Eventi a Milano aprile 2026: Salone del Mobile e Milano Design Week
20 Aprile 2026
La cucina partecipa attivamente a questa sorta di multiverso creativo in cui designer, architetti, brand e migliaia di visitatori che hanno già prodotto il tutto esaurito negli alberghi, visto che continuano il proprio racconto in spazi dove identità, gesto e progetto si incontrano
Newsfood, 19 aprile 2026.
Testo di Michele Pizzillo
Quella dal 20 al 26 aprile, è la settimana che, possiamo dire, Milano cambia pelle. Infatti, l’appuntamento con il Salone del Mobile e la Milano Design Week, la città si vive attraverso esperienze, scoperte, rituali e che, nello stesso tempo, accentua la sua vocazione di grande laboratorio di idee e non solo dell’oggetto dell’evento, il design, visto il ruolo che hanno conquistato il cibo e la ristorazione. Tant’è vero che la cucina partecipa attivamente a questa sorta di multiverso creativo in cui designer, architetti, brand e migliaia di visitatori che hanno già prodotto il tutto esaurito negli alberghi, visto che continuano il proprio racconto in spazi dove identità, gesto e progetto si incontrano. E, così, ristoranti, pizzerie, bar, winebar, pasticcerie, gelaterie ed anche enoteche diventano luoghi privilegiati da brand famosi e da studi di design per costruire narrazioni che esaltano gusto, estetica e cultura imprenditoriale.
Adesso anche consorzi di tutela dei vini e singole cantine che invece di aspettare di essere contatti da brand del design, organizzano, sempre nell’ambito della Milano Design Week e, ovviamente, nei distretti più gettonati, iniziative in proprio come degustazioni e anteprima di nuove etichette. Un modo, quindi, per consolidare il legame che già da diversi anni vede in sintonia due mondi impegnati nella ricerca di nuove idee per coinvolgere la gente. Tant’è che anche per il food & beverage, in occasione della Milano Design Week, non sono più solo i distretti storici come Brera, Tortona, Porta Venezia ad essere privilegiati, visto che il dopo fiera si celebra nei locali di tutta la città, trasformando Milano nel luogo ideale per fare incontrare mondi diversi. Così tra un’installazione e un vernissage, nel pieno del Salone del Mobile, la metropoli lombarda passa anche dalla tavola, tanto che una sosta gastronomica oltre ad essere d’obbligo, è importante per fare incontrare prodotti che hanno un obiettivo preciso: essere belli e desiderati.
A questa edizione del Salone del Mobile – 64° appuntamento, con inaugurazione lunedì 20 aprile – parteciperanno circa 2.000 espositori (36,6% dall’estero), 227 brand tra debutti e ritorni, che occuperanno una superficie espositiva di 169.000 mq. Al centro dell’offerta, quattro manifestazioni annuali che tracciano il futuro dell’abitare: Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0, S.Project per un totale di 915 brand (38,57% dall’estero), tra cui 139 per la prima volta o di ritorno. E l’attesissima biennale EuroCucina / FTK – Technology For the Kitchen, con 106 brand da 17 Paesi. Si tratta di un comparto che a livello nazionale supera 3 miliardi di euro di fatturato. Adesso, con “l’UNESCO che ha inserito il cibo italiano tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, riconoscendo il ruolo centrale della cucina come spazio di tradizione, espressione e condivisione – dice Edi Snaidero, consigliere del Gruppo Cucine di Assarredo di FederlegnoArredo -, le aziende italiane raccolgono questa eredità investendo in ricerca e progettazione consapevole, creando cucine che esprimono identità locale ma dialogano con un linguaggio innovativo e internazionale”.
Completano la grande kermesse milanese il Salone Internazionale del Bagno con 163 brand da 14 Paesi. Mentre SaloneSatellite, ancora una volta, metterà in luce le frontiere più sperimentali del progetto con 700 designer under 35 e 22 Scuole e Università da tutto il mondo. Numeri che confermano scala e capacità di attrazione della Manifestazione.
E, per restare nell’ambito dell’accoglienza, sia pure in breve, proviamo a segnalare qualche evento da non perdere. Come, per esempio, il
Temporary Bistrot & Restaurant “Famiglia Rana” (Via Cola di Rienzo 8)
ristorante con due stelle Michelin e operativo in provincia di Verona è sicuramente evento gourmet davvero imperdibile della Milano Design Week, che per l’ottavo anno consecutivo torna a stupire nell’affascinante spazio “NonostanteMarras” assicurando un viaggio sensoriale unico all’insegna della bontà e della bellezza, tra cucina d’autore, moda e design, in cui piatti inediti si fondono con installazioni artistiche e performance inaspettate. Come le inedite creazioni dello chef Francesco Sodano, che regaleranno meravigliose sensazioni di gusto a colazione, pranzo, aperitivo, brunch o cena. Il percorso “Ricomincio da tre” rende omaggio alla Campania e raccoglie alcuni dei signature dello chef, tra cui una pastiera reinterpretata che conserva profumi e identità del dolce tradizionale pur in veste contemporanea. “The Doors” è il menu della creatività, dove tecnica e ricerca scandiscono una cucina più libera e sperimentale. Chi preferisce la freschezza vegetale può optare per “Vegetale”, dedicato ai prodotti dell’orto, protagonisti di preparazioni che esaltano stagionalità, fragranza e cotture precise. Un servizio giovane ma preparato accompagna con discrezione l’esperienza, contribuendo a rendere il percorso armonioso e piacevole. Gli appuntamenti sono 10/12 per la colazione, 12.30/15 per il pranzo, 18 l’aperitivo, cena con menù degustazione dalle ore 20.
Horto Restaurant (Via San Protaso 5)
fondato nel 2022, dal 2024 continua a fregiarsi della stella Michelin per la qualità della proposta gastronomica e, contestualmente, di quella verde che la famosa guida assegna ai ristoranti con progetti improntati alla sostenibilità. Non sono solo questi i traguardi del ristorante Horto, allestito in cima ad un palazzo rinnovato in chiave sostenibile, The Medelan – ovviamente, con vista mozzafiato del centro di Milano – e guidato nella culinary strategy dallo Chef Norbert Niederkofler del tristellato Moessmer di Brunico, con l’executive chef Alessandro Pinton, affiancato dal sous-chef Manuele Garello. Poi c’è Diego Panizza, co-fondatore e amministratore delegato di Horto, ideatore del concetto di ora etica, una filosofia che valorizza il territorio attraverso una filiera corta e promuove una nuova sinergia tra cucina e territorio, basata sul reciproco rapporto di conoscenza e rispetto, nella convinzione che “vicino c’è tutto”. Così Horto rappresenta un chiaro esempio di come diversi settori possano collaborare per costruire un ecosistema sostenibile, migliorando la qualità della vita. L’Ora Etica è protagonista dei menù estivi che caratterizzano la proposta gastronomica di Horto. Come il menù “da L’Ora Etica degustazione da cinque portate” a quello da sette portate. Due anche i menù “da Vegetali mon amour”: da 5 e 7 portate.
Parmigiano Reggiano (Università degli Studi, Cortile d’Onore)
sotto i riflettori della Milano Design Week con un palinsesto di appuntamenti che trasforma la tradizione millenaria della Dop in un’esperienza multisensoriale, celebrando il connubio tra l’arte casearia e il linguaggio del design internazionale.
Protagonista nel Cortile d’Onore dell’Università nell’ambito della mostra-evento MATERIAE promossa dal magazine Interni, il Consorzio presenta I suoni della materia: l’installazione immersiva, curata da OTTO studio – Paola Navone e Cristina Pettenuzzo con il sound design di Studio Azzurro, invita i visitatori a scoprire la Dop attraverso l’udito. Uno spazio circolare, ispirato all’iconica forma di Parmigiano Reggiano, accoglie un “arcipelago” di isole dove le materie prime dialogano con gli strumenti dei protagonisti della filiera (dagli agricoltori agli allevatori, dai casari ai battitori). Attraverso un sistema interattivo, il gesto del pubblico attiva una stratificazione sonora: dai suoni naturali agli arpeggi musicali, la presenza dei visitatori trasforma l’ambiente in un’orchestra collettiva. Un’opera dove la materia diventa ritmo e vibrazione, dimostrando come la coralità di tutti gli attori coinvolti nella lavorazione della Dop possa amplificare la grandezza di un prodotto che è, esso stesso, materia viva.
