Settembre non è il mese della dieta lampo: lo dicono 28 nutrizionisti
22 Settembre 2026
Settembre come mese di riassestamento, non di redenzione
Interpellati singolarmente, in diverse regioni italiane, 28 nutrizionisti hanno restituito un quadro sorprendentemente coerente su quello che succede davvero in questo mese di passaggio. Per l’86% i pazienti reagiscono alla ripresa degli impegni con diete drastiche o digiuni, per l’82% con una corsa ansiosa alla bilancia. Ma il suggerimento che arriva dagli esperti va nella direzione opposta all’istinto.
Newsfood.com, 22 settembre 2026
Ascoltando i professionisti di Serenis Nutrizione coinvolti in questa indagine, emerge una dinamica ricorrente. Settembre non è più solo il giorno del rientro in ufficio, ma un mese intero in cui orari, impegni e abitudini si riassestano gradualmente, prima della vera ripartenza di ottobre. Eppure molte persone continuano a viverlo come un conto alla rovescia da chiudere in fretta, sentendosi in colpa per gli “sgarri” estivi e cercando subito un regime più rigido per rimettersi in ordine. Salgono sulla bilancia già nelle prime settimane e interpretano ogni oscillazione del peso come un fallimento personale, separando gli alimenti in due categorie nette, quelli permessi e quelli da bandire.
Una delle nutrizioniste intervistate racconta che tra i pazienti ricorre spesso la stessa frase, “non sono stato bravo”. Altre colleghe descrivono con parole diverse lo stesso meccanismo, la richiesta di un piano più severo, meno calorico, più “detox”, vissuto quasi come una penitenza da scontare prima che il mese finisca. Più di un professionista parla di un vero e proprio effetto “capodanno” spostato a settembre, la voglia di stravolgere tutto insieme e subito, alimentazione, allenamento, sonno, tagliando di netto alcol e dolci, invece di lasciare che il cambiamento si assesti con naturalezza nelle settimane che restano prima di ottobre.
Un altro elemento torna spesso nei racconti, la fame emotiva. Lo stress della ripresa degli impegni, l’ansia per le settimane che si accumulano e la sensazione di non avere ancora trovato un ritmo vengono spesso scambiati per fame reale, quando in realtà il corpo avrebbe solo bisogno di stabilità, non di altro cibo.
I numeri dell’indagine
Il campione dei 28 professionisti restituisce un quadro netto. Per l’85,7% degli intervistati, la reazione più comune al rientro è ricorrere a diete rigide o digiuni “compensativi”. Con una percentuale molto simile, l’82,1%, i nutrizionisti segnalano l’ansia di pesarsi immediatamente, un gesto che nei primi giorni offre però un dato poco affidabile. Sempre l’82,1% indica nella regolarità dei pasti, non nella restrizione, il vero punto da cui ripartire. Per la metà esatta del campione, infine, è il senso di colpa il vero motore psicologico che trasforma un semplice ritorno alla routine in una sorta di espiazione.
Perché digiuno e diete lampo peggiorano la situazione
Quasi tutti i professionisti coinvolti concordano su un aspetto, ridurre drasticamente l’alimentazione dopo un periodo più libero produce l’effetto opposto a quello sperato. La fame fisica cresce, il pensiero del cibo diventa ossessivo e nel giro di pochi giorni compaiono stanchezza, irritabilità e la sensazione di perdere il controllo, fino ad abbandonare il proposito e sentirsi ancora più in colpa.
C’è anche un equivoco tecnico legato al numero che compare sulla bilancia nei primi giorni di una dieta molto restrittiva. Quel calo riguarda soprattutto acqua, glicogeno e contenuto intestinale, non una reale perdita di massa grassa.
Del resto le linee guida per una sana alimentazione redatte dal CREA e adottate dal ministero della Salute vanno in questa direzione da anni, parlano di varietà, equilibrio nel tempo e attenzione alla frequenza dei consumi, non di eliminazioni improvvise o regimi detox che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, non hanno alcun fondamento scientifico.
I consigli che, secondo i nutrizionisti, funzionano davvero
Tra i suggerimenti pratici che emergono più spesso dalle risposte, quattro sembrano fare davvero la differenza:
- Ripristinare la regolarità invece di restringere (23 professionisti su 28): tornare a orari fissi per colazione, pranzo e cena, senza diete drastiche, digiuni o sensi di colpa da compensare per l’estate.
- Organizzare in anticipo spesa e pasti (16 su 28): pianificare la settimana riduce l’improvvisazione, allontana dai cibi pronti e rende più facile costruire pasti equilibrati anche nelle giornate più piene.
- Procedere per piccoli passi (13 su 28): meglio un obiettivo piccolo e sostenibile, come bere più acqua, aggiungere una porzione di frutta o verdura al giorno o riprendere gradualmente l’attività fisica, piuttosto che cambiare tutto in una settimana.
- Rimandare la pesata di qualche settimana: il numero sulla bilancia nei primi giorni racconta soprattutto i liquidi, non la massa grassa, e dice poco sui progressi reali.
Quando serve un supporto personalizzato
I consigli generali valgono per la maggior parte delle persone, ma non sempre sono sufficienti. Capire quale intervento sia davvero adatto, quanto pesi il fabbisogno individuale o come gestire un rapporto complicato con la bilancia richiede, secondo diversi professionisti coinvolti nell’indagine, un confronto su misura più che una serie di regole generiche. In questi casi la strada più efficace, raccontano diverse delle nutrizioniste interpellate, è rivolgersi a un nutrizionista online, che può costruire un percorso personalizzato al posto di un piano standard.
Tra le 28 testimonianze raccolte, una frase riassume bene lo spirito condiviso, “non c’è niente da rimediare”. Settembre non è una prova da superare in fretta, ma il tempo naturale per ritrovare un ritmo, così che a ottobre la ripartenza sia già solida, e non l’ennesimo nuovo inizio da inseguire.
Fonti:
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. (s.d.). Linee guida per una sana alimentazione 2018.
https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018
Spinelli, A. (2020, 9 gennaio). Linee guida per una sana alimentazione. EpiCentro, l’epidemiologia per la sanità pubblica.
https://www.epicentro.iss.it/alimentazione/linee-guida-sana-alimentazione-crea-2018






