Primi risultati di UnPOxExPO2015 durante ExpoMilano

Primi risultati di UnPOxExPO2015 durante ExpoMilano

By Giuseppe

27 settembre 2015

Il progetto UnPOxExPO – nato nel 2010 – ha puntato sulla creazione di un grande distretto tematico turistico legato al corso del fiume PO, per fare squadra, rete e sistema coinvolgendo 4 Regioni, 15 Province, 500 Comuni. Una Area Vasta, Area Interna, area di Coesione Sociale con una agricoltura di zona umida, clima continentale-mediterraneo con 4 stagioni climatiche, dove l’uomo – da secoli – coltiva e alleva la biodiversità come fattore vitale, di crescita, di sviluppo, di sicurezza alimentare. Una biosfera che si è costruita – ed è cresciuta – grazie alla cultura degli alimenti cotti, delle produzioni locali, alla conservazione del cibo, al riuso e no-spreco del cibo, al consumo del vino e di legumi come fattori preventivi e terapeutici per certi malanni vecchi e moderni. UnPOxExPO dal 2010 chiede a ExpoMilano di puntare su cultura e civiltà del cibo, su mostra-discussione di prodotti e territori nazionali, su come coltivare il terreno, allevare bestiame di ogni tipo, mescolare carne e cereali, pesce e verdure, frutta e legumi, formaggi e salumi espressione reale della Dieta Mediterranea-Unesco, ma anche come programma economico primario e indispensabile per ogni Paese del mondo, post-industriale o emergente, al fine di rispondere alla domanda di cibo nazionale, dare garanzie di sicurezza alimentare, fornire le calorie nutrizionali necessarie senza sprechi, senza abusi, senza frodi, senza perdita di suolo agrario importante. UnPOxExPO2015 resta ancora oggi l’unico progetto-programma che sta accompagnando e accogliendo lungo le strade del PO circa 400.000 visitatori, con il record di oltre il 55% di  stranieri, curiosi, affamati del gusto italiano vero e reale …..non del panino, o stuzzichino o assaggino o aperitivino gratuito o sponsorizzato nella bagarre del cardo e decumano.

 

UnPOxExPO2015: #toccareconmano le vigne e le cantine, fra siti Unesco. Expo: occasione unica per far riconoscere i veri prodotti Dop italiani nei luoghi di produzione!

Aprire le cantine durante Expo, invitare Expovisitatori e Expoturisti, ha fornito l’occasione per spiegare perché i grandi vini italiani sono Docg e Doc e cosa vogliono dire queste sigle, soprattutto abbinate al tricolore, diventato brand identitario. La dieta mediterranea contempla e inserisce il vino nel consumo ai pasti. E’ noto che il vino ha una azione preventiva su alcuni malanni moderni, è un coadiuvante, non è una medicina e non cura, ma migliora lo status. Vino-Doc insieme rappresentano una garanzia per il consumatore. Il 90% della produzione italiana di vini spumeggianti è lungo il fiume PO. UnPOxExPO2015, da marzo, ha promosso percorsi turistici nei luoghi di produzione dei vini: il fiume Po è come la Loira, la Marna, il Rodano, la Mosella, il Reno. E’ un punto di riferimento per diversi territori Docg e Doc, con valli e affluenti. Le prealpi e gli appennini, con strade dei sapori e dei vini, sono lo sfondo. “I luoghi di produzione di Prosecco e Franciacorta, di Alta langa e Cruasè, di Asti e Brachetto d’Acqui, di Cortese e Malvasia, di Lambrusco e Moscato sono un biglietto da visita positivo e attrattivo per l’Italia. Va governato con intelligenza perché può catalizzare sul Paese e indirizzare molti turisti, curiosi, interessati. Assaggiare un vino, guidare una degustazione, vuol dire anche spiegare che cosa è una “DOC”, quali garanzie e sicurezze fornisce al consumatore, quale valore aggiunto, quale cultura e civiltà” sostiene Giampietro Comolli, patron di UnPOxExPO, che ha disegnato un unico percorso “effervescente” lungo il Po. Expo è stata una grande occasione per spiegare il valore che lega il vino al territorio d’origine, unico e inimitabile, legato a alimenti, piatti, ricette, arte, paesaggio. In Piemonte cantine aperte dal Moscato di Terra dei Santi a Ciek Caluso, da Ortolani Erbaluce a Cocchi Asti, da Bava Altalanga a Cà dei Mandorli Brachetto d’Acqui, da Gavi La Scolca a Valter Massa Timorasso oltre agli Infernot del Monferrato. In Lombardia da Franciacorta a Oltrepò Pavese, in San Colombano al Lambro le cantine Pietrasanta e Riccardi, a Mantova Lebovitz e cantina Gonzaga, da Viadana a Quistello. In Emilia Romagna: sempre aperto il Castello di Luzzano e cantina Valtidone, tenuta Cardinali e cantina Casabella in val d’Arda, Lambrusco Ceci e Lambrusco Emilia Wine, dal Lambrusco Reggiano Medici al Lambrusco Santa Croce e di Sorbara, da San Prospero nella cantina Bellei fino alla Fortana di Martinelli a Ferrara. In Veneto, cantine aperte sui colli Euganei di Emo Capodilista, La Mincana, Cà Bianca e, ancor più, bollicine di Prosecco da Bottega a Bibano e a Paladin a Annone, da Santa Margherita e Borgo Stajnbeck a tutta l’area fra Piave e Sile, le colline Docg di Valdobbiane con le cantine Agostinetto, Ruggeri, Adami e a Farra di Soligo cantina Girardi.
UnPOxExPO2015 è stato un impegno istituzionale, fra squadra e rete per puntare al binomio denominazione-originalità del vino informando le migliaia di Expovisitatori che sono entrati in cantine aperte. “Expo2015 – continua Comolli – doveva servire a tanti distretti produttivi agroalimentari italiani per istruire, formare i consumatori stranieri, fare cultura del cibo e del vino. Forse ci siamo limitati a dare da mangiare, a gestire una fiera un po’ più grande. L’Italia ha investito da 50 anni in Doc e Dop, dovevamo accompagnare gli Expoturisti nelle imprese e non viceversa”!  Più Expoturisti non europei si fossero convinti della tutela delle Dop, meglio sarebbe per le piccole imprese di nicchia italiane. Dovevamo seminare, #fartoccareconmano in modo che la certezza dell’origine e provenienza di un vino diventasse un valore riconosciuto e pagato. In questo modo è palpabile il prezzo al consumo superiore, la richiesta di sicurezza aumenterebbe, nuovi consumatori e nuovi paesi si convincerebbero della differenza e certezza di una Doc al di là del brand.
Online:

http://www.unpoxexpo2015.org, all you need on your smartphone.

 

Redazione Newsfood.com

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