PROGETTO DANTE: “PRATICHE CULTURALI SOSTENIBILI E RESILIENTI PER UN OFFERTA INNOVATIVA E INTEGRATA DI TURISMO LETTERARIO.
31 Agosto 2026
By Giuseppe
IL PROGETTO DANTE E’ CO-FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA
Newsfood, 31 agosto 2026
di Andrea Novarino
in esclusiva per Newsfood.com
PROGETTO DANTE: “PRATICHE CULTURALI SOSTENIBILI E RESILIENTI PER UN OFFERTA INNOVATIVA E INTEGRATA DI TURISMO LETTERARIO. IL PROGETTO DANTE E’ CO-FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA
INTERREGIONALE VIA ITALIA-SLOVENIA
Il progetto Dante promuove il valore fondante della comunicazione nelle lingue nazionali, attraverso la diffusione dell’uso della lingua slovena e italiana, che si svolge con la creazione, mappatura e interconnessione di percorsi letterari e degli stakeholder nell’area del programma.
Trae ispirazione dalla presenza di Dante Alighieri nell’area transfrontaliera, dove la sua opera, in particolare la Divina Commedia, riflette i valori esistenziali in modo transgenerazionale. Il poeta, dopo l’espulsione dalla natìa Firenze, giunto in Friuli, si stabilì nella Venezia Giulia e nell’Isontino, avendo soggiornato nel vecchio Castello di Duino vicino a Trieste, e si ritiene che il poeta abbia visitato anche Tolmino.
La presenza di Dante a Isola è significativa, in particolare, per il Codice Dante, redatto nella città di Isola d’Istria dall’amanuense Pietro Camperni, considerato uno dei manoscritti più antichi ed autorevoli del testo della Divina Commedia, redatto appena 25 anni dopo la morte dell’autore.
Il legame storico di questo antico codice con il territorio di Isola è basilare e cardine per il progetto e permette la realizzazione nell’ambito del turismo letterario tra i due paesi. Questa dimensione transfrontaliera è il punto di partenza del progetto, che mira ad un percorso letterario denominato proprio col nome del sommo poeta. Esso si dipana e sviluppa in 5 percorsi culturali interattivi, che utilizzano il metodo dello storytelling. Il progetto si prefigge di realizzare un’interpretazione innovativa del patrimonio culturale e naturale che si basa sull’iniziativa Nuovo Bauhaus Europeo, alla luce delle tecnologie oggi disponibili.
Seguendo un itinerario ideale posto tra i versi immortali del Sommo Dante, l’iniziativa transfrontaliera, finanziata dal programma interregionale Italia-Slovenia (Programma Interreg. VI-A Italia-Slovenia, approvato dalla Commissione Europea con decisione di esecuzione C (2022) 5745 del 3 agosto 2022 che interessa il settennio di programmazione europea 2021-2027) punta prioritariamente a trasformare l’eredità culturale di Dante Alighieri in un motore di sviluppo sostenibile che coinvolge: Friuli Venezia Giulia, Veneto e Slovenia.
Ispirato alla vita e all’opera dantesca esso si riferisce al periodo dell’esilio, in cui il poeta si trasferì anche nell’Isontino e nell’area del Patriarcato di Aquileia, e valorizza una storia culturale condivisa a partire dall’obiettivo primario dichiarato che concerne la costruzione di una destinazione integrata per un turismo lento ed inclusivo, capace di coniugare il patrimonio materiale e immateriale, nell’ottica della salvaguardia del benessere delle persone e dello sviluppo locale.
Il progetto prevede un modello di gestione condiviso e la nascita di centri visitatori a Isola, Tolmino e Ceggia. Già in un workshop svoltosi a Mira si sono puntualizzate le finalità del progetto, ricordando che: “Dante rappresenta un punto di partenza caratterizzato da tre elementi fondanti: la lingua, l’idea del viaggio e l’esilio”.
Nella stessa occasione si sono anche illustrate le strategie per il lancio del nuovo prodotto turistico-culturale, e si è effettuata l’analisi delle ricadute economiche anche nell’ottica della destagionalizzazione dei flussi.
PRINCIPALI OBIETTIVI DEL PROGETTO DANTE
OBIETTIVO STRATEGICO: Un’Europa più sociale e inclusiva che si ottiene con l’inserimento nella dimensione europea dei diritti sociali.
