Vini nel Mondo, Spoleto diventa una grande enoteca
26 Maggio 2011
Spoleto celebra il vino in tutta la sua pienezza. Dal 3 al 5 giugno la città umbra presenta “Vini nel mondo”, manifestazione dedicata al vino: odori e sapori, storia e cultura. Durante
la tre giorni spazio allora a maratone, eventi, seminari degustazioni, tutto il necessario per immergersi totalmente nel mondo vinicolo.
Il 2 giugno, si avrà un preambolo. La locale Rocca Albornoziana ospiterà la cena inaugurale di gala: 150 grandi nomi della politica, dei media e della cultura, in onore dei 150
anni dell’Unità d’Italia.
Poi, a tutto vino Spoleto offrirà una cornice di lusso, con edifici storici come il Teatro Caio Melisso o il chiostro di San Nicolò. Dentro, una serie di possibilità.
Gambero Rosso ha in programma seminari ed eventi didattici. I vini italiani saranno affiancati da quelli di Svizzera, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Brasile, Russia, e Lettonia. Operatori
ed esperti di settore saranno a disposizione dei visitatori, oltreché protagonisti di una sfida con le miscele del Sudafrica.
In più, grazie all’azione del neo ministro Romano, i vini saranno insieme al meglio alimentare della Penisola, dai migliori oli, ai prodotti DOP, come Parmigiano Reggiano, Asiago e
prosciutto di Parma.
Obiettivo finale, usare il tandem cibo-vino di qualità per promuovere il Made in Italy nel mondo. A spiegarlo, lo stesso ministro Romano, secondo cui lo scopo di Vini nel Mondo è
“Avere un impatto sul mercato enogastronomico, che rappresenta la seconda ragione di visita del nostro paese, infatti una parte di turisti tornano in Italia proprio grazie ai vini, alle
eccellenze alimentari, alla curiosità sulla coltura vitivinicola e sui metodi di produzione”.
Il tutto con un occhio di riguardo a Spoleto ed all’Umbria in generale. Rispetto che viene ricambiato dalle autorità locali, come il sindaco Daniele Benedetti: “Siamo fieri di ospitare
questa manifestazione che ha una doppia valenza, in quanto permette di godere sia della bellezza della città, sia del vino attraverso il bere responsabile”.
Matteo Clerici