Franciacorta (Slowear, Corso Sempione 4)
invece le bollicine della Franciacorta fanno il loro esordio presso lo showroom Slowear (Corso Sempione 4), con un’installazione immersiva realizzata in collaborazione con Luce di Carrara – azienda specializzata nel reinterpretare il marmo bianco in chiave contemporanea – per un percorso sensoriale tra design, vino e paesaggio nel cuore del Fuorisalone. Così Franciacorta sceglie di raccontarsi con uno spazio proprio, costruendo un dialogo diretto con il mondo del design e con il pubblico internazionale che ogni anno anima il capoluogo lombardo. Alla base c’è un’idea chiara: raccontare il vino come risultato di un vero e proprio progetto culturale e territori. Non è un caso che il dialogo avvenga proprio con un materiale come il marmo. Così come la pietra viene estratta e trasformata attraverso il lavoro dell’uomo, allo stesso modo uva, suolo e clima si combinano e vengono interpretati per dar vita a un vino che porta con sé la memoria delle sue origini.
Miele (Corso Garibaldi 99)
preview esclusiva per scoprire “Designed to Move with You”, tema che farà da filo conduttore per il brand durante la Milano Design Week 2026. Durante l’evento sarà svelato anche un nuovo design concept: Miele Compact Living: Kitchen Unit powered by Hettich. L’evento prevede welcome Miele per Tattinger Signature Cocktail; welcome panel per raccontare “Designed to Move with You” con Axel Kniehl (Executive Director, Marketing and Sales Miele) e Janina Forberger (Vice President Design Center Miele) e, infine, gli show cooking con Fabio Pisani, executive chef del ristorante stellato Michelin, Il Luogo di Aimo e Nadia.
Chiquita (Via San Marco 22)
apre le porte della casa dell’iconica Miss Chiquita, reinterpretata in chiave pop e contemporanea dall’artista cinese Jiaqi Wang. Si tratta di uno spazio immersivo dove design, colore e creatività danno nuova vita a un simbolo intramontabile, trasformandolo in un’esperienza sorprendente
Kellogg’s Extra Hub (Via Tortona 34)
torna per il terzo anno consecutivo con uno spazio pensato per trasformare uno dei gesti più semplici e quotidiani – la colazione – in un’esperienza coinvolgente, personale e ricca di gusto.
Nel cuore pulsante del distretto Tortona, protagonista sarà il grande bancone dedicato al tasting, dove ciascuno potrà creare la propria bowl ideale, scegliendo tra diverse basi e aggiungendo la propria granola Kellogg’s Extra preferita. Ad arricchire l’iniziativa saranno i momenti speciali dedicati alla creatività e alla manualità, come l’esperienza di calligrafia con Cristina Pi, Visual Artist e il laboratorio di ceramica realizzato in collaborazione con Mani Milano Lab.
Masottina (presso Ditre, Via Solferino 21)
La storica cantina presente nel cuore del Conegliano Valdobbiadene e l’eccellenza veneta del settore dell’arredo, Ditre Italia, si uniscono per dare vita a un appuntamento all’insegna dell’eleganza e del Made in Italy con “Retroevolution, 1976–2026 Design Beyond Time”, un viaggio tra passato e futuro, dove il design racconta il tempo e il vino ne interpreta l’evoluzione. E, per chi parteciperà, sarà una bella scoperta.