OBIETTIVO SPECIFICO: Rafforzare il ruolo importante della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, migliorando l’inclusione e l’innovazione sociale, anche attraverso l’organizzazione congiunta di eventi transfrontalieri a Isola, Tolmino, Trieste, Tolmezzo, e nella Regione Friuli Venezia Giulia e nel Comune di Ceggia, con eventi legati ai principali festival letterari (come per la città di Pordenone e quella slovena di Vilenica), contribuendo ad un settore turistico più etico e socialmente responsabile.
La tipicità e peculiarità di questo progetto intitolato a Dante, promuove il valore fondante della comunicazione nelle lingue nazionali, la promozione della lingua slovena e italiana, attraverso la creazione, mappatura e interconnesione di percorsi letterari e stakeholder nell’area del programma. Il progetto, come detto, trae ispirazione dalla vita ed opera di Dante Alighieri e dalla sua presenza nella regione transfrontaliera, e la sua opera è un’eredità imprescindibile della cultura mondiale. Il suo capolavoro, la Divina Commedia, è un’enciclopedia poetica di tutto il sapere medievale, fu scritta anche nelle zone dell’Isontino, dopo l’espulsione di Dante dalla natia Firenze.
Il poeta soggiornò probabilmente anche nel castello di Duino, presso Trieste e si ritiene che sia passato anche a Tolmino, dove fu ospitato dal patriarca di Aquileia, Pagano della Torre. Infatti, il Comune di Isola viene posto come partner capofila del progetto per il suo stretto legame con Dante dovuto alla presenza dell’antico manoscritto della Divina Commedia; il codice medievale succitato, custodito alla Biblioteca marciana di Venezia. Questa storia comune transfrontaliera è il punto di partenza del progetto che mira a creare un percorso letterario transfrontaliero denominato “Dante”.
Il percorso si snoda in cinque brevi itinerari di un giorno, che uniti daranno il percorso completo progettato con cinque percorsi culturali interattivi che utilizzano la storytelling. “Dante” mira a un’interpretazione innovativa del patrimonio culturale e naturale inserendosi nella corrente artistica del Nuovo Bauhaus Europeo, con un patrimonio in via di digitalizzazione. La sfida comune dell’area transfrontaliera valorizza e promuove il patrimonio culturale, materiale ed immateriale della regione, rafforzando il ruolo della cultura, intesa come uno strumento di benessere globale, all’interno di processi di sviluppo economico e sociale, in prospettiva di un turismo culturale sostenibile. Gli obiettivi principali vertono quindi sulla destinazione transfrontaliera, integrata, sostenibile e resiliente di un turismo che integra gli aspetti storici con quelli letterari. Attraverso la progettazione di un modello di gestione transfrontaliero, utilizzato da residenti locali, turisti, gestori di itinerari turistici, ed infine, da persone diversamente abili, esso si esplicita in modo esaustivo.
Di seguito, si dipana con la creazione di un percorso letterario transfrontaliero, denominato proprio con il nome del “padre” della lingua italiana, che consiste, in pratica, nei cinque itinerari e studi di storytelling succitati, che collegati tra loro definiscono l’intero percorso letterario.
L’organizzazione congiunta di eventi transfrontalieri a Isola, Tolmino, Trieste, Tolmezzo, nella Regione Friuli Venezia Giulia e nel comune di Ceggia, si svolgerà nell’ambito di alcuni festival letterari friulani e sloveni contribuendo alla creazione di un settore turistico più etico e socialmente responsabile.
PRESS TOUR:
PRINCIPALI TAPPE PER PRESENTARE IL PROGETTO EUROPEO DANTE:
“Offerta innovativa e integrata di turismo letterario nei cinque itinerari transfrontalieri”.
A sostegno dell’iniziativa è stato approntato un press tour con la partecipazione di alcuni giornalisti di varie testate, in cui sono state presentate alla stampa le cinque tappe fondamentali che caratterizzano il progetto.
