Peppe Zullo racconta l’Orto LUISS ad EXPO
25 Settembre 2015
16 settembre 2015 ore 18:00
EXPO Milano – Padiglione Italia
Cluster Bio – Mediterraneo.
L’Orto LUISS si racconta ad EXPO Milano e diventa laboratorio di innovazione
e piattaforma di collaborazione solidale.
In occasione della settimana della Dieta mediterranea, evento di presentazione dell’attività di Social Gardening dell’università LUISS Guido Carli di Roma.
Un momento importante per la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali perché consente di valorizzare, in un contesto particolarmente qualificato e rilevante, la giovane e rigogliosa attività dell’Orto LUISS: un grande spazio verde condiviso e coltivato da studenti, docenti e amministrativi all’interno del Campus dei Parioli.
Il Direttore Generale dell’Ateneo, Giovanni Lo Storto ha presentato il nuovo progetto, ideato con il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, presidente della Onlus Insettopia, che unisce la passione per la terra con la cura verso il prossimo, all’insegna della bellezza sostenibile e solidale, “l’ortoterapia per la creazione di un laboratorio-osservatorio sperimentale, con fine ludico formativo”.
L’orto, sotto l’egida del cuoco contadino Peppe Zullo
– Ambasciatore di Puglia nel mondo –
si inserisce nella filosofia dell’ università pratica.
La formula LUISS fra pratica e
teoria si traduce nella formazione di giovani laureati che sviluppino una visione il più possibile aperta alle contaminazioni di diversa origine e natura, che collezionino esperienze pratiche ad alto valore etico e sociale, per renderli più consapevoli di loro stessi e del mondo che li circonda.
I temi toccati
La contaminazione:
portare gli studenti ad incontrare e a farsi permeare da contesti molto distanti dal loro back-Ground culturale, ma non solo; metterli costantemente in contatto con esponenti del mondo del lavoro che possano raccontare la propria esperienza e narrare quali sono i percorsi che costruiscono una storia di successo.
Sporcarsi le mani nell’Orto:
spostare l’asse della formazione universitaria dal solo conoscere al saper fare, e, attraverso il fare, arrivare al saper essere; essere con gli altri e per gli altri, riuscire a ispirare, comprendere, creare dal nulla; far sperimentare il lavoro e il sacrificio, e, attraverso la percezione del loro valore intrinseco, sviluppare determinazione, costanza, dedizione.
Sviluppare la creatività e il valore della condivisione:
offrire percorsi che attingano direttamente alle facoltà sopite ed alle sfere del sé che di solito si considerano estranee alla formazione universitaria, ma che permettono ai ragazzi di entrare in contatto con una serie di risorse che consentiranno loro di fare ed essere la differenza, insieme agli altri.
Da una recente ricerca condotta dal St.Gallen Symposium sul tema “I leaders del domani” su oltre 1000 studenti e a laureati under 35, di università di eccellenza in tutto il mondo ( i c.d millennials) appena pubblicata sul Financial Times (11/05/2015,pag.11) emerge che per il 46% degli intervistati trovare un lavoro con un alto impatto sociale sia uno dei primi tre criteri per misurare il successo della propria carriera professionale. Avere un salario alto, invece interessa solo il 14% degli intervistati .

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Tommy Chiarella
per Newsfood.com







