Il pane è buono, se integrale è meglio

Il pane è buono, se integrale è meglio

By Redazione

Gli italiani: poeti, navigatori e mangiatori di pane.

Secondo una recente indagine CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), la metà dei cittadinanza lo vede come portabandiera alimentare, mentre ben il 79% lo consuma almeno una volta al
giorno.

A livello nutrizionale, gli studiosi INRAN consigliano di assumerne dai 150 ai 300 grammi al giorno, per un ventaglio di necessità caloriche che vanno dalle 1700 kcal (persone anziane e
sedentarie) e 2600 kcal (adolescenti maschi).

Questa è però la visione generale: la dieta si decide in base alla persona ed al tipo di pane.

A riguardo, è utile citare una ricerca dell’Università di Firenze, diretta dal dottor Francesco Sofi e pubblicata sul “Journal of Medicinal Food”.

In base al lavoro svolto, Sofi e colleghi hanno concluso come mangiare un particolare pane toscano (fatto con grano “antico” locale) rende meno soggetti a malattie cardiovascolari, riducendo il
colesterolo totale. E se non si trova il pane toscano, si scelga il pane integrale. Per gli scienziati, questo
può vantare più fibre, antiossidanti e vitamine rispetto al pane bianco.

La superiorità del pane integrale è presente anche in una ricerca di scienziati greci, pubblicata sul “Journal of Hypertension”.

Gli investigatori greci hanno notato come anche i volontari che seguivano una dieta mediterranea (sana) presentassero alti livelli di sodio, causa di
ipertensione e malattie cardiovascolari.

Per gli autori del lavoro, responsabile della situazione è il pane moderno, realizzato con alti livelli di sale.

Tale opinione è condivisa anche da studiosi italiani: tra di loro, il professor Paolo Simonetti, che insegna Nutrizione delle collettività al DiSTAM – Università di Milano.

Per il professor Simonetti, il pane moderno è uno dei principali fornitori di sodio. Per evitare eccessi, è allora bene che i consumatori scelgano versioni alternative.
Perciò, la scelta deve ricadere su qualche prodotto tipico (come il pane sciapo toscano) o, in alternativa, sul pane integrale.

FONTE: Francesco Sofi, Lisetta Ghiselli, Francesca Cesari, Anna Maria Gori, Lucia Mannini, Alessandro Casini, Concetta Vazzana, Vincenzo Vecchio, Gian Franco Gensini, Rosanna Abbate,
Stefano Benedettelli, “Effects of Short-Term Consumption of Bread Obtained by an Old Italian Grain Variety on Lipid, Inflammatory, and Hemorheological Variables: An Intervention Studyno
access”, Journal of Medicinal Food. June 2010: 615-620.

Matteo Clerici

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