Gianvico Maria Camisasca e la città, nel libro “Giovanissima e immensa”

Gianvico Maria Camisasca e la città, nel libro “Giovanissima e immensa”

By Giuseppe

Gianvico Maria Camisasca e la città, nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal di Achille Colombo Clerici
Milano, 11 gennaio 2021 1
              “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.
                    

                     Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di città con Gianvico Maria Camisasca:

 

A corredo dell’Annuario Diplomatico consolare, che contiene la relazione al Bilancio di responsabilità sociale 2016-2017 della FE.N.CO. Federazione nazionale dei consoli presieduta dall’ambasciatore Umberto Vattani e dal vicepresidente Gianvico Maria Camisasca, fra gli interventi è presente un mio scritto sul “concetto di città”: un excursus, anche sul piano storico, a proposito delle diverse nozioni nelle quali mi sono imbattuto trattando del tema.
Senza risalire alle antiche concezioni, che pure rappresentano le basi del pensiero umano, e sulle quali poggiano le più moderne visioni – che
non riferisco in questa sede per esigenza di sintesi – mi limito a ricordare la significativa definizione datane dall’esteta inglese dell’età vittoriana John
Ruskin che parla di luogo della accumulazione; in un certo senso evocando il dualismo tra natura allo stato brado e natura manipolata, costruita, trasformata dall’uomo; nella quale, a seguito dell’azione umana, il paesaggio si fa gradatamente paese e questo, a sua volta, diviene città.
Il processo è proprio quello della accumulazione, non solo dei beni materiali e immateriali, ma soprattutto delle risorse, delle attivita, delle
funzioni.
Secondo Lloyd Frank Wright (1867-1959), teorico della Architettura Organica, la bellezza del paesaggio si basa sull’unità e sulla diversità urbana, attraverso il collegamento tra individuo e territorio, fattore di armonia.
Ostracismo dunque alla congestione e alla concentrazione urbana, dimore possibilmente mononucleari, uso di materiali tali da permettere l’osmosi tra interno ed esterno (vetri, strutture leggere di acciaio), interramento dei servizi e degli impianti: questi sono i punti qualificanti della sua concezione di edilizia urbana.
La città fattore di crescita.
Un passo avanti e incontriamo la descrizione che ce ne fa il business-guru Jonas Riddersträle, docente a Ashridge Business School, il quale collega la città all’idea di sogno: la città capace di fare immagine, come fonte di richiamo, dotata di un forte appeal basato sulla attrattività, intesa come capacità, non tanto di essere migliore, quanto di essere diversa, sull’eco del Poeta che parlava di “diversità sirena del mondo”.
Qui si innesta chiaramente, a mio giudizio, il discorso della qualità del vivere nella città.
La vivibilità urbana non può che esser determinata da efficienza, da funzionalità, da equilibrio socio-economico e territoriale-strutturale.
La competitività è anche qualità dellofferta di beni e servizi. E dunque anche organizzazione dei servizi stessi rivolti alle persone e alle imprese
come opportunita di lavoro, di studio, di cultura, di socializzazione.
Da questa visione discende la concezione della sociologa statunitense Saskia Sassen, Professore nella Columbia University e coordinatrice di un progetto quinquennale Unesco su “Sustainable human settlement”, che parla di città intesa come piattaforma di centri di servizi globali, inserita in un circuito globale, soprattutto con riferimento ai servizi intermedi. Piattaforma globale e hub di servizi anche immateriali.
Nel maggio del 2015, uno dei Seminars Aspen di Venezia era incentrato sul tema della Smart City. Assoedilizia in quella sede ha sviluppato una
riflessione che ha portato a una visione funzionale di città.
In tale ottica va rilevato preliminarmente come la città sia il luogo della complessità, ma anche della sintesi. In un approccio sociologico possiamo
dire che città è l’incontro di comunità, di ambiente e di cultura: comunità implica i concetti di sussidiarietà, di solidarietà, di sicurezza; ambiente contiene l’aspetto dell’ecologia, della salute umana, dell’equilibrio socio-territoriale
e struttural-territoriale; cultura richiama l’appeal, le opportunità in termini di conoscenza, di lavoro, di socializzazione.
Dallinsieme di queste componenti scaturiscono la qualità del vivere e la competitività complessiva della città e del territorio.
Oggi, il nostro mondo locale si proietta nel mondo globalizzato. La globalizzazione – giova sottolinearlo – è fenomeno complesso, non solo economico e finanziario, ma etnico, sociale e culturale.
La competitività e la cultura sul territorio.
Se la città deve essere competitiva, la sua offerta complessiva non può prescindere dunque dall’immagine culturale: che deve ancorarsi al territorio, attraverso quello che Massimo Cacciari (nel saggio La Città, Pazzini Editore, Verucchio (RN), 2009) definisce “radicamento terraneo”, per poter in qualche modo contrastare l’effetto dei processi socio-economici deterritorializzanti,
che oggi attraversano il nostro mondo, ovvero i processi di ristrutturazione, di innovazione tecnologica, di terziarizzazione, di finanziarizzazione, di internazionalizzazione e in campo territoriale la deindustrializzazione e la delocalizzazione.
Il radicamento della cultura al territorio si realizza appieno quando l’uomo percepisce la sensazione di trovarsi al centro dell’essere, perché in tal
modo supera la tentazione di volgersi altrove.
Se essere è sapere, al centro della conoscenza. Se essere è sentire, al centro dellemozione. Se essere è apparire, al centro della visibilita. Se
essere è partecipazione, al centro dellazione.
Nella odierna civiltà dell’immagine la periferia culturale è sinonimo, oltre che di marginalità, di decadenza.
 
FOTO COVER:
Renata e Gianvico Maria Camisasca, Nico e Luisa Borromeo d’Adda, Mario Cicogna Mozzoni, Guglielmo e Toni Guidobono Cavalchini, Cesare e Patrizia Castelbarco Albani,  Claudia Buccellati, Ralph Alexander Fassey, Gustavo Cioppa, Achille e Giovanna Colombo Clerici
 
 

A  questo link la rassegna stampa sempre aggiornata su:
“Giovanissima e immensa” (Clicca qui)

Vedi anche:

  • GIOVANISSIMA E IMMENSA. RITRATTO DELLA NOSTRA SOCIETA’ ALLE SOGLIE DEL “NEW NORMAL” – Milano- Libro strenna Natale 2020

    13 DICEMBRE 2020 – La più recente fatica letteraria di Achille Colombo Clerici… Leggi tutto

     

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD