Acquaviti d’oro 2012, dominio delle grappe del Trentino
19 Giugno 2012
Una qualità riconosciuta ed una supremazia incontestabile, con 19 medaglie sulle 62 disponibili.
Questo il palmares, conquistato dalle grappe del Trentino alla recente edizione di Acquaviti d’oro 2012, concorso promosso da Anag.
Durante le prove, le grappe a marchio Tridente hanno così raccolto 11 medaglie d’oro, 6 d’argento e un Best Gold per la categoria “grappe con un passaggio in legno”, il 30% dei
riconoscimenti a disposizioni.
Comunque sia, la gara delle grappe della regione nordica non è stata facile: prima, vi è stato il giudizio dei 77 esperti assaggiatori ANAG, scelti in base a coerenza,
credibilità e risultati. Dopodiché, gli alcolici hanno subito esami analitici ed ulteriori controlli.
Tale severità non fa altro che esaltare Beppe Bertagnolli, presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino.
Così, Bertagnolli può giustamente parlare di “Un successo che ormai si ripete di anno in anno in questo concorso e che conferma la qualità generale della grappa prodotta in
Trentino e marchiata con il Tridente. Voglio sottolineare che la nostra grappa è l’unico prodotto del genere al mondo che risponde a un disciplinare preciso su volontà dei
produttori stessi”.
Il concorso consente inoltre di conoscere meglio tradizioni e modalità di lavoro del Trentino Alto Adige.
Si scopre allora come gran parte delle grappe di valore sono fornite da piccole distillerie, molto spesso a gestione familiari e sempre attente a portare avanti gli antichi metodi di
lavorazione.
O come i risultati vengano ottenuti unendo materie prime di qualità al sistema “bagnomaria”. Inventato da un trentino, Tullio Zadra, il metodo bagnomaria consente di riscaldare le
vinacce in maniera indiretta, aumentando il tempo necessario ed anche la resa finale.
Dato impegno, passione e risultati, non stupisce come la grappa sia elemento importante dell’economia della regione. Ogni anno, il Trentino produce 4 milioni di di bottiglie, capaci di generare
un fatturato di 15 milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima
Matteo Clerici




