Intervista a Stefano Mengoli, Presidente del Consorzio Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale (testo anche in giapponese)
12 Marzo 2010
Gigi Veronesi intervista Stefano Mengoli, Presidente del Consorzio Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale
Se le dico “globalizzazione” lei cosa risponde?
Stefano Mengoli:
Il settore delle carni è uno dei primi ad essere stato globalizzato.
Già negli anni ’70, infatti, furono varati i primi piani di stoccaggio delle eccedenze dalla CEE.
In questo ultimo periodo, a causa dell’abolizione di norme che proteggevano la produzione interna, il mercato si è vivacizzato molto.
Prima eravamo costretti a proporre la nostra carne all’estero, come in sudamerica, dovendo competere con prezzi molto bassi.
Adesso, invece, noi stessi siamo divenuti importatori.
Ciononostante, ancora oggi subiamo un po’ la spinta delle economiche carni africane ed australiane,. Rimane vero un dato: la carne italiana è senz’altro più costosa, ma
sicuramente di maggior qualità rispetto a qualsiasi altra carne nel mondo.
Tanti scandali hanno colpito l’Europa in questi ultimi tempi. Penso ai casi di mucca pazza o di latte cinese avariato, avvenimenti che hanno diffuso un clima di terrore generalizzato. Il
consumatore può essere tutelato in qualche modo?
Quelli che lei ha citato riguardano una problematica di carattere industriale, più che produttivo, anche se il consumatore non se ne rende conto.
Così, per il latte inquinato cinese è avvenuto che sia stato utilizzato un colorante collante il quale, durante il confezionamento, si è sciolto nel grasso del
latte.
Tra l’altro, queste erano conseguenze già sperimentate, poiché ci fu un caso simile qualche anno fa in Europa.
Per la mucca pazza possiamo fare un analogo discorso: è semplicemente il caso di una cattiva gestione che ebbe la bella pensata di trasformare, attraverso complesse tecniche di
lavorazione, un rifiuto in prodotto alimentare.
In molti casi è anche un problema di disattenzione: di chi smaltiva un rifiuto e l’ha trasformato in un alimento.
Ma i comportamenti scorretti continuano a verificarsi; qualche tempo fa mi è capitato di assistere ad una scena orribile: ero in Sud Africa, e vidi alimentare bovini con defezioni di
polli!
Questo, lo so bene, non è confortante.
Il consumatore deve affidarsi a dei parametri consolidati di qualità, e la qualità si fa in filiera.
Le normative europee seguono, per fortuna, tutti i passaggi della filiera: alimentazione degli animali, la loro macellazione, il modo di confezionamento, la vendita.
L’attuale disciplinare identifica ciascun prodotto come unico.
Questo è un modus operandi senza paragoni.
Negli altri paesi è il commerciante che si autoregola.
Per capirci, per l’hamburger McDonald’s il responsabile della qualità è lo stesso signor McDonald’s!
Si può essere fortunati ed incappare in un’azienda che si preoccupa di mantenere certi standar di genuinità, ma intuiamo bene che ciò non sempre è
garantito.
In Europa, invece, si è pensato che, oltre ai trends commerciali, fosse opportuno istituire dei nomi collettivi pubblici che vadano a tutelare il consumatore.
Gianluigi Veronesi
Japanese Version
中央アッペンニーノ山脈のVitellone Bianco (白牛)保護協会の会長ステファノ
メンゴリ氏に話を聞きました。
ここ数年、ヨーロッパでは、狂牛病や、中国産乳製品で有害物質が発見されるなどの不祥事が相次ぎ、消費者の食品に対する不信感が強まっています。消費者を守ることに関して、どのような考えをお持ちですか。挙げられた不祥事は、製品そのものではなく、生産段階での過失が原因となっています。中国産乳製品の問題は、包装時に使われたインクが、牛乳の中に溶けたことが原因でした。狂牛病に関しても、同じことが言えます。劣悪な管理が、消費者の牛肉購買拒否をもたらしました。また、更に悪質な例も、次々と明らかになっています。私自身も、南アフリカに訪問した際、鳥の排泄物で飼育されている恐ろしい牛の飼育場を見て、本当にぞっとしました。消費者の不安は、もっともです。このような現状から、身を守り、安全な商品を購入するために、消費者は、商品の品質を保証するための基準を活用するべきだと思います。ヨーロッパの規則は、飼料から、処理、包装、販売にいたるまで、それぞれの生産過程に、細かく規定が設けられています。他国の規則と比べても、大変厳しい基準が定められているので、利用しないてはありません。Interview
by Gianluigi Veronesi
Gianluigi Veronesi (Degusta.it)
per Newsfood.com





