Multe Antitrust agli imbonitori della salute: vengono davvero pagate?
2 Settembre 2026
Una multa da un milione di Euro vale davvero un milione?
Dodici sanzioni contro integratori, dimagranti e false promesse salutistiche: dalla multa annunciata al ricorso, fino alla domanda decisiva su quanto lo Stato abbia realmente riscosso.
Newsfood.com, 2 settembre 2026
Nota del Direttore
La multa da un milione vale un milione quando il conto è chiuso
Nel precedente articolo avevo posto una domanda apparentemente banale:
chi controlla che le multe vengano pagate?Ora abbiamo una prima risposta.
Il controllo esiste. L’Antitrust sollecita, registra i pagamenti, può concedere rateizzazioni e può attivare la riscossione. Bene.
Ma facendo questa ricerca ho scoperto che la domanda giusta è ancora un’altra.
Noi cittadini possiamo sapere facilmente come è finita?
Abbiamo visto una multa da 250.000 euro che, dopo TAR e Consiglio di Stato, è diventata zero.Ma non è l’unica. Abbiamo visto multe da un milione per le quali è facilissimo trovare il comunicato del giorno in cui furono inflitte e molto meno facile trovare una riga che dica quanto sia stato definitivamente pagato. Non mi interessa mettere alla gogna nessuno. Se un’azienda sanzionata vince il ricorso, voglio che sia scritto chiaramente.
Se la multa viene ridotta, scriviamolo. Se viene annullata, scriviamolo.
Ma se diventa definitiva, voglio poter sapere anche se è stata riscossa.
Perché esiste una grande differenza fra:
“abbiamo fatto un milione di multa” e “abbiamo incassato un milione di multa”.E quando parliamo di chi vende facili promesse giocando con il portafoglio e qualche volta con la salute delle persone, la certezza della sanzione conta probabilmente molto più della sua spettacolarità.
Una multa non dovrebbe vivere soltanto il giorno del comunicato stampa.
Dovremmo poterla seguire fino all’ultimo euro: Pagato. Restituito. Annullato. O, purtroppo, mai riscosso (per quale motivo?)
Come sempre, i piccoli sono obbligati a pagare. I grandi, con il supporto di avvocati azzeccagarbugli, spesso riescono a farla franca.
Giuseppe Danielli
LEGGI ANCHE il 1° e il 2° articolo:
Integratori miracolosi online: come evitare trappole per salvare salute e portafoglio
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Rimedi miracolosi online: chi ne controlla la veridicità? Chi controlla gli imbonitori e cosa rischiano davvero?
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Una multa da un milione vale davvero un milione?
Il comunicato stampa è irresistibile:
“Antitrust: multa da un milione di euro”.
La notizia viene ripresa.
Il titolo gira sui giornali.
Finisce sui social.
Il cittadino immagina che chi ha infranto la Legge sia stato giustamente punito e un milione di euro sia appena entrato nelle casse pubbliche.
Ma amministrativamente le cose funzionano diversamente.
Quel milione è, innanzitutto, una sanzione irrogata.
L’impresa può impugnarla.
Il TAR può confermarla, ridurla o annullarla.
Può intervenire il Consiglio di Stato.
La sanzione diventata esigibile deve essere pagata; in determinate condizioni può essere rateizzata. In caso contrario iniziano solleciti e procedure di riscossione.
Soltanto alla fine possiamo conoscere il dato economicamente più interessante:
quanti euro sono stati realmente incassati?
Ed è proprio questo dato che abbiamo cercato.
Dodici multe sotto la lente
Abbiamo preso in esame alcuni procedimenti significativi dell’AGCM riguardanti integratori, prodotti dimagranti, pubblicità salutistiche e tecniche di vendita particolarmente aggressive.
La tabella non attribuisce responsabilità diverse da quelle risultanti dai provvedimenti citati e distingue accuratamente la sanzione iniziale dal suo eventuale destino successivo.
| Caso | Anno | Sanzione AGCM | Esito successivo individuato | Pagamento finale pubblicamente verificabile |
|---|---|---|---|---|
| Kilokal – Pool Pharma | 2010 | €200.000 | Non individuato nella documentazione consultata | No |
| Medestea Full Fast | 2010 | €100.000 | Non individuato | No |
| “Pillole miracolose” PS6980 | 2013 | oltre €1 milione complessivi | Non ricostruibile integralmente con immediatezza | No |
| Immun’Age – Named | 2014 | €250.000 | Annullata dal TAR; annullamento confermato dal Consiglio di Stato nel 2020 | Sanzione definitiva: €0 |
| Life 120 | 2018 | €576.000 circa complessivi | Successivi procedimenti per reiterazione delle pratiche | Non individuato per ciascun soggetto |
| Life 120 – inottemperanza | 2019 | €290.000 complessivi | Ulteriore intervento AGCM | Non individuato |
| Juice Plus+ | 2019 | €1.000.000 | Non individuato con certezza nella documentazione consultata | No |
| Starlife/Newcar Europe | 2020 | €850.000 | Non individuato | No |
| Idro Keratin | 2020 | €25.000 | Non individuato | No |
| KetoZona – Covid | 2020 | €5.000 | Non individuato | No |
| Ariix/NewAge | 2022 | €960.000 | NewAge risultava già interessata da procedura Chapter 11 negli USA | Non individuato |
| Clean Forte | 2023 | €5.000 | Non individuato | No |
Attenzione: “pagamento non pubblicamente verificabile” non significa “multa non pagata”.