Le tappe dei tre giorni del press-tour sono state:
1) CORTINO DEL CASTELLO DI FRATTA, FOSSALTA DI PORTOGRUARO (Ve)-

Museo Letterario Ippolito Nievo:
Il press tour ha preso avvio in uno dei luoghi simbolo per la letteratura della parte orientale della provincia di Venezia: il Cortino del Castello di Fratta. Il castello di Fratta, situato a Fossalta di Portogruaro (in provincia di Venezia) è l’ambientazione dei primi capitoli delle “Confessioni d’un Italiano” dello scrittore-patriota Ippolito Nievo. La visita al Museo Letterario, dopo il saluto di accoglienza dell’Assessore al Tempo Libero ed Eventi del Comune di Fossalta di Portogruaro, Giuseppe Perissinotto, offre l’occasione per approfondire il legame tra memoria storica e narrazione, con la letteratura che contribuisce all’identità del territorio. Viene valorizzato il patrimonio letterario, con il racconto di alcuni momenti salienti del romanzo di Nievo, come tema basilare del progetto. Nella località di Fratta è stato effettuato un intervento di restauro e ripristino ambientale finalizzato al recupero delle tracce connesse alle citazioni del Nievo. A Fratta si trovava il castello in cui Carlo Altoviti, protagonista delle “Confessioni di un Italiano”, trascorse l’infanzia e la giovinezza. Del castello sono stati rinvenuti, nel corso di scavi archeologici, numerosi reperti, conservati presso il Cortino di Fratta, ora sede del Museo Letterario dedicato a Ippolito Nievo ed, al contempo, anche centro culturale polivalente. Nel sito del castello i lavori di ripristino hanno visto la creazione di un parco, di un teatro all’aperto e del Giardino di Marte e Flora che ospita ancora antiche specie arboree e floreali presenti nel territorio in epoca medievale. Oggi il sito castellano, acquistato dal Comune di Fossalta di Portogruaro alla fine del XX secolo, è stato oggetto di scavi archeologici e riordino ambientale finanziato dalla Comunità Europea, dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Venezia e dallo stesso Comune. I lavori di ripristino hanno permesso la creazione di un ampio parco, di un teatro all’aperto e di un giardino dove trovano posto le antiche specie arboree e floreali presenti in epoca medievale. Vicino ai resti archeologici del Castello si trova la casa del ‘400 restaurata dal “Cortino”, che anticamente faceva capo ai castellani, ed attualmente ospita la sede di un Centro Culturale e di un Museo. Nelle nuove sale espositive museali ci sono reperti archeologici e collezioni di libri, documenti e cimeli dello scrittore Ippolito Nievo e qui si svolgono anche mostre temporanee di pittura, scultura e fotografia.
2) CENTRO STORICO DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO- SULLE TRACCE DI PIER PAOLO PASOLINI:

Nel centro storico di San Vito al Tagliamento (seconda tappa del tour), la visita guidata introduce la figura di Pier Paolo Pasolini e il rapporto che lo scrittore e polivalente artista intrecciò con il Friuli. I luoghi che hanno ispirato la sua produzione artistica e civile, seguendo una prospettiva che unisce letteratura, cinema, lingua e cultura locale sono stati ben illustrati dall’ assessore alla Vitalità, D. Bruscia, presso l’antico Teatro Sociale “Gian Giacomo Arrigoni” la cui struttura somiglia al teatro “La Fenice” di Venezia, seguendo il gusto estetico della Serenissima Repubblica di Venezia. Il progetto è legato principalmente alla centrale Piazza del Popolo, menzionata nel romanzo “Il sogno di una cosa” pubblicato nel 1962, e ambientato nel Friuli del dopoguerra.
Il romanzo racconta la vita di tre giovani protagonisti immersi in un’esistenza povera ma con momenti di speranza in un futuro riscatto ed autentico candore. Partendo dal nucleo principale di Casarsa della Delizia, in cui il poeta delle “ceneri” è risieduto in gioventù, viene coinvolta la città di San Vito sul Tagliamento con i borghi storici attigui, attraverso due frazioni in particolare (Rosa e Ligugnana). Pasolini, militante comunista, fu fortemente segnato da questi eventi, tanto che all’interno del romanzo “Il sogno di una cosa” si inserisce un importante episodio storico reale: la rivolta popolare del 29 gennaio 1948 a San Vito al Tagliamento.
Circa 600 contadini e braccianti, stanchi delle condizioni di vita misere causate dell’ingiustizia sociale, si radunarono per chiedere ai grandi proprietari di avere partecipazione ai terreni a scapito del latifondo (episodio storico conosciuto come lodo De Gasperi, che caratterizza appunto il dato realistico del romanzo).
