Aceto balsamico IGP

Modena, 8 ottobre 2007 – Un brindisi alla presenza del ministro per le Politiche Agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro ha sancito la firma di un accordo filiera per l’aceto
balsamico di Modena, prodotto per il quale è in corso di registrazione a livello comunitario il marchio di tutela Igp (indicazione geografica protetta).

Il documento è stato sottoscritto durante la visita del ministro a Gusto Balsamico, rassegna degli aceti del mondo e dell’agrodolce, fino a stasera nei padiglioni di ModenaFiere.
L’accordo – come ha spiegato il presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini – «nasce dalla volontà di recuperare ciò che la Commissione Europea ci ha riconosciuto
in maniera parziale nel disciplinare dell’Igp, vale a dire il legame con il nostro territorio. E’ un passo avanti per quanto riguarda la valorizzazione della realtà economica modenese.
Da parte delle istituzioni c’è l’impegno a mettere in campo azioni a sostegno della crescita della filiera all’interno del Piano di sviluppo rurale, e lo stesso ministro ha garantito il
proprio appoggio».

L’accordo – sottoscritto questa mattina dai responsabili regionali di Confagricoltura, Cia, Copagri, Fedagri-Confcooperative, Legacoop agroalimentare e Consorzio Produzione certificata aceto
balsamico modenese, dalla Provincia di Modena e dalla Regione Emilia Romagna – impegna i produttori di mosto e aceto balsamico di Modena ad utilizzare per tre anni (vendemmie 2008-2010) mosti
ottenuti dalle uve della provincia di Modena, Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna ottenuti dai vitigni lambrusco, sangiovese, trebbiano, albana, ancellotta, fortana e montuni (i 7
vitigni indicati nel disciplinare del marchio Igp) per una quantità complessiva di 60 mila ettolitri l’anno di mosto concentrato, da ripartire all’interno di contratti bilaterali tra i
singoli soggetti. Un gruppo tecnico dovrà, entro tre mesi, definire ulteriori elementi qualitativi delle materie prime e ulteriori elementi contrattuali, quali i parametri per la
definizione dei prezzi, nonché sanzioni e garanzie.

Obbiettivo dell’accordo di filiera – si legge nel documento – è «garantire una programmazione di approvvigionamento di mosti locali attraverso la stipula di contratti tra
produttori di mosti e produttori di aceto balsamico di Modena, avviando percorsi per far crescere l’interesse alla fornitura di vini regionali per la produzione di aceti da destinare alla
produzione di balsamico; contribuire alla formazione di un reddito adeguato a favore degli imprenditori agricoli, assicurare la trasparenza dei rapporti economici tra imprese della filiera, in
particolare per la tracciabilità dei prodotti provenienti da vigneti della provincia di Modena, Reggio Emilia e dell’Emilia-Romagna».

Nel confermare l’impegno del ministero a sostegno dell’accordo di filiera, il ministro De Castro ha ripercorso la «faticosa, lunga trattativa con la Commissione Europea e con il mondo
della filiera per avere l’Igp. Il riconoscimento europeo – ha ricordato – è un obiettivo mancato quando, nel 1999, ero ministro. Ora finalmente siamo vicini al traguardo, e ritengo sia
un risultato importante, uno strumento di protezione rispetto alla concorrenza sleale e ai fenomeni di contraffazione».

«La posizione critica di Slow Food in merito alle Indicazioni geografiche protette in generale è nota – è il commento di Alberto Fabbri, presidente di Slow Food Emilia
Romagna – Se si realizzano però degli accordi di filiera che coinvolgono i produttori anche con metodi di adesione volontaria, Slow Food non può che condividere. Nel merito
dell’accordo di filiera dell’aceto balsamico, ci auguriamo ci sia un’ampia adesione di tutti i soggetti interessati, presupposto necessario affinché la volontà dichiarata diventi
concretezza».

Durante la visita agli stand di Gusto Balsamico, il ministro De Castro si è soffermato a fare una degustazione di aceto balsamico tradizionale sotto la guida del Gran Maestro della
Consorteria, Luca Gozzoli.

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