FIPE: a Natale i ristoranti puntano sul menu tutto compreso e sui prezzi più bassi
15 Dicembre 2008
Un bel pranzo fuori casa per dimenticare le difficoltà. In momenti eccezionali i ristoratori mettono in tavola sforzi altrettanto eccezionali per far trascorrere ai clienti un
giorno di Natale sereno. Tante sono le idee lanciate dagli esercenti per offrire la possibilità di trascorrere una giornata all’insegna della tradizione anche in questi
giorni di congiuntura sfavorevole. C’è per esempio chi effettua sconti sulle prenotazioni in anticipo, ma c’è anche chi spinge a proporre prezzi dimezzati per
i ragazzi entro i dodici anni. Idee che sembrano essere state apprezzate dai consumatori soprattutto nelle città di provincia dove si registra già il tutto esaurito.
È quanto emerge dall’indagine di Natale predisposta dal centro studi di Fipe, la federazione dei pubblici esercizi, per capire andamenti e comportamenti dei ristoratori e
dei consumatori per le feste del 2008. La scelta del locale non sarà difficile. Rispetto allo scorso anno, infatti, resteranno aperti circa 53.000 ristoranti (il 72,4% del
totale), il 2,8% in più rispetto all’anno scorso. Secondo il parere degli esercenti, il numero delle persone che il giorno di Natale pranzerà al ristorante
subirà una flessione sul 2007 di circa l’1,5%. In tutto a frequentare il ristorante saranno poco meno di 5 milioni di clienti.
«Da parte nostra – ha commentato il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani – cerchiamo di fare del nostro meglio per far pesare il meno possibile il clima difficile ai
nostri clienti. Il Natale è uno dei momenti in cui il valore del cibo assume una rilevanza maggiore rispetto agli altri momenti. Non possiamo permettere che le nostre tradizioni
vengano spazzate dai venti impetuosi della finanza e dell’economia».
Le aspettative dei ristoratori risentono, anche se in modo contenuto, della congiuntura. Il 60% si aspetta un Natale come il precedente, il 30% prevede un Natale più modesto
rispetto al 2007, mentre per il 10% i risultati attesi sono di crescita.
Di fronte a uno scenario simile, i ristoratori cercano di riproporre l’atmosfera della casa anche nel ristorante, di contenere i prezzi riscoprendo il valore delle tante specie di
pesce azzurro e dei piatti con prodotti stagionali e della tradizione, difficilmente riproponibili a casa, innaffiati da un vino o da uno spumante nazionale. Prevale il menu tutto
compreso, mentre in un ristorante su dieci i clienti potranno scegliere alla carta. Non mancheranno, infatti, le offerte “esclusive” con prodotti costosi o di importazione
destinate ad una ristrettissima fascia della popolazione. Anche sul fronte dei prezzi per la stragrande maggioranza delle imprese (il 71,4%) non ci saranno variazioni di prezzi rispetto
a quelli dello scorso anno e, anzi, una buona fetta di ristoratori (21,4%) li ha diminuiti. Solo il 7,1% ammette di aver rincarato il prezzo del pranzo di Natale. In media a Natale si
pranzerà al ristorante con circa 40 euro, cioè spendendo il 9,7% in meno rispetto al 2007).
La spesa complessiva del Natale di crisi sarà di circa 214,5 milioni di euro, l’ 11% in meno del 2007, per l’effetto combinato di una lieve contrazione della
clientela attesa e di una significativa riduzione dei prezzi.