Il teatro Arrigoni, sede del Consiglio comunale e del tribunale e della cancelleria, unitamente al campanile, costituiscono la presenza architettonica più antica della piazza. A partire dal ‘600 qui si sono tenute rappresentazioni teatrali e musicali. La struttura è quella di un piccolo teatro all’italiana tra ‘700 e ‘800 che dopo la recente ristrutturazione, conservando minuziosamente i minimi particolari, è stata dedicata al compositore locale Giangiacomo Arrigoni (1597-1675) , con la riedificazione dell’antico teatro sociale, improntato al gusto veneziano. Sulla piazza principale del paese, vicino alla chiesa dell’Ospedale della Confraternita dei Battuti, si trova la Chiesa di Santa Maria dei Battuti, sorta alla fine del XV secolo. Caratterizzata da una facciata del tardo‘400, opera del Pilacorte (celebre scultore e scappellino dell’epoca), la Chiesa presenta un ciclo di affreschi considerati tra i più belli del ‘500 friulano, tra i quali spicca la presenza di Pomponio Amalteo (1505-1588), citato anche nelle celeberrime “Vite” di G.Vasari. Ma, principalmente, la città è importante, all’interno del progetto, per quanto esprime sulla formazione artistica e sull’impegno politico e sociale dello scrittore friulano in gioventù, con le prime rilevanti tracce del suo impegno sia di carattere letterario (con la rivista “Stroligut”), sia politico-sociale. Di rilievo, è qui l’amicizia con il pittore Federico De Rocco che fu da modello per le prime esperienze pittoriche del “poeta delle ceneri”. La sfida comune dell’area transfrontaliera, in quest’ambito, concerne la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e immateriale regionale, rafforzando così il ruolo della cultura come strumento di benessere.
3) TORVISCOSA – LA CITTA’ INDUSTRIALE SI MUTA IN RACCONTO:

La terza tappa del percorso del tour, avvenuta lo stesso giorno nel pomeriggio, ha riguardato la visita guidata da parte della Presidente dell’Associazione Pro Torviscosa, Lorena Zuccolo, alla scoperta di Torviscosa, città di fondazione del Novecento, nata attorno all’industria della cellulosa e oggi protagonista di un originale percorso di valorizzazione culturale. La città si caratterizza, dal punto di vista architettonico, riflettendo la funzionalità della fabbrica, in due zone principali:
– Piazza dell’Impero (divenuta Piazza del Popolo), in cui è il cuore politico e civile, dominato dalle grandi statue e da palazzi posti in simmetria.
– Le case dei lavoratori: Divise rigorosamente per categoria (le “Case operaie e quelle degli impiegati e dei dirigenti, poste gerarchicamente). L’itinerario proposto racconta di come l’architettura, l’urbanistica e la memoria industriale siano diventate materia narrativa, facendo di Torviscosa una “città letteraria” capace di interpretare le trasformazioni economiche e sociali del Friuli Venezia Giulia. Questo permette di ampliare il concetto di turismo letterario, includendo luoghi dove la storia contemporanea dialoga con la produzione culturale in ampiezza: da Ginzburg a Marinetti, da Veit Heinichen a Pier Paolo Pasolini. In particolare occorre segnalare che il Marinetti si propose di dedicare alla città un intero componimento d’avanguardia nel 1938. L’artista futurista celebra le macchine, le canne che si mutano in tessuto e la nascita della città seguendo lo stile e le linee del movimento futurista a cui aderiva e di cui è stato tra i fondatori e principale promotore, con il suo Manifesto del 1919. Lo stabilimento di Torviscosa è il perno della città aziendale di Torviscosa nel Friuli Venezia Giulia, in origine si concretizzò con la presenza della SNIA Viscosa, che tra la fine degli anni ‘30 e l’inizio dei ‘40 si è dedicata alla produzione di cellulosa autarchica ricavata dalla canna gentile, destinata alle fibre tessili artificiali. Negli anni ‘50, entra in gioco la società “Caffaro”, parte del gruppo SNIA, e viene avviato l’impianto cloro-soda per la produzione di clorurati. Nel 1961 viene costruita una centrale termoelettrica a carbone e, negli anni successivi, le attività chimiche si ampliano ulteriormente, sino alla metà degli anni ‘60 quando lo stabilimento diviene uno dei centri più importanti della chimica italiana. Comincia poi una fase di declino lento ma continuo, che porta