Venezia, riapre il ristorante “Agli Alboretti”, risotteria con cantina
19 Dicembre 2008
I risotti costituiscono non solo un buon alimento ma un vero e proprio modello gastronomico tipico italiano, come può esserlo la pasta. Il risotto, secondo la preparazione
classica, è un patrimonio della grande cucina in particolare del Nord Italia da promuovere e salvaguardare così come le varie qualità dei risi nazionali che
rappresentano sia la leadership europea come produzione ed esportazione, sia una qualità insostituibile a partire dal Carnaroli, passando per Arboreo, Baldo, Roma e continuando
con il Vialone Nano della “Bassa veronese”.
Con questa consapevolezza il Ristorante “Agli Alboretti” ha riaperto, proponendo alla clientela la sua abituale e apprezzata offerta enogastronomia di alta qualità,
ma con un inciso curioso e stimolante nella denominazione, soprattutto in una città piuttosto omologata in ampie fasce della ristorazione come Venezia: risotteria con cantina.
“I risotti – ci racconta il general manager, Pierangelo Federici – ci piacciono e ci consentono di proporre dei primi piatti che tengono insieme cucina tradizionale,
valorizzazione dei prodotti tipici stagionali della nostra area lagunare e dell’intera regione e, infine, uno spazio creativo ampio e divertente.”.
A far rivivere il celebre passato del locale come dicevamo, il recente incontro tra Anna Linguerri, proprietaria e sommelière aderente all’Associazione Nazionale “Le
donne del Vino”, i soci Pierangelo Federici, general manager che viene dal mondo della pubblicità e, ereditata la competenza famigliare per il buon mangiare e il buon bere,
ha deciso di comunicare, dal latino comunico vuol dire mettere in comune, gusto e capacità innovative di gestione aziendale e Francesco Amato, chef curioso che passati alcuni
anni da una laurea in storia dell’arte ha iniziato un mestiere così impegnativo con il piacere della passione: sapori, odori, colori…
“E’ così affascinante – ribadisce lo chef sul tema risotti – poter lavorare con un prodotto che è di gran lunga il cibo più consumato sulla
Terra, e che quindi rappresenta tutti i risi del mondo, che allo stesso tempo è chiamato, se cucinato secondo quel sistema di cottura tipico del nord Italia, ovunque solo e
semplicemente Risotto. Mi posso sbizzarrire tra tradizione e innovazione a seconda delle stagioni e dei prodotti: risi e bisi, risi e suca, riso mantecato con diversi formaggi come il
Piacentino di Enna che da un tocco di leggero piccante, risotti di pesce, risi col vino come il nostro risotto all’amarone e petto d’anatra cotto all’uva.”.
In questo elegante Ristorante che negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso è stato luogo di ritrovo per artisti e mecenati dell’Arte, Peggy Guggenheim vi cenava spesso
con gli amici pittori, potrete scegliere ogni giorno fra 15/16 diversi risotti, preparati anche in una sola porzione (a differenza di quel fastidioso min. x 2 persone) e volendo serviti
in diversi sfiziosi assaggi. Sulla lavorazione “espressa” nessun dubbio: per fare un risotto si ricomincia sempre da 0.
Il Ristorante Agli Alboretti si trova all’Accademia, proprio alle spalle della splendida pinacoteca: una bella occasione per conoscere il sestiere di Dorsoduro, un po’
“il quartiere latino” veneziano, visitare le vicinissime e spettacolari collezioni dell’Accademia e del Museo Guggenheim e regalarsi un pranzo o una cena in un piccolo
gioiello della ristorazione lagunare fra turisti curiosi e attenti, anche alla cosiddetta Venezia minore, e localissimi artisti, giovani professionisti impegnati per una Città
migliore, politici, famiglie tutti insieme in un clima disteso e amichevole.





