miscelatura di alcolici ( 4,5%) -, si distingue per il balzo dei volumi esportati ( 19,2%) ma perde quota in valore (-14,7%), in linea con la
caduta delle quotazioni sui principali mercati.   

Sul fronte dei consumi, Federalimentare sottolinea come la spesa degli italiani si sia fatta “più riflessiva”, portando a una contrazione delle vendite nel 2009 dell’1,6% e, soprattutto, a
una scelta più low cost dei prodotti da mettere in carrello. Vanno comunque forte i piatti pronti ( 1,6% nel 2009), al traino di una vita sempre più frenetica che contingenta i
tempi anche in cucina.   

Secondo il presidente Auricchio, sono tre i punti fermi su cui puntare per dare impulso alle imprese alimentari: continuare l’impegno sul fronte della qualità e della sicurezza alimentare,
agevolare al massimo il ricorso al credito per le imprese e intensificare la promozione all’estero del made in Italy, tutelandolo al massimo dai fenomeni di contraffazione.   

Federalimentare prosegue intanto la limatura del nuovo protocollo d’intesa con la Grande distribuzione organizzata. Auricchio osserva come il nodo per un’intesa a cui si lavora ormai da un anno
sia nel fatto di “stabilire pratiche contrattuali trasparenti e leali per le piccole come le grandi aziende”.  

Cristina LatessaAnsa.it per NEWSFOOD.com

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