Confcommercio, Assemblea Confederale 2011: “Non è tempo di liturgie”

Confcommercio, Assemblea Confederale 2011: “Non è tempo di liturgie”

By Redazione

“Non è tempo di liturgie”, queste le parole pronunciate, con forza e partecipazione, dal nostro Presidente Sangalli, in apertura dell’Assemblea Annuale della Confederazione.

Questo il tema di merito che ha contraddistinto l’intervento, carico di coinvolgimento, del Presidente, che ha parlato, per più di un’ora e mezza, senza soluzione di continuità,
alla numerosa platea assiepata, in ogni ordine di posto, nell’Aula dell’Auditorium della Conciliazione in Roma.

Senza retorica, con la carica che lo contraddistingue da sempre, il presidente Sangalli ha alternato lecite ed inderogabili richieste al Sistema Italia, a precise indicazioni di merito su come,
“insieme”, potere politico, sistema imprenditoriale e Stato, possono cooperare per trovare la via d’uscita dalla crisi.

Stabilità finanziaria e coesa azione di governo sono, per il Presidente Sangalli, due dei capisaldi sostanziali da “mettere in campo” per rimuovere “i cocci di bottiglia” che rendono, ad
oggi, periglioso il percorso di emersione dalla contrazione dei consumi, figlia della stagnazione economica.

I freni che ritardano il motore dell’azienda “Italia” sono, per il Presidente, sei:

1) Il Debito Pubblico;
2) La Dipendenza Energetica;
3) I Ritardi del Processo Civile;
4) Il Deficit Infrastrutturale;
5) Il Peso della Burocrazia;
6) L’Evasione Fiscale.

Per uscire dal “pantano della crisi” ed affrontare un percorso coerente, verso l’affermazione di valore del Sistema Paese, è necessario “fare”; è necessario, quanto inderogabile
“dare obiettivi ambiziosi al Paese”.

Per ripartire, bisogna farlo, seguendo due parametri sostanziali:

  • L’efficienza di un’azione amministrativa deburocratizzata;
  • La produttività.

Questo, con un solo grande ed ambizioso obiettivo: la riduzione sistematica della spesa pubblica, da realizzare, nei fatti, superando i criteri della cosiddetta spesa storica, per affrontare
gli impegni di merito per lo sviluppo, secondo necessità dettate dalla concretezza.

Nella descrizione “quadro” del sistema Italia, il Presidente non ha dimenticato le necessità del Paese in quanto tale: l’efficienza della Giustizia Civile, la valorizzazione dei sistemi
di semplificazione dei procedimenti e la lotta alla criminalità che, ha proseguito Sangalli, può e deve essere condotta ad ogni livello ed in ogni luogo non solo dalle Forze
dell’Ordine ma con l’importante ausilio delle Associazioni di Categoria e, più in generale, delle parti sociali.

Lo stesso, ha poi sottolineato quanto il Commercio rappresenti un fondamentale valore aggiunto per la crescita dell’Italia.

L’universo produttivo rappresentato dal sistema Confcommercio, ha continuato il Presidente, ha contribuito a garantire, nonostante il morso feroce della
crisi, oltre il 47% del valore aggiunto del nostro Paese, nonché il 40% del sistema occupazionale nazionale.

Numeri, questi, che, il Presidente, pretende, abbiano il giusto peso nelle “famose stanze dei bottoni”.

Perché se è vero, come è vero, che il commercio è il traino del sistema Italia con i suoi 3,4 milioni di addetti, e 154 miliardi di euro di valore aggiunto, lo
stesso pretende, nell’ambito del panorama dell’auspicata stagione delle riforme, regole e politiche efficaci e coordinate, tendenti alla promozione dei distretti del commercio; alla riforma
delle locazioni, passando attraverso il varo di misure atte al sostegno delle ristrutturazioni edilizie.

Tutto ciò, unito al varo di una politica di merito tesa alla lotta alla contraffazione che, se ben condotta, a costo zero, potrebbe restituire al nostro sistema economico tra i 18 e i 25
miliardi di euro.

