Agricoltura: La Cia afferma la necessità di un nuovo progetto per uscire dalla crisi

Agricoltura: La Cia afferma la necessità di un nuovo progetto per uscire dalla crisi

By Redazione

Le imprese agricole hanno difficoltà ad agire in un mercato sempre più ampio e concorrenziale. È necessario un salto di qualità delle politiche, un progetto per lo
sviluppo dell’agricoltura, per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il “made in Italy” alimentare. Occorre una politica agraria
nazionale che consenta al nostro sistema produttivo di superare le difficoltà ed essere parte attiva della ripresa economica del Paese. E gli agricoltori devono svolgere un ruolo di veri
protagonisti. Questo uno dei messaggi scaturito oggi nella prima giornata della V Assemblea elettiva nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Messaggio che è stato accolto
con grande favore dai tantissimi rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, economiche e sociali che hanno partecipato ai lavori.

L’esigenza di un radicale cambiamento di rotta nella politica agraria nazionale è stata messa in risalto sia negli interventi in Assemblea (è il caso del ministro delle Politiche
agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, del segretario del Pd Pierluigi Bersani, del presidente dell’Idv Antonio Di Pietro, del presidente di “Libera” Don Luigi Ciotti e del coordinatore
degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefano) che nelle dichiarazioni rilasciate a margine dei lavori, nonché dai messaggi inviati dalle tre più alte cariche dello Stato:
il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Tutti d’accordo, pur con alcuni distinguo sulle strategie
da attuare, sulla necessità di fronteggiare la grave situazione in cui versano le imprese con politiche propulsive ed incisive al fine di rilanciare sviluppo e competitività.

Da tutti è stata rimarcata la precarietà della situazione agricola italiana, che sta attraversando una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Un quadro reso
complesso dal crollo dei prezzi sui campi, dal calo record dei redditi degli agricoltori, dall’aumento vertiginoso dei costi produttivi, contributivi e burocratici.
Aspetti, questi, che sono stati sottolineati dallo stesso presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi nella sua relazione di apertura ai lavori. Una relazione attraverso la quale è
stata sollecitata l’attenzione di istituzioni e forze politiche sui pressanti problemi del mondo agricolo italiano che richiedono risposte immediate e soprattutto concrete.
Su questi temi, e in particolare sull’unità del modo agricolo (che Politi ha richiamato più volte nella sua relazione), si svilupperà il dibattito in Assemblea che si
concluderà nella tarda mattinata di venerdì prossimo 26 febbraio.

Tra i partecipanti, molti dei quali di organizzazioni agricole internazionali (Fipa e Copa), alla prima giornata dell’assemblea Cia, ricordiamo, Sergio Marini, presidente della Coldiretti,
Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura, Franco Verrascina, presidente della Copagri, Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, Carlo Sangalli, presidente della
Confcommercio, Marco Venturi, presidente della Confesercenti.

Cia.it
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