A 100 giorni dall’istituzione dell’agenzia ICE: un bilancio

A 100 giorni dall’istituzione dell’agenzia ICE: un bilancio

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli perché l’agenzia deputata al sostegno delle imprese italiane sia dotata di risorse adeguate allo scopo. Da parte del
Ministro Corrado Passera sono venute dichiarazioni rassicuranti sulla prontezza con la quale il governo metterà mano alla questione. 

A 100 giorni dall’istituzione dell’Agenzia, avvenuta con il decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, quali sono le sfide e qual è il bilancio? Nelle righe che seguono
proponiamo una ricostruzione preparata dagli addetti ai lavori.

Una premessa va fatta: dopo il 6 luglio 2011, data della soppressione, l’ICE ha continuato a operare. Nonostante l’annullamento di molte iniziative promozionali causato dalla
soppressione dell’Istituto, puntualmente documentato da questa newsletter, la dedizione del personale italiano e straniero ha consentito la realizzazione di 120 eventi nel secondo
semestre del 2011 e la continuazione dei servizi di assistenza.

Ciò naturalmente ha potuto solo parzialmente limitare i danni derivanti dalla soppressione, che si rischierebbe di perpetuare qualora la nuova Agenzia non venisse rapidamente
messa in condizione di operare, con un’adeguata dotazione di risorse umane e finanziarie, anche a costo di un’ulteriore modifica normativa, come auspicato da chi scrive, che miri a
superare gli evidenti limiti della legge.

Le soluzioni ai problemi prospettati sono a portata di mano. Basta trarre le logiche conseguenze dalle valutazioni e prese di posizione espresse dagli stakeholder nel dibattito degli
ultimi mesi, ricordando che le risorse impiegate per il sostegno all’esportazione rappresentano un investimento che contribuisce alla crescita del paese e alla creazione di posti di
lavoro nelle imprese.

I danni causati dall’improvvisa soppressione dell’ICE

  • Avvenuta per decreto a luglio 2011 senza un piano di continuità, la soppressione ha impedito lo svolgimento delle attività in corso, essendo stati cancellati con un colpo
    di spugna organi, regolamenti e procedure, è diventato impossibile assumere impegni contrattuali e di spesa. Nonostante la situazione di emergenza, tutto il personale si
    è comunque impegnato con grande dedizione e sono state individuate, là dove possibile, soluzioni operative per minimizzare i danni conseguenti alla improvvisa
    soppressione. Sono state tuttavia interrotte sia gran parte delle attività promozionali in corso sia la programmazione per l’anno successivo. Le imprese hanno avuto meno
    servizi e in tempi dilatati rispetto al normale. Si sono così prodotti ingenti danni al Sistema Paese, a vantaggio dei Paesi concorrenti e delle loro imprese.
  • Tra luglio e dicembre 2011 sono state annullate circa 200 iniziative, con conseguente riduzione del 43% dei fondi promozionali utilizzati e del 48% dei partecipanti a iniziative
    promozionali rispetto al 2010 (dati provvisori).
  • Inoltre sono venuti meno introiti per circa 50 milioni di euro nel solo 2011 che avrebbero dovuto essere spesi in attività di promozione, formazione e assistenza a favore
    delle imprese (dati provvisori).
  • Le imprese che hanno partecipato autonomamente a iniziative annullate, non hanno potuto accedere alle agevolazioni e ai servizi reali offerti dall’ICE e occupare le
    aree storicamente dedicate alle collettive italiane. Si sono così perse posizioni privilegiate, chissà quando riconquistabili, a tutto vantaggio di agenzie governative
    di paesi concorrenti.
  • Sono stati bloccati gli sconti e le agevolazioni acquistati con l’abbonamento ai servizi ICE, con pregiudizio economico per le imprese clienti.
  • Sono stati sospesi gli accordi in vigore e i relativi benefici, come riduzioni tariffarie e agevolazioni, offerti da prestatori di servizi esteri (es. hotel, compagnie aeree
    e interpreti).
  • In definitiva, le piccole e medie imprese italiane sono state penalizzate rispetto a quelle di altri Paesi che continuavano e continuano a ricevere il sostegno dalle
    proprie agenzie governative.
  • Con la soppressione e poi il ridimensionamento dell’unico ente pubblico operante a livello nazionale, si dà un duro colpo alla garanzia di trasparenza e imparzialità
    delle azioni di sostegno, sminuendo una funzione dello Stato che prescinde dalle logiche di profitto, tutela interessi generali e attua in modo snello e flessibile le politiche
    pubbliche.
  • Depotenziato l’ente governativo operante a livello nazionale, sta ulteriormente aumentando la frammentazione delle attività di sostegno all’internazionalizzazione, per
    iniziativa di altri soggetti, vecchi e nuovi.
  • E’ stata danneggiata l’immagine del sistema Italia presso gli interlocutori privati e pubblici con cui ICE si rapportava sui mercati esteri.
  • A causa dell’incertezza sulle prospettive lavorative, professionalità altamente specializzate, presenti nella rete estera dell’ICE hanno trovato impiego altrove,
    spesso presso agenzie di paesi concorrenti.
  • Si è vanificata la spesa effettuata per organizzare i concorsi pubblici per l’assunzione all’ICE; oltre 100 vincitori di concorso attendono di essere assunti dal 2010.
  • Vi è incertezza circa la possibilità che RITSPA, la società informatica in house , preposta alla gestione dei siti, delle procedure di office automation , delle
    banche dati e dei sistemi informatici in generale, necessari per organizzare le attività e per gestire le procedure possa continuare a operare garantendo gli stessi servizi che
    in passato; molti posti di lavoro sono a rischio.


