Ravenna, Asioli: “La perdita dei vitigni locali è un enorme spreco del nostro patrimonio varietale e colturale”

Ravenna, Asioli: “La perdita dei vitigni locali è un enorme spreco del nostro patrimonio varietale e colturale”

By Redazione

Ravenna – “E’ ormai diffusa, negli ambienti più sensibili della viticoltura e dell’enologia, la consapevolezza che la perdita progressiva dei vitigni locali è un enorme
spreco del nostro patrimonio varietale e colturale. Proprio gli ultimi anni questi vitigni, che a torto o a ragione, molti definiscono autoctoni – precisa Libero Asioli, assessore all’agricoltura
della Provincia di Ravenna – sono saliti alla ribalta del mondo vitivinicolo: un esempio eclatante è sicuramente il Nero d’Avola della Sicilia, ma non di meno il Fiano di Avellino che sta
allargando i suoi confini passando dal livello provinciale a quello regionale ed anche nazionale, visto le potenzialità mostrate da questo vitigno anche in altre aree”.

Ogni provincia ha vitigni esclusivi e peculiari, che forse è più corretto definire vitigni di antico insediamento e questi vitigni stanno diventando sempre più importanti per
valorizzare i diversi areali viticoli in quanto si tratta di varietà storiche e come tali sono parte integrante del tessuto culturale di determinati ambienti.

Nell’ambito del progetto “Vitigni minori”, per l’identificazione e la caratterizzazione dei vitigni locali dell’Emilia-Romagna finanziato attraverso la L.R. 28/98, coordinato dal Centro Ricerche
Produzioni Vegetali, con la responsabilità scientifica del Centro Interdipartimentale di ricerche Viticole ed Enologiche dellUniversità di Bologna, sono stati identificati diversi
vitigni autoctoni con caratteristiche agronomiche ed enologiche interessanti.

Per la provincia di Ravenna sono state individuate e studiate numerose antiche varietà di vite di cui alcune già affermate – uva Longanesi che dà il vino Bursòn ed il
Centesimino- e altre che hanno concluso recentemente l’iter per l’iscrizione al Catalogo nazionale e sicuramente meritorie di sviluppo come la Lanzesa, la Maligia e l’Uva del Tundè.

Appunto l’Uva del Tundè sarà protagonista dell’incontro che si svolgerà presso l’Agriturismo L’Azdora a Madonna dell’Albero (Ravenna), via Vangaticcio 14, 
martedì 27 ottobre alle ore 10,30.

L’iniziativa è organizzata dal CRPV in collaborazione con la Provincia.

Dopo i saluti del Presidente della Provincia di Ravenna, Francesco Giangrandi e dell’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Ravenna, Matteo Casadio, inizieranno i lavori
coordinati dal Dirigente all’Agricoltura della Provincia,  Antonio Venturi. Partecipano all’incontro: Giovanni Nigro del CRPV che presenterà il progetto di ricerca; seguiranno Ilaria
Filippetti e Giulio Scattolin sulle caratteristiche dell’Uva del Tundè, Alfredo Monterumisi parlerà poi di tradizioni, tipicità e turismo. I titolari dell’Azdora tracceranno
una storia familiare legata al vitigno. Infine concluderà i lavori Libero Asioli Assessore provinciale all’agricoltura.

provincia.ra.it

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