Ruggeri (Porta Venezia Design District, Via Padova 11)
questa storica cantina ha coinvolto l’artista Sara Ricciardi per vestire confezioni in edizione limitata della sua linea “I Classici” di Valdobbiadene Prosecco Superiore docg. Il risultato è Sipping Energy, un’esplosione di colore, forme fluide e design contemporaneo. L’artista, infatti, ha catturato gli elementi, lo spirito e l’energia di un territorio tutelato dall’Unesco come Patrimonio, dell’Umanità, che appare come attraversato da una leggera ebbrezza e la realtà si frammenta in vibrazioni di luce e colore che evocano il brio e l’effervescenza del Prosecco e la gioia del brindisi. La limited edizione è in mostra da Deoron, innovativa piattaforma di design indipendente.
Eataly Milano Smeraldo (Piazza XXV Aprile 10)

Presenta CASA, il nuovo progetto artistico ideato insieme a Giotto Calendoli che nasce da una domanda semplice e universale “Amore, hai mangiato?”, trasformata in un racconto che unisce cibo, arte e comunità. Non si tratta di un’opera “ospitata”, ma di un lavoro a quattro mani: Eataly mette a disposizione cibo, cultura gastronomica e storie della tavola, mentre l’artista le trasforma in una casa fatta di ricordi, tradizioni e gesti condivisi. L’installazione, visibile negli spazi del punto vendita e sulla facciata dell’edificio interpreta il tema Materiae, dedicato al valore progettuale e culturale del design. Martedì 21 aprile, alle ore 19 è in programma uno speciale show cooking con l’artista che preparerà dal vivo la sua personale versione degli spaghetti al pomodoro, partendo dagli spaghetti Eataly in edizione limitata da lui firmata.
Ikea (Spazio Maiocchi, Via Achille Maiocchi 7)
qui si svolge un’esperienza partecipativa che traduce il Design Democratico di IKEA in un percorso sensoriale fatto di gusto, idee e co-creazione. Un progetto che esplora il modo in cui cibo e design plasmano la vita quotidiana, oggi più che mai in trasformazione. Alla base, un insight semplice ma centrale: il modo in cui cuciniamo, mangiamo e condividiamo il cibo sta cambiando. E con esso cambiano i rituali domestici, le relazioni e il modo in cui immaginiamo e viviamo gli spazi della casa. Cuore dell’esperienza sono i live showcooking , in cui chef e interior designer lavorano insieme per raccontare il cibo come progetto culturale e sociale. Ogni giorno, un duo di designer-chef è protagonista con talk, live cooking, degustazione e musica, reinterpretando ingredienti, spazi domestici e gesti quotidiani che trasformano la cucina in un laboratorio aperto dove osservare – e assaggiare – nuove idee di abitare. Le sessioni di live cooking diventano così un momento di incontro diretto tra pubblico e creativi: non solo dimostrazione, ma esperienza immersiva in cui il cibo si prepara davanti ai visitatori e diventa occasione di confronto tra culture, pratiche e stili di vita.
Hotel Principe di Savoia Dorchester Collection (Piazza della Repubblica 17)
fino al 5 maggio ospiterà Barbie, che soggiornerà in una suite speciale total pink, omaggio alla sua iconica estetica. Luogo simbolo di eleganza ed esclusività dal 1927, l’hotel accoglie da quasi cent’anni un pubblico internazionale e cosmopolita offrendo servizi e ospitalità di alto livello. Durante la settimana del Salone del Mobile, questa collaborazione porterà una visione contemporanea del design e dell’hospitality, trasformando il soggiorno in un’esperienza immersiva. La camera 306 sarà infatti allestita con arredi realizzati ad hoc, interpretando lo stile distintivo, pop e colorato di Barbie, e potrà essere riservata per il soggiorno o visitata su appuntamento.
Dragon Kitchen (Via Carlo Foldi 8)
Bambou Sculpté di Clio De Maria con vasi che nascono dall’incontro tra struttura e trasparenza, tra l’eredità del bambù intrecciato e la solidità fluida della resina. Ogni vaso, collocato nell’immaginario orientale e informale di Dragon Kitchen, rende omaggio al design vintage iconico che ne suggerisce la forma. Il bambù è una pianta affascinante proveniente dall’oriente, curvato e intrecciato con tecniche artigianali, crea una geometria leggera ma rigorosa, pensata per accogliere e proteggere il nucleo in resina. La combinazione dei due materiali si sposa perfettamente. Il bambù, che nella filosofia orientale rappresenta la virtù del gentiluomo, diventa sinonimo di semplicità, tenacia ed eleganza. Mentre la resina colata si fa presenza silenziosa: cattura la luce, approfondisce le ombre e dialoga con lo spazio circostante. Così De Maria esplora una visione contemporanea dell’art de vivre cinese attraverso questa collezione di vasi in bambù e resina.
