Intervista a Jacopo Poli, grappaiolo per passione e professione

Intervista a Jacopo Poli, grappaiolo per passione e professione


Anno dopo anno la Poli Distillerie continua a diffondere la cultura della Grappa, i suoi valori e le sue tradizioni. Come nasce il nuovo Museo della Grappa a
Schiavon (VI)?


E’ una lunga storia, ci sono voluti circa 9 anni per ristrutturare uno dei più antichi edifici del paese, situato a fianco della Distilleria, al fine di
dare una sede adeguata al nuovo Museo. Ma tutto ebbe inizio nei primi anni ’90 con l’apertura del primo Museo della Grappa in Italia. Io e la mia famiglia abbiamo sempre creduto che il più
importante distillato italiano abbia molto da dire ed è questo che ci ha spinto a creare spazi in cui sia possibile approfondire la sua conoscenza. Senza saperlo siamo stati dei precursori
di quel fenomeno economico-culturale che va sotto il nome di musei d’impresa e di prodotto e che si inserisce a pieno titolo del più vasto settore del turismo eno-gastronomico.



Due musei non si “improvvisano”, quando nasce la sua passione per il collezionismo?


Ho cominciato ad acquistare Grappe di altre distillerie e libri antichi sulla distillazione all’età di vent’anni. Dopo un po’ di tempo mi sono trovato la
camera da letto piena di bottiglie e di libri e mi sono detto: o dormo sugli scatoloni o trovo uno spazio in cui esporre tutte queste cose. E così il 4 luglio 1993 nacque il primo Museo di
fronte al Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, grazie anche al prezioso aiuto e incoraggiamento di mia moglie Cristina.



In cosa si differenziano i due musei e che cosa espongono?


A Bassano abbiamo un ambiente piccolo ma suggestivo nel quale raccontiamo le origini della distillazione e le caratteristiche del nostro distillato di bandiera:
sono esposte ricostruzioni di alambicchi, testi antichi, circa 2000 mignon di Grappa e una selezione di bottiglie storiche da litro. Nella sede di Schiavon si possono vedere varie tipologie di
alambicchi per la distillazione della vinaccia, circa 1500 bottiglie storiche e molto altro: è un percorso didattico-museale che va a completare quello di Bassano e che si sviluppa in 6
aree tematiche. In entrambi i luoghi si possono annusare vari distillati senza doverli necessariamente assaggiare tramite un particolare strumento denominato “olfattometro”.



Ci fa una panoramica più precisa delle sei aree tematiche di Schiavon?


La prima area è dedicata a “Le Origini della Distillazione”: grazie ad alcuni antichi alambicchi si può ripercorrere l’evoluzione dell’arte della
distillazione nel tempo. La seconda area è riservata agli “Impianti di Distillazione” e illustra i metodi artigianali e industriali utilizzati per la produzione della Grappa, mentre la
terza area approfondisce la conoscenza della materia prima, la vinaccia. Abbiamo voluto dedicare la quarta area in un all’esposizione di alcune foto della mia famiglia che si dedica alla
distillazione con amore e passione fin dal 1898. Nella quinta area è esposta una collezione di oltre 1500 bottiglie di Grappe prodotte dagli anni ’30 fino agli anni ’80 e provenienti da
quasi 400 distillerie diverse, molte delle quali oggi scomparse. Nello stesso ambiente è esposta una piccola selezione de “La Biblioteca” di circa 1.300 libri antichi conservati al Museo
della Grappa di Bassano riguardanti la storia della Grappa e della Distillazione.



Poli è una distilleria artigianale a carattere familiare, come fate a gestire la produzione della Grappa e i due Musei?


E’ mia moglie Cristina la vera coordinatrice di entrambi i Musei. Le sue innate capacità organizzative hanno fatto crescere negli anni il primo Museo e dato vita a questa nuova avventura.
A volte non è facile destreggiarsi fra le due sedi, gli impegni e le visite che si accavallano, ma fortunatamente si avvale di ottimi collaboratori sia a Bassano del Grappa che nella nuova
sede di Schiavon.



Crede che la tradizione e l’innovazione della Grappa possano essere raccontate solo in luoghi di interesse culturale e storico come un Museo oppure che siano in grado di trovare spazio anche
nei nuovi media?


Negli ultimi anni abbiamo sentito sempre più forte l’esigenza di comunicare con gli appassionati di Grappa anche attraverso il web. Le motivazioni didattico-informative che ci hanno spinto
a istituire i due musei sono le stesse infatti che ci hanno condotto alla creazione di www.grappa.com. Si tratta di un portale dove
è possibile trovare informazioni di carattere storico, tecnico e sensoriale sull’acquavite di vinaccia made in Italy. 


Sempre con l’obiettivo di divulgare lo spirito della Grappa e mantenere un filo diretto con i nostri clienti, qualche mese fa abbiamo dato vita anche ad un altro strumento di dialogo,
poli-express.com, un blog dove raccontiamo novità, viaggi, memorie e ricette con la Grappa. 


E non è finita qui: stiamo lavorando al nuovo progetto www.grappa.it, ma questa è un’altra storia.



Redazione Newsfood.com+WebTv





Leggi Anche
Scrivi un commento