IDENTIFICAZIONE MINORI, MARSILIO: «NECESSARIO DOCUMENTO IDENTITÀ PER INFANZIA»
3 Luglio 2008
«La questione dell’identificazione dei bambini rom attraverso le impronte digitali, oltre ad essere strettamente legata a esigenze di sicurezza, va affrontata nella sua interezza e
alla luce del più ampio concetto di diritto al nome e all’identità dei minori. Da assessore la mia preoccupazione è di garantire la tutela dei diritti
personalissimi, sanciti come primari dal nostro ordinamento giuridico, quali quelli al nome, all’identità e alla personalità , in ottemperanza alla Convenzione sui
diritti del fanciullo ratificata dall’Italia nel 1991 e che di fatto non trova oggi applicazione nella nostra nazione».
E’ quanto dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche della Famiglia e della Gioventù del comune di Roma, Laura Marsilio.
«Oggi i minori vengono registrati all’anagrafe alla nascita e – in caso di espatrio – identificati attraverso il passaporto o la «Carta Bianca» in
virtù di un accordo europeo attuato tra l’altro nelle sole nazioni firmatarie. Questi atti non sufficienti a riconoscere ad ogni bambino il pieno diritto all’identità ,
presupposto fondamentale per la loro tutela. È pertanto allo studio dell’Assessorato una proposta sperimentale per il rilascio di un documento d’identità per
l’infanzia, che consenta di identificare in maniera certa i minori, siano essi italiani, rom o di altra nazionalità , la cui applicazione altro non potrà essere che una
conquista di civiltà , all’insegna dei valori e nel rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo e del vivere in comunità », conclude Laura Marsilio.