Significa esattamente ciò che scriviamo: attraverso la documentazione pubblica ordinariamente consultabile non siamo riusciti a trovare, associato al singolo procedimento, un dato che consenta al cittadino di leggere immediatamente:
pagato – importo – data del pagamento.
Ed è questa, a nostro giudizio, la prima notizia dell’indagine.
“Pillole miracolose”: oltre un milione di euro
Kilokal – Pool Pharma.
Nel 2013 fu la stessa Antitrust a usare l’espressione “pillole miracolose”.
Il procedimento riguardava sei operatori di diverse nazionalità e circa quaranta prodotti commercializzati attraverso tredici siti.
Fra le promesse contestate c’erano prodotti che avrebbero consentito di perdere “7 chili in 7 giorni”, rimedi presentati contro Alzheimer e cancro e prodotti che promettevano giovinezza.
L’AGCM parlò esplicitamente di contenuti pubblicitari inventati e di testimonianze costruite per indurre all’acquisto. Le confezioni spedite erano state circa 270.000 in due anni.
Le sanzioni superarono complessivamente il milione di euro.
Ma ricostruire oggi, con altrettanta immediatezza, quanto di quel milione sia stato definitivamente riscosso da ciascuno dei soggetti coinvolti è decisamente più difficile.
Immun’Age: 250.000 euro diventati zero
Questo è forse il caso più importante per capire perché non dovremmo mai confondere la multa annunciata con quella definitiva.
Nel 2014 l’AGCM sanzionò Named S.p.A. per 250.000 euro in relazione alla campagna dell’integratore Immun’Age. L’Autorità aveva giudicato ingannevoli diversi profili dei claim salutistici utilizzati nella pubblicità.
Named fece ricorso.
Il TAR Lazio, con sentenza n. 11119/2015, annullò il provvedimento dell’Antitrust.
L’AGCM impugnò a sua volta la decisione.
Cinque anni più tardi arrivò il Consiglio di Stato.
Con la sentenza n. 2371/2020, l’Antitrust risultò nuovamente soccombente.
La multa da 250.000 euro, quindi, non era più dovuta.
Ecco perché la precisione è importante.
Titolo del 2014:
“Multa da 250.000 euro”.
Saldo definitivo della vicenda:
zero euro di sanzione.
Non perché qualcuno non abbia voluto pagare.
Perché il giudice ha annullato il provvedimento.
Life 120: la sanzione e poi una seconda sanzione
Nel settembre 2018 l’AGCM concluse il procedimento Life 120.
Alla società che commercializzava gli integratori furono irrogati 150.000 euro per la prima pratica contestata.
Per la promozione non trasparente attraverso la trasmissione “Il Cerca Salute” furono irrogate ai diversi soggetti coinvolti sanzioni per altri 426.000 euro.
Totale: circa 576.000 euro.
Ma la storia non finì lì.
Nel 2019 l’AGCM accertò la reiterazione di pratiche già vietate: 250.000 euro a Life 120 Italia per una condotta e altri 40.000 euro complessivi per la seconda condotta contestata ai soggetti coinvolti.
Qui occorre evitare un errore. Una sanzione per inottemperanza o reiterazione della condotta non dimostra automaticamente che la precedente multa economica non sia stata pagata.
Sono due questioni diverse:
ottemperare all’ordine di cessare una pratica e pagare la sanzione pecuniaria.
Anche questa distinzione raramente arriva nei titoli.
Nel febbraio 2020 Wired riferì, sulla base di proprie fonti, che le multe Antitrust allora considerate relative a Panzironi e alle sue società non risultavano ancora saldate. Si trattava però di un’informazione giornalistica, non di una certificazione pubblica AGCM, e soprattutto fotografava la situazione di allora: non consente di affermare quale sia lo stato dei pagamenti oggi.
Ed eccoci nuovamente al problema.
Perché non poterlo verificare con un clic?
Juice Plus+: un milione di euro
Nel marzo 2019 l’AGCM sanzionò per un milione di euro le società del gruppo Juice Plus+.
