“La differenza tra una toilette e una donna? La toilette non ti insegue per nove mesi dopo che l’hai usata” Arcigay contro lo zucchero della Techmania

“La differenza tra una toilette e una donna? La toilette non ti insegue per nove mesi dopo che l’hai usata” Arcigay contro lo zucchero della Techmania

By Redazione

Quando uno zucchero ha un gusto amaro. Succede in Campania, dove associazioni femminista e l’Arcigay (sezione Salerno) sono contro i prodotti della Techmania, azienda di Battipaglia che vende
prodotti tecnologici e si fa pubblicità sulle bustine di zucchero.

Tutto inizia in un bar di Eboli: una socia dell’Arcigay ordina un caffè e meccanicamente afferra la bustina per dolcificare. Aprendola, cade l’occhio sulla frase della confezione: “La
differenza tra una toilette e una donna è che la toilette non ti insegue per nove mesi dopo che l’hai usata”.

Contrariata dall’umorismo cinico, la donna parla con gli altri soci, che iniziano un controllo ad ampio raggio sulle bustine in questione. Dopo un’ora, il verdetto: bustine presentano 15 frasi,
tutte basate sull’ironia dura e, secondo l’Arcigay, misogina e maschilista. Ecco ad esempio, ” Che differenza c’è tra una pila e una donna? Che la pila ha almeno un lato positivo”.
Oppure, “Differenza donna-specchio: la donna parla senza riflettere, lo specchio riflette senza parlare”.

Così i rappresentanti legali dell’Associazione minacciano azioni in tribunale e di rivolgersi all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria.

Offesa e preoccupata Ottavia Voza, presidente dell’Arcigay Salerno: “A nostro avviso, questi messaggi sono segnali pericolosi perché riflettono purtroppo una tendenza sempre più
diffusa alla utilizzazione ed alla giustificazione di linguaggi violenti e maschilisti”.

La replica dell’azienda è affidata a Fabiano Sole, responsabile marketing. Il messaggio di Sole è chiaro: le bustine sono ironiche, non offensive, ed i bersagli sono vari. Ad
esempio, gli uomini (” Come puoi definire un uomo con metà cervello? Fortunato”) e le classiche suocere (“La suocera è come il pesce, dopo tre giorni puzza”). Inoltre, l’azienda
è contraria alla discriminazione di genere: “In quest’azienda lavorano sei donne e quel messaggio rientra in un più vasto repertorio di freddure riportate sulle bustine di
zucchero”.

Le giustificazioni non sembrano convincere l’Arcigay. La sede di Salerno sta raccogliendo associazioni e movimenti femministi: obiettivo, una grande manifestazione di protesta pubblica.

Matteo Clerici

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