Raito Fantastic Fusion (Via San Marco 32)
presenta Jelly Sofà, una creazione che fonde i confini tra design e sapore e trasforma l’estetica dell’arredamento in un’esperienza gastronomica. Jelly Sofàè un morbido dessert limited edition concepito come una piccola poltrona scultorea dalla silhouette invitante. Si potrà gustare solo nelle giornate del 21 e 22 aprile. Caratterizzato da una raffinata nuance rosa, questo progetto rappresenta un omaggio alla creatività che anima la città durante la settimana del design. Jelly Sofà è una mousse stilosa al gusto di frutti di bosco, accompagnata da frutta fresca per bilanciarne consistenze e sapori. Disponibili, ovviamente, i grandi classici della cucina asiatica, dal sushi alle tartare, dagli spaghetti di riso ai bao, tutti realizzati con ingredienti freschi.
Sato Sushi Experience (Via Lazzaro Palazzi 6)
Nato da un’idea di Zhu Leonardo e guidato da Roberto Liu, il locale propone un’esperienza che punta sull’eleganza visiva, grazie alla location elegantemente curata da Nick Maltese Studio e sull’equilibrio dei sapori, con una proposta che guarda alla tradizione giapponese. Da non perdere il prelibato Raviolo di Wagyu (ripieno di wagyu, funghi shitake e salsa tartufo, servito con salsa wasabi), pollo Gong Bao, saltato con peperoncino e arachidi e UraRicciola con avocado e philadelphia (all’esterno ricciola, gambero rosso di Mazara del Vallo, salsa yuzumiso e kizami).
Identità Golose (Via Romagnosi 3)
Per avere un’idea di come Milano si trasforma in un palcoscenico diffuso dove creatività, architettura e lifestyle si intrecciano, bisogna visitare l’hub di Identità Golose Milano che si conferma luogo dove il dialogo tra design e gastronomia prende forma. Quest’anno l’hub accoglie una speciale collaborazione con Fish Design by Gaetano Pesce prodotta da Corsi Design con At the End of the Rainbow, un’installazione che racconta il colore come uno spazio di libertà, scoperta e identità, trasformandolo in esperienza attraverso un percorso visivo e sensoriale che si sviluppa in tutto l’ambiente, ricreando un arcobaleno di forme e sfumature. I vasi in resina morbida diventano così elementi narrativi capaci di dialogare con lo spazio e con il pubblico, invitando all’esplorazione con uno sguardo progressivamente diverso, proprio come accade in un percorso gastronomico dove immaginazione e scoperta sensoriale generano effetti emotivi sorprendenti, personali, unici. A rendere l’esperienza ancora più immersiva, la possibilità di pranzare o cenare tra le opere che dialogheranno con gli spazi del ristorante attraverso installazioni diffuse, in armonia con la cucina dell’Executive Chef Edoardo Traverso da sempre ispirata all’estetica, alle forme e al design.
Sima Townhouse (Corso di Porta Vigentina 12)
SiMa e Locatelli Partners presentano “SiMa Glazed Bar”, takeover all’interno di SiMa Townhouse. Si tratta di un progetto che si sviluppa su tre piani come esperienza immersiva, in cui la ceramica diventa elemento narrativo e progettuale. Un ambiente conviviale e contemporaneo che riflette l’identità dei protagonisti, intrecciando design, materia e condivisione. Partner dell’iniziativa saranno Crocca, che sarà presente con due proposte di slice pizza ideate per l’occasione, e Masciarelli, che accompagnerà l’esperienza con il Trebbiano d’Abruzzo DOC della linea Gianni Masciarelli.
