ABI: «rallenta la crescita dell'indebitamento delle famiglie italiane»

Gli effetti della congiuntura internazionale e l’andamento del mercato immobiliare hanno influenzato nel corso del 2007 il ricorso al credito delle famiglie italiane, rallentando il trend di
crescita dei livelli di indebitamento: a dicembre 2007 i finanziamenti bancari alle famiglie hanno superato i 367 miliardi di euro per un aumento dell’8,7% rispetto all’anno precedente.

Andamento in diminuzione rispetto al 10,4% del 2006, al 13,8% del 2005 e al 15,4% del 2004. Questi i dati illustrati oggi a Roma al convegno «Credito alle famiglie 2008» organizzato
da ABI in collaborazione con Assofin.

Il Direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra, aprendo i lavori del convegno ha dichiarato che «non c’è all’orizzonte il rischio di una ‘stretta al credito’. C’è piuttosto
un forte segnale di maturità delle famiglie che, in una congiuntura incerta, pianificano con attenzione i loro comportamenti di spesa e quindi di debito. Le banche italiane – ha aggiunto
– nonostante la crisi finanziaria internazionale continueranno ad assicurare credito di qualità e quantità. Allo stesso tempo stanno garantendo la massima attenzione per la
tranquillità delle famiglie attraverso la realizzazione di una serie di iniziative e accordi istituzionali in termini di mobilità, assistenza, trasparenza e sicurezza che fanno
dell’Italia un Paese all’avanguardia in Europa poiché di fatto sta anticipando i contenuti innovativi delle principali direttive Ue».

Rispetto ai principali Paesi europei il mercato del credito italiano si conferma ancora il più piccolo con il più basso tasso di indebitamento delle famiglie. Basti pensare che
nel 2007, per l’Italia il rapporto tra consistenze del credito ipotecario residenziale rispetto al Pil è stato del 18%, contro il 32,2% della Francia (dato 2006), il 40,8% della
Germania, il 54,5% della Spagna, il 78,2% della Gran Bretagna, con una media Ue intorno al 50%.

Dalla procedura ABI sulla portabilità dei mutui, alla Convenzione allo studio con il Governo sulla rinegoziazione, all’accordo siglato oggi con la Consulta nazionale dei Caf sulle
informazioni per la certificazione degli interessi passivi, l’industria bancaria italiana è quotidianamente impegnata per favorire lo sviluppo «sostenibile» del mercato del
credito alle famiglie.

Nel dettaglio: ? a partire dal 31 maggio scorso è attiva la procedura elettronica di colloquio interbancario nella portabilità del mutuo che consente lo scambio diretto di
informazioni sul debito residuo e sulla data di formalizzazione dell’operazione di portabilità tra la banca originaria e la banca subentrante in 10 giorni. Si tratta di uno strumento che
non ha eguali in nessun altro Paese, che non prevede alcun costo per il cliente e che coinvolge già circa il 90% del totale attivo di mercato nella funzione di banca attiva; ? la
Convenzione allo studio con il Governo sulla rinegoziazione dei mutui consentirà una riduzione dell’impatto delle rate mensili sul reddito familiare. È un’operazione esente da
imposte e tasse, o oneri di altro genere per il cliente, che non fa venire meno i benefici fiscali e non richiede ulteriori garanzie per il mutuatario. L’iniziativa, che costituisce il naturale
completamento di un processo già avviato dalle singole banche, rappresenterà una risposta consapevole dell’intero settore alle esigenze della clientela, mediante strumenti di
facile comprensibilità per quest’ultima e di semplice applicazione operativa; ? l’accordo con i Caf mira a favorire, con certezza dei tempi e semplificazione degli adempimenti,
l’acquisizione da parte dei contribuenti di tutte le informazioni necessarie per beneficiare della detrazione di una quota degli interessi passivi e relativi oneri accessori in dipendenza di
mutui garantiti da ipoteca su immobili. In particolare il cliente potrà richiedere per iscritto (anche tramite e-mail) alla banca mutuante l’attestazione contenente le informazioni
indicando l’eventuale richiesta di invio al domicilio.

«Ci auguriamo inoltre – ha concluso Zadra – che a breve il Governo dia attuazione alle disposizioni contenute nella Legge Finanziaria 2008 inerenti il Fondo di solidarietà per i
mutui che consente a livello nazionale la sospensione dell’ammortamento dei mutui proprio per i soggetti che si trovano in temporanea difficoltà».

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