Cachaca: terzo distillato del mondo, arriva in Italia
13 Novembre 2012
Dal Brasile alla tavola degli italiani. La cachaca è il terzo distillato al mondo, dopo la vodka ed il soju, è sta vivendo un periodo particolarmente positivo.
Per cominciare, l’accordo raggiunto con gli USA, che hanno riconosciuto il liquore come “Prodotto tipicamente brasiliano”. Risultato importante, che è stato festeggiato dagli operatori
del settore con l’invio ad Obama di una edizione speciale della rinomata Cachaca Velho Barreiro Diamond, con un vero diamante in etichetta.
E poi, i buoni risultati in patria. In Brasile, il liquore rimane la seconda bevanda più popolare, con un consumo pro capite annuale di 6 litri: dietro, l’attività di 4000 aziende
che producono un totale di 1,2 miliardi di litri.
Cuore della cachaca è lo stato di Minas Gerais: oggi ospita un grande stabilimento della FIAT, una volta importante centro minerario. All’epoca, la cachaca era destinati agli schiavi: un
litro al giorno li rendeva più resistenti alla fatica ed alla paura, li riscaldava contro il freddo e li aiutava contro il dolore dei numerosi incidenti.
Oggi la cachaca è il simbolo della gioia di vivere, simbolo della cultura elogiato nel Museo Nazionale e portafortuna della squadra vincitrice del Fantacalcio, chiamata appunto Real
Cachaca.
Vien prodotta in alambicchi di rame, quasi sempre creati in Italia: si deve rimanere nei 38-48 gradi.
Da ricordare la versione bianca ed ambrata, quest’ultima destinata all’export dopo invecchiamento in barrique.
Secondo l’Istat, la cachaca è il secondo distillato, messo dietro solo dal whisky. I prezzi, andando dagli 8 agli 80 Euro, sono adatti a tutti i gusti e tutte le tasche. E non è
più tanto straniera, visto l’apprezzamento per una versione con l’italianissimo basilico.
Matteo Clerici