Il procedimento riguardava, fra l’altro, marketing occulto attraverso Facebook e informazioni sui prodotti e sui risultati ottenibili, compresi dimagrimento ed effetti curativi.
Un milione è una cifra importante.
Il provvedimento è pubblico.
Le motivazioni sono pubbliche.
L’importo è pubblico.
Anche qui, però, nella normale consultazione della banca dati non compare accanto al procedimento un semplice:
PAGATO: sì – €1.000.000 – data…
Può darsi che sia stato interamente pagato.
Può darsi che abbia avuto un successivo percorso giudiziario.
Il punto dell’inchiesta non è formulare supposizioni.
È proprio l’opposto:
non dovremmo avere bisogno di supporre.
Ariix/NewAge: 960.000 euro e il problema della solvibilità
Il procedimento Ariix/NewAge del 2022 è particolarmente interessante.
L’AGCM contestò un sistema di vendita piramidale e modalità di marketing occulto sui social.
Per le due pratiche furono inizialmente quantificate sanzioni da un milione e 200.000 euro; tenendo però conto della situazione economica del gruppo, vennero rideterminate rispettivamente a 800.000 e 160.000 euro.
Totale:
960.000 euro.
Nel medesimo provvedimento l’Autorità evidenziava che NewAge era stata ammessa alla procedura prevista dal Chapter 11 statunitense e aveva una posizione debitoria superiore ai 100 milioni di dollari.
Ecco un altro elemento fondamentale.
Anche una multa perfettamente valida può incontrare problemi di riscossione quando il debitore attraversa una crisi finanziaria, una procedura concorsuale o una situazione di insolvenza.
La forza deterrente di una sanzione, quindi, non dipende soltanto dall’importo scritto sulla carta.
Dipende anche dalla possibilità di incassarlo.
Clean Forte: sembra di rileggere il nostro primo articolo
Il caso Clean Forte del 2023 è quasi impressionante alla luce dell’inchiesta dalla quale siamo partiti.
Le pagine esaminate dall’AGCM sostenevano fra l’altro che il prodotto potesse eliminare parassiti in poche settimane, combattere infezioni parassitarie, rafforzare le difese e ridurre il rischio di ammalarsi.
Comparivano anche promozioni a tempo e riferimenti capaci di evocare istituzioni pubbliche.
L’Autorità attribuì la pratica relativa a uno dei siti al suo registrant e, considerate anche le modeste dimensioni economiche e i ricavi derivanti dalla promozione, irrogò la sanzione minima allora applicabile:
5.000 euro.
Il provvedimento stabiliva trenta giorni per il pagamento e prescriveva che dell’avvenuto versamento fosse data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio della relativa documentazione.
Dunque l’Autorità sa se il pagamento arriva.
Il cittadino, invece, non dispone della stessa immediatezza informativa.
Come funziona realmente la riscossione
L’Antitrust non dimentica semplicemente la multa dopo aver pubblicato il comunicato.
Il sistema di riscossione esiste.
Le sanzioni vengono normalmente versate tramite modello F24; per operatori esteri sono previste modalità specifiche.
Chi si trova in condizioni economiche disagiate può chiedere una rateizzazione, fino a un massimo di 30 rate mensili, producendo la documentazione economica richiesta.
In caso di ritardo maturano interessi e, oltre i termini previsti, la somma può essere maggiorata di un decimo per ogni semestre di ritardo fino all’attivazione della riscossione.
L’AGCM dispone inoltre di una procedura per la restituzione delle somme già pagate se il giudice amministrativo annulla o ridetermina successivamente la sanzione.
La macchina quindi esiste.
E lavora.
Finalmente un numero: 78%
Abbiamo cercato allora non il singolo fascicolo, ma i dati aggregati sull’attività di riscossione.
E qualcosa abbiamo trovato.
Nel documento sulla performance relativo al 2018 l’AGCM riferiva di aver inviato 84 solleciti di pagamento e di aver effettuato 46 iscrizioni a ruolo.
Soprattutto indicava un dato estremamente interessante:
a due anni dall’irrogazione risultava riscosso circa il 78% degli importi delle sanzioni.
L’anno precedente il dato era stato circa il 75%.
Quindi la risposta alla domanda “qualcuno controlla che paghino?” è:
sì.
Ma nasce immediatamente la domanda successiva:
e il restante 22%?
Quel 22% non sono necessariamente “furbetti che non pagano”
Attenzione ancora una volta alle conclusioni facili.
Quel 22% non può essere definito automaticamente evasione o mancato pagamento volontario.
Lo stesso documento AGCM spiega che l’attività di riscossione è influenzata dal contenzioso:
sospensive;
annullamenti;
rideterminazioni;
sentenze che rendono nuovamente esigibili le somme;
procedure concorsuali;
rateizzazioni;
somme che possono risultare inesigibili.
