La sostenibilità nell’industria finanziaria: vecchi modelli per nuovi scenari?

La sostenibilità nell’industria finanziaria: vecchi modelli per nuovi scenari?

By Giuseppe

Convegno alla Banca d’Italia di Milano – Sostenibilità nei prodotti finanziari: il problema rating

La sostenibilità nell’industria finanziaria: vecchi modelli per nuovi scenari?

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

Milano, 7 aprile 2025

 

Convegno alla Banca d’Italia di Milano – Sostenibilità nei prodotti finanziari: il problema rating
Sostenibilità nei prodotti finanziari: il problema rating

Banca d’Italia ospita un convegno sulle difficoltà delle valutazioni

 

Assoedilizia Informa.

Di Saverio Fossati

Si è svolto il 2 aprile nel salone di Banca d’Italia a Milano il convegno “La sostenibilità nell’industria finanziaria: vecchi modelli per nuovi scenari?” organizzato dalla Banca d’Italia  e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinato da Giorgio Gobbi, responsabile della sede di Milano di Banca d’Italia. In generale, sono emerse le difficoltà nell’effettuazione dei rating in relazione ai dati di partenza, anche nel legame sui fattori di rischio e le performance.

Giorgio Gobbi e Achille Colombo Clerici

 

Dopo le relazioni introduttive di Paolo Angelini, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, e di  Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il discorso di apertura su ESG Ratings: Inconsistencies between how they are constructed and how they are used è stato pronunciato da  Florian Berg (Mit), che ha illustrato con numerosi grafici le incongruenze su come sono stati costruiti gli Esg ratings. Si tratta, ha ricordato Berg, delle valutazioni sui fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) che forniscono informazioni sulle performance di sostenibilità di un’azienda o di uno strumento finanziario, valutando la sua esposizione ai rischi di sostenibilità e/o il suo impatto sulle persone e sull’ambiente. Quindi uno strumento assai delicato, che Berg ha analizzato in base ai dati di sei importanti agenzie di rating ESG: Kinder, Lydenberg e Domini (KLD), Sustainalytics, Moody’s ESG (Vigeo-Eiris), S&P Global (RobecoSAM), Refinitiv (Asset4) e MSCI. È stata così documentata la divergenza dei rating e mappate le diverse metodologie su una tassonomia comune di categorie.

Il risultato è che, analizzando le ragioni della divergenza della misurazione, si rileva un effetto valutativo in cui la visione complessiva di un’azienda da parte di un valutatore influenza la misurazione di categorie specifiche. I risultati, secondo Berg,  richiedono quindi una maggiore attenzione al modo in cui vengono generati i dati alla base dei rating ESG.

 

Di seguito si è svolta la prima tavola rotonda sulla sostenibilità nell’operatività dei fondi comuni, con Neomisio Susi(Consob, Manuela Mazzoleni (Assogestioni) e Andrea Perrone (Università Cattolica del Sacro Cuore), coordinata da Giovanni Petrella (Università Cattolica del Sacro Cuore). In particolare, è stato evocato il regolamento Ue del 2024 e, come ha detto Susi, proprio i rating Esg sono valutati con attenzione dagli investitori. Il regolamento Ue, in vigore dal 21 dicembre 2024 e applicabile nel 2026, prevede comunque numerosi step.

 

Manuela Mazzoleni ha evidenziato tra l’altro come almeno il 40% dei prodotti del risparmio gestito abbiano comunque caratteristiche di sostenibilità e che dal 2018-2019 sia stata registrata una crescita in questo senso.

 

La seconda tavola rotonda è stata dedicata alla sostenibilità nell’operatività delle banche, con Luca Bianchi (Banca d’Italia), Angelo Peppetti (ABI) e Filippo De Marco (Università Bocconi), coordinata da Rosa Guida (Banca d’Italia).

 

FOTO:

  • Giorgio Gobbi e Achille Colombo Clerici
  • Giorgio Gobbi

 

Newsfood.com

Nutrimento & nutriMENTE
Contatti

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD