Celiachia: un’epidemia che avanza
19 Marzo 2010
E’ in corso un epidemia “nascosta di celiachia, caratterizzata dall’aumento (notevole ma privo di clamore) degli individui colpiti. In soli 50 anni, infatti, i casi di celiachia sono
quadruplicati.
Questo il verdetto di una ricerca della Mayo Clinic (USA), diretta dal dottor Joseph Murray.
Il team di Murray ha preso in esame campioni di sangue raccolti nella Base area di Warren tra il 1948 ed il 1954, cercando la reazione immunitaria che indica la presenza di celiachia.
Successivamente, si è compiuta la stessa operazione sui campioni di sangue raccolti a Olmsted County, cittadina del Minnesota. Comparando i risultati, gli scienziati hanno notato come i
giovani di oggi hanno 4.5 la probabilità di essere celiaci rispetto ai pari-età degli Anni Cinquanta.
Spiega Murray: “La celiachia rimane poco comune, ma non è più rara. Qualcosa è cambiato nella nostra alimentazione è l’ha resa più frequente. Fino ad oggi,
l’approccio standard per individuarla consisteva nell’andare dal dottore, descrivergli i sintomi ed iniziare le verifiche. Il nostro studio suggerisce invece come bisogna iniziare a monitorare
la celiachia ad ampio raggio, come si fa per il colesterolo e la pressione sanguigna”.
Allora, secondo Murray i dati della Mayo Clinic indicano come è necessaria una maggiore attenzione alle celiachia, sia da parte dei medici, che dei malati stessi. La malattia è
infatti caratterizzata da sintomi che possono essere attributi ad altri disturbi più comuni, come la sindrome dell’intestino irritabile. Per questo, alcune ricerche sostengono come, per
ogni persona a cui viene diagnosticata la malattia ce ne sono 30 che non vengono individuate.
Conclude così il capo ricercatore: “Nel nostro studio abbiamo evidenziato come per il rischio di morte a causa della celiachia sia quadruplicato. Per questo, è importante che
pazienti e professionisti della medicina prendano più in considerazione tale disturbo”.
Fonte: “Mayo Clinic Study Finds Celiac Disease Four Times More Common than in 1950s”, Mayo Clinic 01/06/09
Matteo Clerici
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