Le criticità della legge 214 del 2011 che istituisce l’ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese

  • Prospetta un forte ridimensionamento della Struttura che lo Stato dedica a favorire l’internazionalizzazione delle imprese, in un momento nel quale la crisi economica e
    il rafforzamento degli strumenti dei paesi concorrenti per sostenere le proprie imprese all’estero rendono invece indispensabile garantire risorse uguali o maggiori per
    sostenere la competitività del “sistema Italia”.
  • Non parla di sostegno alle piccole e medie imprese in particolare, che rappresentano il 98,4% degli esportatori e contestualmente la fascia più debole e meno
    rappresentata, ma di “imprese” in generale.
  • Non individua chiaramente le funzioni della nuova Agenzia e quelle demandate al Ministero dello Sviluppo Economico non nominando affatto la formazione, che è una delle aree
    nelle quali l’ICE si è nel tempo distinto per qualità e coerenza delle iniziative fatte.
  • Conferisce alla nuova Agenzia una dotazione di risorse umane molto inferiore rispetto all’ex-ICE , e ben lontana dagli enti omologhi di Regno Unito (2.400), Francia (1.400) o
    Spagna (1.000).
  • Indica un contingente massimo di 300 persone provenienti dall’ex-ICE, disperdendo le restanti professionalità in altri enti o ministeri, senza nessun risparmio per il
    bilancio pubblico.
  • Mentre riduce il personale dipendente, moltiplica gli incarichi (al Consiglio di amministrazione si aggiunge la Cabina di regia), rendendo complessa la catena decisionale, con
    effetti gravemente negativi sui tempi.
  • Sottomette la nuova Agenzia a una doppia vigilanza (Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero degli Affari Esteri) con procedure operative ancora più farraginose.
    Stride il contrasto con le vigenti normative (da ultimo, DPCM n. 170 del 2008), che richiedono un’analisi dell’impatto su imprese e cittadini delle nuove norme al fine di evitare
    l’allungamento dei tempi e la maggiore complessità delle procedure amministrative.
  • Non individua chiaramente il ruolo della rete estera, inserita nelle rappresentanze diplomatiche che esercitano una funzione “di vigilanza e di direzione” su attività per
    le quali esse non hanno responsabilità di spesa.
  • Non individua chiaramente il ruolo dell’Agenzia rispetto agli altri soggetti preposti al sostegno dell’internazionalizzazione in Italia, lasciando aperta la questione
    del coordinamento con le Regioni e del personale già impiegato negli uffici regionali dell’ICE.
  • Non indica una procedura e una tempistica certa per la programmazione delle attività e per l’approvazione delle stesse che sia vincolante sia per l’Agenzia che per i
    due Ministeri vigilanti.
  • Comporta una complessa riorganizzazione in termini di procedure (regolamenti organizzativi, statuto), di funzioni e di attività che necessariamente impatta negativamente
    sui tempi del ritorno a una piena operatività.
  • Non prevede che alla Cabina di regia partecipi la nuova Agenzia, che è l’elemento centrale, come sostenuto anche del Ministro Corrado Passera, del sistema di
    sostegno pubblico all’internazionalizzazione e che, con la sua partecipazione, potrebbe contribuire a un migliore coordinamento delle attività.

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Appuntamento alla prossima newsletter!

Redazione Newsfood.com+WebTv

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