Giardì (Via Napo Torriani 3)
ristorante dove tutto è plant-based. Nato dall’idea di Tommaso Coppola, chef con esperienze in ristoranti stellati, e la moglie Michela Rubegni, il locale, con la sua atmosfera allegra e la solarità del team, offre un menù internazionale accattivante, attento alla stagionalità, con piatti vegetali scelti con naturalezza, senza imporre scelte veg, per tutti e tre i pasti della giornata, colazione, pranzo e cena. In occasione di Milano Design Week, il servizio serale avrà piatti e bicchieri di Mama Museum, per garantire un’esperienza più curata e una narrazione dedicata.
Il Mannarino Via Alzaia Naviglio Grande 2)
partecipa al Fuorisalone con un’attività speciale, trasformando la macelleria con cucina in uno spazio dove gusto, artigianato e design si incontrano in modo diretto. Per l’occasione, lo spazio esterno viene allestito con una selezione di ceramiche pugliesi fatte a mano in edizione limitata, le stesse che caratterizzano i locali del brand. A lavorare dal vivo sarà Nicola, storico artigiano di Ceramiche D’Aniello, presente con il suo team per mostrare la lavorazione al tornio e guidare un workshop gratuito aperto al pubblico.
Zurich Tourism Convey Building (Via San Senatore 10)
qui si può avere un’idea della creatività internazionale grazie a “The Zürich Edit”. Arte, design e idee dialogano tra loro, trasformando la location in un vero e proprio palcoscenico della scena creativa zurighese. Le opere esposte restituiscono un ritratto vibrante e inedito della città: dai mobili vintage e di seconda mano selezionati con cura da Kioskio Gallery alle illustrazioni e ai progetti interdisciplinari di Yael Anders per arrivare alle opere di Tobias Brunner, che esplorano lo spazio tra il materiale e l’immateriale. The Zürich Edit è una piattaforma immersiva che presenta Zurigo come meta chiave per design e arte, facilmente raggiungibile da Milano, anticipando in particolare l’appuntamento con le Zurich Design Weeks, in programma dal 17 al 27 settembre, con eventi diffusi tra mostre, installazioni e rassegne. A completare l’esperienza, la partnership con Montelvini – cantina ambasciatrice dell’Asolo Montello DOCG – che accompagnerà alcuni momenti selezionati con la sua iconica referenza FM333 Asolo Prosecco Superiore DOCG Brut Millesimato, primo cru della denominazione e punta di diamante dell’azienda.
Accanto a questo progetto espositivo, il Convey Building ospita anche “Liquid Parlour”, di Casa Marrazzo e Sudden Object. La collezione trasforma gli spazi in un soggiorno sospeso tra passato e presente. Oggetti trovati diventano arredi ibridi e surreali. Fulcro dell’installazione è un armadio del XVIII secolo rifuso in resina trasparente con interno in velluto, dove le conserve storiche di Casa Marrazzo dialogano con oggetti in vetro colorati. Sedie, lampade e arredi combinano pezzi antichi e tecniche contemporanee, configurando Liquid Parlour come un’esperienza estetica sospesa tra memoria e futuro.
Who Icons (Via Gerolamo Morone 6)
temporary space che presenta l’originale progetto dei londinesi Ali Samli e Goran Svilar che trasformano oggetti d’uso in strumenti di racconto. Le collezioni Who Icons nascono per evocare storie, identità e immaginari, intrecciando moda, arte e cultura visiva in un linguaggio illustrativo riconoscibile. Il nome stesso del marchio riflette questa visione: non tanto celebrare icone già affermate, ma interrogarsi su chi siano davvero (who), indagandone origini, visioni e tratti distintivi per restituirli in forma visiva. Tant’è che le superfici diventano supporto narrativo per le iconiche figure del brand, mentre l’insieme crea un’atmosfera informale ma curata, capace di invitare il pubblico ad avvicinarsi e fermarsi. In questa occasione, il marchio presenta Brunello, una collezione in edizione limitata realizzata in fine bone china, impreziosita da un sottile bordino in platino.




