Inflazione: Istat, Rallenta la corsa dei prezzi nei prodotti di largo consumo

By Redazione

 

Il tasso di inflazione acquisito per il 2008, cioé quello che si registrerebbe se l’indice dei prezzi al consumo rimanesse allo stesso livello di ottobre nella rimanente parte
dell’anno, è pari al 3,4%. Lo comunica l’Istat.

Rallenta l’inflazione sulla spesa quotidiana. Per il raggruppamento dei prodotti acquistati con maggior frequenza, a ottobre si registra un calo congiunturale dei prezzi dello 0,2% che
porta la crescita tendenziale al 4,6%, in sensibile rallentamento rispetto a settembre, quando era risultata pari al 5,4%.

Lo comunica l’Istat fornendo il dato relativo al paniere in cui sono raggruppati tra l’altro generi alimentari, bevande alcoliche e analcoliche, spese per l’affitto, beni non durevoli
per la casa, carburanti, trasporti urbani, servizi di ristorazione e spese di assistenza.

Continuano ad aumentare i prezzi di pane e pasta. Tuttavia il tasso di inflazione evidenzia ad ottobre un rallentamento rispetto al mese precedente. E’ quanto affermano i dati
dell’Istat, da cui emerge che la crescita tendenziale dei prezzi dei due prodotti evidenzia una flessione (passando dal 10,7% di settembre al 9,5% di ottobre), nonostante l’incremento
congiunturale dello 0,4%. In particolare il prezzo del pane risulta aumentato dello 0,1% rispetto a settembre e del 6% rispetto al 2007 (in calo dal 8,6% di settembre), mentre quello
della pasta di semola di grano duro è cresciuto in un mese dell’1,1% e del 31,6% rispetto a ottobre 2007 (dal 33,9% registrato a settembre).

Per quanto riguarda i capoluoghi di Regione, ad ottobre è l’Aquila la città  in cui si sono registrati gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice dei
prezzi al consumo, mentre Bari è la città dove i prezzi sono cresciuti di meno. Lo comunica l’Istat che fornisce l’andamento dell’inflazione nelle 20 città
capoluogo di regione. Gli aumenti tendenziali più elevati si sono registrati all’Aquila ( 3,9%), Torino, Cagliari (per entrambe 3,6%), Firenze, Ancona, Napoli e Reggio Calabria
(tutte 3,5%). Le città in cui si sono avuti gli aumenti più moderati sono invece Bari ( 2,6%), Bologna, Perugia, Roma e Campobasso (in tutte 3,1%).

Ansa.it per Newsfood.com

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