Il problema casa in Italia: tra il ridimensionamento della politica abitativa nazionale e l’assenza di una politica europea
14 Marzo 2025
Convegno in Assoedilizia, con la partecipazione della Regione Lombardia, di Italia Nostra, di INU Lombardia, della Caritas Ambrosiana –
Articolo su QN IL GIORNO del 14 marzo 2025
A cura di ASSOEDILIZIA informa
Milano, 14 marzo 2025
Contenuto di un articolo pubblicato su QN IL GIORNO del 14 marzo 2025Di Achille Colombo Clerici
Il problema casa in Italia: tra il ridimensionamento della politica abitativa nazionale e l’assenza di una politica europea. ASSOEDILIZIA informaIl problema casa in Italia: tra il ridimensionamento progressivo della politica abitativa nazionale e l’assenza di una politica europea.Contenuto di un articolo pubblicato su QN IL GIORNO del 14 marzo 2025di Achille Colombo ClericiSi è tenuto in Assoedilizia un importante convegno, con la partecipazione della Regione Lombardia, di Italia Nostra, di INU Lombardia, della Caritas Ambrosiana sul tema: il problema abitativo nella agenda politica italiana ed in quella unionale.La ragione del titolo sta nel fatto che questo problema si è sostanzialmente ridimensionato, rispetto ad anni fa, nell’agenda politica italiana, mentre non è stato mai presente nell’agenda europea.E non deve meravigliare che nel titolo sia citata la politica unionale; anche se l’Unione non ha competenza normativa diretta (ha semmai una competenza indiretta, sul piano della assistenza agli stati) in materia di politica abitativa.Essa, infatti, con le sue scelte finisce per condizionare pesantemente le politiche nazionali, anche in materie non di sua competenza, in quanto, legiferando nelle materie di competenza, determina impegni di risorse finanziarie degli Stati membri ed incide indirettamente sulle politiche nazionali anche nelle materie di loro esclusiva competenza spostando quindi le loro priorità politiche. E’ quanto si riscontra nell’attuale dibattito sulle spese militari nell’Unione. Ed è quanto avvenuto con la politica green e con i superbonus nazionali, che per l’Italia hanno rappresentato un onere di 120 miliardi, che sarebbe bastato ad approntare ben 1milione e 200mila alloggi di edilizia residenziale pubblica (una volta e mezza l’intero patrimonio di case popolari). Tanto che nel settembre del 2023 ben 40 municipalità europee, tra cui Milano e Torino, con a capo Lione, hanno proposto un appello alle istituzioni europee, in primis al Parlamento ed alla Commissione Europea, per chiedere che l’Europa ponga il problema casa per i meno abbienti fra le priorità politiche dell’Unione.Ed anche il 20 febbraio del 2025, altre 12 municipalità europee (con Roma e Bologna) su questa linea si sono fatte portatrici di un sollecito.La questione è che oggi, chiunque voglia ottenere qualcosa sul piano politico non deve più rivolgersi a Roma, ma deve rivolgersi a Bruxelles e a Strasburgo.E dunque, l’UE formalizzi un impegno in tema di politica abitativa, anche in attuazione dell’ Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile. (obiettivo 11).Tra le cose da far presenti all’Unione c’è il carico fiscale sugli immobili, che non è affatto, come suppone la stessa, inferiore a quello medio europeo. La erronea convinzione, nutrita nel triangolo gotico europeo, deriva dalle teorie dei macro-economisti della econometria (OCSE, FMI, EUROSTAT, BCE) che non guarda a quanto incide il fisco individualmente sui singoli immobili ed agli effetti sul piano psicologico della tassazione, ma al rapporto tra complessivo gettito fiscale immobiliare e Pil dello stato.Ma in Italia il 66% degli immobili abitativi è improduttivo sul piano economico e su quello fiscale.
A concorrere al gettito c’è solo il 15% di quegli alloggi (che sono quelli locati), e parzialmente un altro 18% rappresentato dalle seconde case a disposizione. Un dato che si discosta sensibilmente da quello medio europeo. Il rilievo è dunque fuorviante e foriero di politiche punitive dell’investimento privato in case da locare: il che produce lo squilibrio (rarefazione della locazione privata) che sta alla base, insieme alla riduzione degli investimenti pubblici nell’edilizia popolare, del problema abitativo del nostro Paese.
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