Il caso Immun’Age dimostra perfettamente il problema.
Se avessimo inserito quei 250.000 euro nella categoria “multe non riscosse”, avremmo raccontato una falsità.
La multa non doveva essere riscossa perché era stata annullata dal giudice.
Per questo servono dati più dettagliati.
Nel 2025: 71 milioni di sanzioni. Ma quanto sarà incassato?
L’ultima Relazione annuale dell’Antitrust, presentata il 31 marzo 2026, ci offre un altro numero molto importante.
Nel 2025 i procedimenti in materia di tutela dei consumatori, consumer rights, clausole vessatorie e inottemperanze hanno prodotto complessivamente:
71.034.000 euro di sanzioni amministrative pecuniarie.
Settantuno milioni.
Ma attenzione al verbo utilizzato:
irrogate.
Non significa necessariamente:
riscosse.
Nella Relazione annuale 2026 che abbiamo consultato è immediatamente disponibile il totale delle sanzioni irrogate; non abbiamo trovato accanto a quel dato un equivalente altrettanto evidente che dica quanto di quelle sanzioni sia già stato materialmente versato allo Stato.
Naturalmente molte sono recenti e possono essere ancora nei termini, oggetto di ricorso o non ancora definitivamente esigibili.
Proprio per questo sarebbe utile poter seguire nel tempo il dato.
Il “contatore delle multe e il relativo pagamento”
Non servirebbe inventare una nuova Autorità.
E neppure costruire un altro costosissimo portale.
Basterebbe aggiungere alla scheda pubblica di ogni procedimento poche informazioni aggiornabili:
SANZIONE IRROGATA: € …
RICORSO: sì / no
ESITO GIUDIZIARIO: …
IMPORTO DEFINITIVO: € …
STATO RISCOSSIONE: pagata / rateizzata / a ruolo / sospesa / inesigibile
IMPORTO RISCOSSO: € …
DATA ULTIMO AGGIORNAMENTO: …
In questo modo il cittadino potrebbe finalmente distinguere fra:
multa annunciata e multa effettiva.
Sarebbe utile anche alle aziende e sarebbe un utile deterrente.
Se un’impresa ottiene dal giudice l’annullamento di una sanzione, dovrebbe risultare con la stessa evidenza con cui era stata pubblicizzata la multa originaria.
È una questione di trasparenza in entrambe le direzioni.
Le domande all’Antitrust
A questo punto l’inchiesta può fare un ulteriore passo.
Vorremmo chiedere formalmente all’Autorità:
Qual è oggi la percentuale delle sanzioni effettivamente riscosse dopo uno, due, tre e cinque anni dall’irrogazione?
Qual è l’ammontare delle sanzioni definitive ed esigibili ancora non riscosse?
Quante e per quale importo vengono dichiarate inesigibili?
Quanto viene restituito annualmente in seguito ad annullamenti o riduzioni disposte dai giudici?
È possibile conoscere lo stato di riscossione delle singole sanzioni comprese nei procedimenti pubblici?
E infine:
perché non aggiungere questa informazione direttamente alla banca dati online dei provvedimenti?
Potrebbero esserci ragioni tecniche, amministrative o giuridiche che non conosciamo.
Saremmo lieti di pubblicare integralmente la risposta dell’Autorità.
BOX –
IRROGATA NON SIGNIFICA PAGATA
Una sanzione AGCM può essere impugnata davanti al giudice amministrativo, sospesa, confermata, ridotta o annullata. Se rimane esigibile deve essere pagata e può essere oggetto di rateizzazione o riscossione coattiva. Non è quindi corretto identificare automaticamente l’importo annunciato con quello effettivamente incassato dallo Stato.
BOX –
IL CASO DEI 250.000 EURO DIVENTATI ZERO
Nel 2014 l’Antitrust sanzionò Named per 250.000 euro per la pubblicità dell’integratore Immun’Age. Il TAR Lazio annullò il provvedimento nel 2015. L’AGCM fece appello, ma nel 2020 il Consiglio di Stato confermò sostanzialmente l’esito favorevole a Named. La sanzione definitiva non era quindi 250.000 euro ma zero.
MORALE:
Questi episodi sono solo la punta dell’iceberg di un sistema che permette di incassare quantità di denaro inimmaginabile. E le multe non potranno mai debellare queste illegalità.
Un buon azzeccagarbugli è più efficace di tanti elisir miracolosi!
Articolo aggiornato al 31 agosto 2026. Gli articoli pubblicati sono realizzati a firma dell’Autore, o della Redazione, con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per attività di ricerca, organizzazione e revisione. L’impostazione editoriale, la selezione delle fonti e la responsabilità dei contenuti sono della Redazione Newsfood.