La chiave per lo sviluppo, per il Presidente Sangalli c’è, e corre su due binari:

1) Il federalismo fiscale che, per il nostro Presidente Sangalli deve esse reso, da un punto di vista concettuale, chiaro e circostanziato, in modo tale che possa esser ben comprensibile la
conseguenza che tale riforma potrebbe portare nell’ottica della riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale;

2) La Riforma del Fisco che deve essere affrontata dalla “politica” con coerenza, sobrietà e senso di responsabilità.

Sul punto, infatti, si precisa che per restituire la dignità che merita chi lavora, è necessario parametrare il sistema di tassazione sul reddito effettivo e non su quello
(assolutamente empirico) potenziale o stimato.

Ed infatti, ha proseguito il Presidente, l’esercito della Piccola Impresa, non è la truppa dei “paradisi fiscali”, dei quali, prosegue Sangalli, il piccolo imprenditore ignora anche
“l’indirizzo”, ma è quella che, silente, soffre, ma, con caparbietà, alza la saracinesca ogni giorno, fedele allo spirito di “servizio al cittadino” che detiene, da quando esiste.

In questo quadro di sistema però, nessun “pio e gratuito buonismo”.

Per il Presidente, infatti, “chi evade mina il patto di cittadinanza” e, per questo, deve essere punito, a condizione, però che la procedura di recupero dell’evasione e dell’elusione
fiscale sia condotta senza demagogia.

In questo contesto di merito, ha poi precisato il Presidente Sangalli, la riforma fiscale deve avvenire, ma senza il varo di misure inappropriate, quale la riduzione delle aliquote irpef a
fronte dell’innalzamento dell’aliquota iva.

Questo modus operandi va contro i principi di civile sviluppo socio economico e non può essere accettato, ha proseguito Sangalli, dal nostro sistema confederale che, da sempre, ha
operato per lo sviluppo socio economico di un Paese e, per questo, ben sa, che un provvedimento di questo genere bloccherebbe i consumi e favorirebbe, di fatto, il sommerso, e, con esso
l’evasione.

E’ incontestabile tuttavia, ha proseguito il Presidente Sangalli, mosso dall’entusiasmo di chi crede in maniera incondizionata nelle parole che pronuncia, che la riforma fiscale deve compiersi
anche attraverso il varo di alcune misure connesse, altrettanto fondamentali, che devono declinarsi, in concreto, al fine di garantire “maggior respiro” alle casse delle famiglie e che, hanno
il dovere di concretizzarsi nell’ambito di un processo teso alla detassazione del salario di risultato ed ad un’equa tassazione delle rendite finanziarie, secondo i parametri europei.

In conclusione, senza volontà di falsa moralizzazione, ma con lo spirito di chi vuole fare; di chi vuole cooperare con le forze sociali per affermare, o meglio, riaffermare il valore
indiscusso del nostro Paese, il Presidente, ritiene imprescindibile una ritrovata “sobrietà” d’azione e costume della politica, che, nell’ottica di un comune senso di
responsabilità nazionale deve concentrare i suoi sforzi, per far rialzare il paese.

In un ambito di coesione di principi – quelli che hanno fatto nascere, Re. Te Imprese Italia ndr – il Presidente ha, infine, auspicato che la politica riavvii la stagione delle riforme
attraverso l’applicazione dello small business act, e la realizzazione dello Statuto delle Imprese; provvedimento, quest’ultimo, che, giace, da troppo tempo, lettera morta, negli androni di
Palazzo Madama.

Un impegno concreto, quello del Presidente Sangalli e, con esso, dell’intera Confcommercio.

Un impegno per progettare, su basi concrete e solide, la ripresa, senza chiacchiere, promesse o irreali voli pindarici.

Non è tempo di liturgie.

In conclusione, cari soci, mi sia concesso, a margine, un grande grande ringraziamento al nostro Presidente Sangalli, che, con la passione di chi lavora per il bene della categoria, sa
infondere in tutti noi la voglia di andare avanti e di migliorare, con l’ambizione di chi rifiuta il non fare, considerandolo espressione di assenza di volontà.

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Redazione Newsfood.com+WebTv

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