Latte e latticini? si se DOP e di qualità
2 Dicembre 2011
I problemi economici non fanno cambiare idea agli italiani. Le famiglie del Belpaese accettano la spesa per latte e latticini ma devono essere merce selezionata e DOP.
Queste le informazioni ottenute da una ricerca di Ismea, attraverso Gfk Eurisko. A discuterle, valutarle e metterle a frutto gli attori di “Milk in Progress”: il meeting, promosso da Sivar
(Società italiana veterinari animale da reddito) e Pfizer Animal Health, si è recentemente riunito a Milano.
Il lavoro Ismea-Eurisko consente di avere un quadro preciso. Gli amanti dei buoni latticini sono concentrati nel Nord-Ovest: nuclei familiari numerosi, il cui capo-acquisti è over 45 ma
non ricco né di censo elevato. Tale consumatore ideale acquista il 300% della quantità media nazionale (29,9 kg rispetto a 11,5 kg), spendendo il doppio (circa 767 euro all’anno
contro i 360 di media).
Ovviamente, sacrifici e borsello vuoto passano obbligatoriamente per i marchi DOP. Se tale certificazione è presente, formaggi, latte e yogurt vi acquistano 146 volte l’anno (media
nazionale: 89 volte) e con frequenza d’acquisto di 2,5 giorni a fronte di una media nazionale di circa 4 giorni.
Dietro a tale strategia, motivi di qualità e motivi di salute.
Proprio sul legame tra latte, latticini e benessere si è espresso il dottor Eugenio Del Toma, docente Nutrizione clinica presso l’Università Campus Biomedico di Roma.
Del Toma prende di petto uno dei problemi della modernità, il difficile equilibrio tra eccesso di latticini e lipofobia, il loro consumo insufficiente, legato al loro contenuto di
grassi. Allora, spiega il medico, è corretto che “Il consumo eccessivo di grassi saturi può tramutarsi in un fattore di rischio cardiovascolare”: tuttavia, “Non va dimenticato che
la carenza di particolari grassi (detti appunto ‘essenziali’) si riflette negativamente sulla formazione di derivati biologicamente attivi e protettivi”.
Del Toma offre allora la sua idea per di buona pratica alimentare: “Non c’è alcun problema per chi utilizza tutti i giorni del latte parzialmente scremato e un paio di volte a settimana
una normale porzione di formaggio o di prosciutto”.
Matteo Clerici
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