A Le Busche con lo chef stellato Andrea Angeletti
21 Marzo 2013
A Le Busche con lo chef stellato Andrea Angeletti
Riservato e discreto, ricerca la perfezione nei piatti. Si definisce uno chef dagli orizzonti aperti a cui piace sognare il nuovo. E’ creativo, energico e altro ancora. Insuperabile il suo pranzo
a base di pesce ed agrumi. “Il mio piatto preferito è il pesce” ha affermato Angeletti con un bel sorriso di soddisfazione , “poi sono una persona dagli orizzonti aperti che non
disdegna di guardare fuori dalla finestra e fare abbinamenti molto particolari, per esempio, con i nostri scampi dell’Adriatico, con i tartufi di Acqualagna e col riso selvaggio che viene dal
Canada”
Riso selvaggio?
Si certo. Oggi per esempio vi ho fatto mangiare il salmone con un piatto orientale yin e yang, in questo piatto abbiamo messo il cotto e il crudo, il dolce e salato, il caldo e freddo, il
contrasto che crea la perfezione..
A Lei piacciono molto i contrasti e la passione
Grazie, è cosi, un complimento bellissimo. Sono un perfezionista passionale che tende sempre a ricordare i sapori di mia nonna che mi ha insegnato a cucinare.
Quanto è importante la tradizione?
Tanto. Bisogna conoscerla bene, solo allora puoi creare novità.
Quale sarà la cucina del futuro?
Fare un passo indietro. La cucina è troppo estrosa, solo le materie prime eccellenti faranno la differenza. Bisogna cercare di riportare la gente al ristorante e avere un profondo
rispetto per l’ambiente. Le risorse stanno esaurendo a causa della scelleratezza dell’uomo. Noi per esempio acquistiamo solo prodotti stagionali, oggi per esempio ho fatto il menù come
tributo base agli agrumi, perché siamo in chiusura della stagione degli agrumi. Inutile utilizzare le arance ad agosto, bisogna rispettare i canoni che la Natura ci detta.