alla progressiva dismissione della chimica di base e alla riconversione degli impianti. Tra il 1999 e il 2002 il Gruppo Bracco avvia un intervento di recupero dell’area industriale, per riutilizzare le strutture esistenti. Gli edifici storici, risalenti ai primi decenni del 900’, vengono restaurati all’interno mantenendo invariato l’aspetto esterno, considerandone il loro valore storico. Così, dal progetto nasce lo stabilimento SPIN, pensato come impianto moderno e tecnologicamente avanzato, inserito in un territorio con una lunga tradizione chimica. Il complesso viene poi riconosciuto come esempio di integrazione tra industria, ambiente e territorio, tanto che nel 2012 viene prescelto dalla Biennale di Architettura di Venezia per l’osmosi tra sviluppo e sostenibilità. Originariamente il complesso industriale si sviluppa lungo un asse est-ovest per oltre un chilometro, attraverso la creazione di una doppia fronte e una darsena sul lato orientale. Gli edifici storici utilizzano strutture in muratura e cemento armato, con largo uso del mattone faccia a vista, finestre quadrettate e coperture di vario tipo, piane, a volta, o a shed. Fino agli anni ‘60 le nuove costruzioni mantengono uno stile coerente con gli edifici originari, in seguito si diffondono elementi prefabbricati e strutture in acciaio e cemento armato. Il progetto urbanistico della città e stabilimento viene affidato all’arch.Giuseppe De Min e comprende, oltre agli spazi produttivi, anche aree dedicate alla vita sociale, culturale e ricreativa dei lavoratori. Il sito di interesse nazionale è denominato “Caffaro di Torviscosa”. Nel 2020 viene firmato un accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Friuli-Venezia Giulia per il risanamento ambientale del sito, con un riguardevole stanziamento economico. La nascita e lo sviluppo di Torviscosa vengono accompagnati dal contributo di uomini della cultura italiana, tra cui spicca Leone Lodi, l’autore delle statue monumentali poste all’ingresso dello stabilimento, Filippo Tommaso Marinetti, che scrive il “Poema di Torre Viscosa” e Michelangelo Antonioni, autore del documentario “Sette canne un vestito”. In quest’ottica si pone il progetto regionale conseguente , denominato “Torviscosa letteraria”, improntato in seguito al bando legato alla creazione di percorsi turistici e letterari in Friuli Venezia Giulia. Il bando regionale, si lega al progetto: “Dante – Pratiche culturali sostenibili e resilienti per un’offerta innovativa e integrata di turismo letterario, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma interregionale VI-A Italia-Slovenia”.
L’obiettivo del progetto regionale è quindi principalmente la promozione del territorio attraverso la creazione di iniziative legate al turismo letterario che valorizzi scrittori e poeti legati alla regione Friuli. E’ prevista la realizzazione di una serie di brevi video in cui giovani attori recitano la parte di altrettanti autori o dei personaggi dei libri individuati. Ogni video avrà lo scopo di rappresentare un punto significativo del paese (la “piazza metafisica”, lo stabilimento industriale, le case dei dipendenti SNIA, il circolo impiegati, i territori di bonifica,) attraverso le opere letterarie. Collaborano per realizzare i documentari gli sceneggiatori e registi Romana Maiori e Dario Ponissi del “Teatro del Leone” e i giovani attori del gruppo “Forse speciali”.
4) MUSEO DELLA LETTERATURA DI TRIESTE E TREKKING URBANO LETTERARIO:

La mattinata seguente è stata dedicata alla scoperta della Trieste letteraria con un percorso che unisce il Museo Lets, uno spazio culturale innovativo aperto nel 2024 in città, situato all’interno del Palazzo Biserini, e lo spazio urbano esterno. Da ricordare, preliminarmente, che si è svolto un festival letterario nel febbraio 2026 sempre nell’ambito del progetto Dante, dove,,in un percorso digitalizzato e multisensoriale, ricco di spunti, sempre all’interno del Museo LETS della letteratura, giovani guide esperte, appartenenti all’Associazione Around, attraverso un trekking, hanno condotto i partecipanti lungo i luoghi frequentati o raccontati dagli scrittori che hanno reso celebre la città in chiave mitteleuropea, così come poi avvenuto anche in occasione del press-tour per i giornalisti.
