ADUC: Titoli di Stato, sono sicuri?

 

Roma – Sono sicuri titoli di Stato? E’ la domanda ricorrente che ci fanno molti risparmiatori scottati dai crolli dei mercati di questi mesi e desiderosi di mettere i propri
risparmi al sicuro. Premesso che la sicurezza è sempre un concetto relativo, possiamo rispondere sinteticamente che i titoli di Stato sono sicuri perchè è lo Stato
che li garantisce. Certo anche lo Stato può fallire, tutto è possibile, in teoria, ma se ci riferiamo agli Stati considerati affidabili, l’ipotesi si può
considerare estremamente remota.

Dunque chi vuole star tranquillo ed avere la certezza del proprio capitale, pur con guadagni piuttosto risicati, può tranquillamente investire in titoli di Stato. Quali sono i
titoli di Stato? Vediamo i principali limitandoci a quelli italiani.

* BoT: Buoni ordinari del Tesoro. Hanno una scadenza a 3, 6 e 12 mesi.

* BTp: Buoni poliennali del Tesoro. Scadenza da 3 a 30 anni. A differenza dei BoT hanno una cedola prefissata semestrale (in pratica si ha un interesse ogni sei mesi, che viene
fissato al momento dell’emissione, sul capitale investito).

* BTpei: Buoni poliennali del Tesoro indicizzati all’inflazione. Si tratta di una forma di BTp relativamente nuova le cui cedole offrono un rendimento “reale” cioe’ al netto
dell’inflazione. Sono l’unica forma d’investimento che protegge anche dall’inflazione inattesa. Sul nostro sito dedicato agli investimenti finanziari ne’ parliamo spesso.

* CcT: Certificati di credito del Tesoro. Scadenza a 7 anni. Hanno una cedola semestrale (cioe’ un interesse sul capitale) variabile, legata ai BoT semestrali piu’ uno aumento
dello 0.15%.

* CTZ: Certificati del Tesoro Zero Coupon. Si tratta di un titolo, della durata di 24 mesi, che non prevede il pagamento di cedole periodiche a favore dei sottoscrittori ed il
cui rendimento viene determinato sulla base della differenza tra valore nominale e prezzo di emissione.

Dal rendimento lordo deve essere sottratta la ritenuta fiscale, attualmente pari al 12.5%.

Non è detto che ci debba limitare ad utilizzare i titoli di Stato italiani ma per i piccoli investitori la strada più semplice è quella di sottoscrivere i titoli
del proprio Paese. Ricordiamo che è sempre bene sottoscrivere questi titoli in asta, così da minimizzare l’incidenza delle commissioni.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

 

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