California: Finalissima Almost Famous Chef 2010 by San Pellegrino

California: Finalissima Almost Famous Chef 2010 by San Pellegrino

By Redazione

7 marzo 2010, da Napa Valley – California
Laura Torresin (Chef e giornalista per un giorno):
Dopo la finale italiana di Almost Famous Chef che si è svolta ad Alma lo scorso 18 febbraio e che ha visto il nostro team in prima posizione, quello che si è cercato di fare
all’interno della scuola è stato un lavoro metodico, di organizzazione e il più possibile efficace in quanto avevamo soltanto due settimane prima della partenza per Napa Valley e la
finalissima del concorso.

Il giorno dopo la finale, ci hanno confermato che con me sarebbero venuti in California lo chef Marco Soldati, che mi aveva preparato fino a quel momento, il professore di storia della cucina
Andrea Sinigaglia e un’altra persona da me scelta come supporto.
Lo chef ed io, davanti ad un caffè, abbiamo cercato di fare il punto della situazione, di capire come ci dovevamo muovere durante gli allenamenti e di scegliere una persona che potesse
integrasi perfettamente nel nostro progetto.

Il destino è stato nostro amico in quel momento infatti  dalla porta del ristorante  è apparso Enrico Nanchioli, ex studente Alma che stimo per diversi motivi.
Gli diamo la notizia e, a parte un piccolo dettaglio sul passaporto che ci terrà in ansia fino al giorno prima della partenza, “firmiamo” il nostro contratto.

Ci ritroviamo in biblioteca e leggiamo sistematicamente le regole del concorso.
La gara si svolgerà in due fasi diverse:
la prima giornata vedrà protagonista il ” Mystery basket” ovvero una prova dove ci verranno comunicati all’inizio della gara gli ingredienti che potremmo utilizzare, ci saranno delle
proteine da inserire obbligatoriamente nel piatto e diversi altri ingredienti disponibili, non obbligatori.
Avremo 2 ore di tempo e 15 minuti per presentare la ricetta.

Durante la seconda giornata invece dovremmo riproporre il piatto con cui abbiamo vinto nelle nostre nazioni ma con un format diverso: per 200 persone in 4 ore di tempo con l’aiuto di uno studente
della scuola che ospiterà la competizione.

Nelle due settimane che precedono la competizione, Marco Soldati organizza giorno dopo giorno prove diverse che dovrò affrontare, Enrico avrà il compito di scegliere degli
ingredienti casuali per farmi esercitare sulla gara del “Mystery basket” e aiutarmi con le preparazioni precedentemente ammesse per il “Signature Dish” (la prova per 200 coperti)

Abbiamo trascorso due settimane veramente intense ad Alma, settimane meravigliose, ricche di energia, stimoli, idee, progetti, studio, confronti. Siamo riusciti a creare un team perfetto e
durante le prove per 200 persone anche tutti i ragazzi che lavorano nella cucina centrale del ristorante di Alma ci hanno sostenuto.
Le ultime due prove  del Signature Dish sono state organizzate con un gruppo di ragazzi americani in modo tale che iniziassi a spiegare il mio piatto in inglese.

Il giorno 4  Marzo partiamo.
Il viaggio è stato decisamente lungo ma l’accoglienza in Napa Valley ci ha subito fatto dimenticare le ore passate in un seggiolino d’aereo.
Il giorno dopo l’arrivo avrei soltanto dovuto fare una riunione e la presentazione ufficiale con gli altri partecipanti del concorso perciò mi sentivo abbastanza rilassata e mi sembrava di
aver tempo per riposare.
Ad ogni modo il giorno della prova del Mystery Basket è arrivato molto in fretta e l’ansia è iniziata a salire.
Mi sentivo comunque preparata, lo chef mi dava sicurezza e avevamo parlato molto di come doveva essere il nostro piatto .
Volevamo infatti portare un piatto italiano ma che allo stesso tempo descrivesse la personalità e lo stile della nostra scuola.
Sapevamo che nella dispensa centrale c’era il riso.  
Ci siamo convinti per un risotto all’italiana, all’onda, una base neutra su cui porre forme colori e consistenze diverse.
Ed è quello che abbiamo fatto.
Il risotto è uscito al dente, ben mantecato e rispecchiava ciò che volevamo fare.
Durante la prova sia lo Chef che Enrico erano in cucina anche se non potevano aiutarmi ma i loro sguardi mi davano più di ogni altra cosa.

Il giorno dopo invece ci hanno separato dai nostri allenatori, dovevamo portare a termine i 200 piatti del nostro “Signature Dish ” da soli con il nostro aiutante della scuola e poi servirli
durante il galà che sarebbe iniziato alle 17.30.
Devo dire che tutto è andato molto bene, Mien Gin la ragazza con cui ho lavorato era veramente brava, siamo state veloci e precise, le quattro ore sono passate velocemente ma siamo
riuscite ad organizzare bene il nostro tavolo in sala per il servizio.
I primi ad assaggiare i piatti sono stati i giudici, dopo di che sono entrati gli ospiti che, come per la prova in Italia, avrebbero potuto votare il loro piatto preferito.
La serata è stata lunga, dopo il servizio ci sono state le premiazioni e il vincitore è stato il giovane cuoco Luis Yang di Miami.

Non ho portato a casa nessun premio ma una grande esperienza professionale e di vita.
Tutto, dal primo all’ultimo giorno, mi ha fatto ricordare di quanto sia bello il nostro lavoro, di quanto sia importante confrontarsi con esperienze e persone diverse.
Sono soddisfatta perché ho visto i miei insegnanti e i miei amici felici per quello che era stato fatto, perché sono andata lì con loro a rappresentare quello in cui crediamo
e che facciamo ogni giorno.


Brava ai fornelli e brava con la penna, grazie Lauretta, la redazione di Newsfood.com ti dice Grazie ed è fiera di nominarti “Giornalista per un giorno”.

Alla prima occasione, verremo a trovarti per gustare e immortalare in una video-ricetta il tuo piatto di riso che, per ora purtroppo, possiamo solo ammirare in foto. (Risotto Mystery
basket di Laura Torresin)
Giuseppe Danielli
Newsfood.com

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD