Influenza A. Il dottor Rezza: “Siamo vicini al picco di contagi. Il vaccino non è pericoloso”
18 Novembre 2009
L’Italia potrebbe essere vicina al picco di contagio da influenza A e la paura del vaccino (che lo dipinge come uno strumento di morte) è ingiustificata.
Questo, in sintesi, il nocciolo delle dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa Apcom dal dottor Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Riguardo alle
fluttuazioni del virus H1N1 per Rezza “Sembriamo vicini al picco di contagi della nuova influenza, ma credo che i prossimi giorni sapranno dirci di più”. In ogni caso, “Che si raggiunga
o meno il picco esiste comunque la possibilità che si mantenga un livello di circolazione sostenuto o che arrivino nuove ondate influenzali. Non è da escludere e stiamo a vedere”.
Riguardo ad un possibile tandem pandemia-influenza stagionale, “La stagionale arriva a dicembre e ha il suo picco a gennaio-febbraio. Se andasse come è andata di recente in Australia
sarebbe una cosa buona per noi, perché in quel Paese l’influenza ha avuto un picco che è corrisposto alla stagionale e, comunque, il 91% dei ceppi isolati è risultato di
tipo pandemico. Non è detto che da noi succeda la stessa cosa”.
Il dottor Rezza passa poi a difendere il vaccino.
Per il medico, tale prodotto “Non è pericoloso”. Riguardo ai decessi post-vaccinazione, ecco l’opinione dello studioso: “Tante volte un decesso può essere temporalmente associato
alla somministrazione del vaccino. Ma quella persona sarebbe deceduta lo stesso anche senza vaccino. Raramente i vaccini causano reazioni gravi. E in questo caso specifico non c’è nulla
di specificatamente attribuibile alla vaccinazione”.
Le convinzioni di Rezza sono supportate dalle rilevazioni dell’AIFA, l’ente italiano sui farmaci.
L’ultimo report dei suoi esperti (data 10 novembre 2009) parla di 190 effetti collaterali del vaccino (di cui 4 su bambini), precisando però come siano tutte di lieve entità.
I controllori della salute evidenziano come la maggior parte delle reazioni avere sia simile a quelle dei “normali” vaccini stagionali: cefalea, febbre e dolori muscolo-articolari.
Inoltre, cosa fondamentale, non ci sono vittime legate direttamente alla vaccinazione.
Gli investigatori dell’AIFA si sono infatti occupati del decesso di un paziente con patologie pregresse, morto dopo la somministrazione del vaccino contro l’influenza A. Ecco il verdetto
dell’Agenzia: “È stato segnalato un decesso in vicinanza temporale con la vaccinazione occorso in un paziente con polipatologie; l’analisi dei dati parziali finora presentati porta a
considerare il decesso non correlabile alla vaccinazione”.
Note Finali
LINK al sito AIFA con i dati sul vaccino anti influenza A
Matteo Clerici