Nel dialogo tra ambiente urbano, produzione letteraria e identità multiculturale, Trieste emerge come laboratorio di confine, caratterizzata dalla pluralità di culture che ha alimentato alcune delle pagine più importanti della letteratura del ‘900. All’interno del Museo vi sono tre aree dedicate ai giganti della letteratura europea che sono intrinsecamente legati alla città:

– Sezione dedicata a Italo Svevo: Esplora le varie identità del romanziere triestino (impiegato, industriale e scrittore) e possiede anche dei suoi reperti di rilievo
– Sezione dedicata a James Joyce: Racconta gli anni triestini (dal 1904) dell’autore irlandese, giunto in città giovane e divenuto qui uno dei più grandi intellettuali del secolo, in una città che è stata all’origine del suo capolavoro “L’Ulisse”
– Sezione dedicata ad Umberto Saba: dove il poeta triestino descrive la sua città legata ai suoi destini, in particolare in una poesia dedicata a Trieste in cui la descrive con: “mani grandi e occhi azzurri come il mare”.
Il percorso cittadino ha avuto, terminata la visita del Museo, un importante tappa nel celebre caffè storico “San Marco”, emblema culturale cittadino, inaugurato nel 1914 da Marco Lovrinovich, nel periodo austro-ungarico. Il noto locale, in cui famosi letterati del passato si incontravano, negli interni presenta uno stile Lyberti rifratto sul modello viennese, caratterizzato da stucchi, specchi, lampadari in ottone, tavolini in marmo rosso con decorazioni floreali che simboleggiano le foglie della pianta e i chicchi di caffè.
Le decorazioni sono state realizzate da artisti del calibro di Tommel, Marussig e Napoleone Cozzi.
Il trekking ha avuto il suo culmine nel giardino storico pubblico Guido de Tommasini, situato nel centro di Trieste, frequentato da Svevo. Il parco presenta lungo i sentieri numerosi busti di famose personalità culturali e letterarie legate alla città triestina, e ognuno di questi, presentando il progetto: “Per li rami” da parte dell’ “Associazione Cizeruno” (costituita da guide formate gratuitamente all’uopo, capaci di illustrare le storie che si celano dietro ai busti degli scrittori presenti nel parco cittadino). I percorsi letterari rientrano nell’alveo del progetto transfrontaliero, si caratterizzano dal fatto che i vari busti di letterati fanno da ideali ciceroni, attraverso audioguide di tipo letterario che si concentrano su quattro figure cardine: Giotti, Pittoni. Kosovel e Slapater, dalle quali si dirama, come per “gemmazione” (appunto questo è il significato del dantesco “per li rami”) con l’iniziativa che si allarga anche ai quartieri, al Carso e ad altri luoghi simbolo della cultura di confine.
Da menzionare il fatto che la scrittrice ed editrice locale, Anita Pittoni, fondò le edizioni dello Zibaldone, con l’intento di valorizzare la cultura cittadina e pubblicare opere legate all’universo triestino, con particolare attenzione all’implementazione visiva.
ISOLA- LA DIMENSIONE TRANSFRONTALIERA:
Con il passaggio in Slovenia nel pomeriggio, il press tour ha assunto pienamente la propria dimensione europea. Il legame più diretto tra la città istriana e Dante è sancito dal già citato codice marciano noto come “codice istriano” o “isolan”, portato in città a metà Trecento. La visita nella città slovena ha permesso di raccontare un patrimonio storico e culturale condiviso tra le due sponde dell’Adriatico, mettendo in luce che la città transfrontaliera ha costruito nel tempo una rete di relazioni culturali, linguistiche e commerciali. Sia la datazione molto precoce del testo, che la firma autografa dell’autore che rivela di aver terminato la sua opera ad Isola, e soprattutto il fatto che questo sia molto curato, con un codice miniato prezioso e molte note e dettagli didascalici, rivelano il clima culturale del tempo molto vivace e capace di interpretare a fondo il poema. Questo ci fa comprendere come l’Istria sia sempre stata un veicolo della lingua e cultura italiana, anche nei suoi aspetti prettamente letterari. Il percorso è poi proseguito nei palazzi storici del “Podestà”, ed, in particolare, in quello dei “Besenghi degli Ughi”, edificio in stile barocco realizzato dall’architetto Filippo Dongetti per commissione della famiglia Besenghi, che possedeva una ricca biblioteca con molti manoscritti del XVI e XVII secolo. In conclusione si è giunti presso il museo “Izolana- la casa del mare”, che ha offerto lo spunto per riflettere sul tema del confine come spazio d’incontro e non di separazione, principio ispiratore del progetto DANTE e degli itinerari letterari transfrontalieri che lo caratterizzano. https://www.ita-slo.eu/it/dante
TESTO REALIZZATO PER NEWSFOOD DA NOVARINO ANDREA
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