Adriatico, mucillagini: e ancora allerta

Ravenna – L’assessore provinciale alle attività ittico venatorie, Libero Asioli, ha risposto a un’interrogazione , presentata dal capogruppo Pri, Moraldo Fantini, relativa a:
«Adriatico, mucillagini: e ancora allerta – danni alla pesca: azioni di sostegno».

Dall’analisi condotta dal Centro di Ricerche Marine di Cesenatico sulla base dei monitoraggi della Daphne, in merito allo stato di salute dell’ Adriatico, si evince che i mutamenti climatici
cambiano anche la qualità delle acque marine. Anche perchè la scarsita delle piogge causa siccità e diminuisce 1a portata del fiume Po. Tutto questo rende più pulito
l’Adriatico. La portata del Po si è dimezzata, passando da una media annuale di 1.472 a 709 metri cubi d’acqua al secondo. Pertanto il fenomeno delle mucillagini non si è
manifestato la scorsa estate.

«La Provincia – ha detto Asioli – opera nel settore pesca. Gli interventi sono stabiliti annualmente dalla Regione con un programma annuale.
Negli ultimi anni la Regione ha incentivato, tramite contributi l’acquisto e il rinnovo di strumentazione e apparecchiature miranti a una maggior sicurezza delle operazioni di bordo; il
miglioramento delle condizioni lavorative dei marinai e la garanzia del trattamento di qualità del prodotto, tramite la dotazione di strumentazioni di bordo volte alla sicurezza
dell’equipaggio e della qualita del prodotto pescato; iniziative di rinnovo delle imbarcazioni da pesca; l’introduzione di metodi per la pesca selettivi che prevedono l’esclusione dello
strascico, e il depotenziamento ( cavalli/motore ) della flotta da pesca. Tutto questo per un totale di 24.122 euro nel 2005 (già liquidati) e di 21.674 nel 2006 (in
liquidazione)».

«Il fermo pesca, messo in atto ogni anno, risponde a due esigenze. In primo luogo, per incrementare le popolazioni ittiche dell’Adriatico; in secondo luogo, per sostenere il reddito delle
imprese ittiche. La Regione, aderendo a un progetto dell’Ue, ha promosso, insieme al ministero dell’agricoltura, il marchio per il pesce pescato in Adriatico. Ciò consentirà la
prima tracciabilità del prodotto che, oltre a garantire i consumatori, offrirà nuove opportunità per il reddito dei pescatori».

Il capogruppo Fantini ha così replicato: «Occorre vigilare e agire concretamente affinchè siano scaricati in Adriatico il minor quantitativo possibile di nutrienti e
inquinanti. Auspico che proseguano azioni tempestive e incisive in tal senso da parte di tutte le istituzioni preposte».

Leggi Anche
Scrivi un commento