30 giorni di Expo Milano 2015: quasi 3 milioni di ingressi. Ancora fase di rodaggio
31 Maggio 2015
Milano, 31 maggio 2015
E’ passato un mese, siamo nella Disneyland del cibo e proviamo a fare un bilancio con Giampietro Comolli, un esperto di marketing, di vino, di gastronomia: un osservatore attento e competente che non si ferma a dare un giudizio sulla qualità percepita dell’aspetto e del sapore di questa grande cena (leggi Expo 2015) ma entra nella materia prima e ricerca la qualità vera che c’è nel piatto: da buon Economista, ne trae i dovuti responsi.
Con questo non vogliamo essere disfattisti, sappiamo bene quanto sia difficile organizzare un evento, e un evento mastodontico come questo difficilmente riusciremo a rivederlo… Cerchiamo però di dare un contributo costruttivo.
Giampietro Comolli, domani inizia il secondo mese di Expo, come sta andando questa grande kermesse ?
Chi bene e chi meno, motivi diversi.
32.200 presenze dal Monviso a Venezia lungo il PO (www.unpoxexpo2015.org) dal 20 aprile al 30 maggio
Sicuramente Expo Milano 2015 è un evento e sarà un grande evento made in Italy.
Tutte le forze politiche di governo e tutti i poteri economici forti italiani sono schierati in un solo campo, quello di Expo e degli #expottimisti. L’Italia non deve sbagliare, almeno come immagine, visibilità, impegno, carattere, design, valore aggiunto che devono essere gli #assetpaese. Sicuramente ci sono pro e contro, sia fra i padiglioni, fra gli eventi, fra chi gestisce e chi fruisce.
La verità è che – giustamente come è stato definito dagli alti dirigenti di Expo spa – è un evento fantasmagorico, poliedrico, da lunapark, da casinò, da grande parco di eccezionalità dove l’arte della creatività, della tecnologia, della eccezionalità la fa da padrona. Come primo commento, seppur ancora non al 100% delle attività e degli spazi visitabili, appare un po’ nascosto e un po’ difficile da vedere subito il tema vero dell’Expo, ovvero quello che doveva essere, o quello per cui la Bie ha anche preferito Milano-Italia a Smirme-Turchia.
Quindi l’Expo di Milano è in linea con le aspettative degli obiettivi o no?
Milano ha vinto (eravamo nel 2008 e pre crisi globale) perché si pensava ad una esposizione su sostenibilità, sussidiarietà, solidarietà nella nutrizione del pianeta, nel trovare soluzione alla fame, per individuare il giusto equilibrio fra agricoltura e alimentazione, fra naturalità e produzione sufficiente per tutti, fra coltivazioni e allevamenti senza stravolgimenti genetici. Ci si aspettava che Università, Fondazioni, Organizzazioni, Centri di Ricerca, Organismi legati all’agroalimentare e alla innovazione architettonica creassero un continuo cartellone di meeting, congressi, convegni, seminari, studi per presentare soluzioni, proposte, progetti innovativi da 3° millennio per la alimentazione mondiale, ovvero una ridefinizione della dieta nei paesi ricchi e opulenti e una crescita di alimenti nei paesi sottonutrizione, compreso gli Ogm, il consumo di suolo, lo spreco alimentare, la produttività per unità di superficie, la biodiversità, il contenuto energetico di alimenti magri……. Temi affascinanti, argomenti e lectio magistralis per la leadership del made in Italy nei campi e a tavola.
Dopo 30 giorni dalla prima inaugurazione ( ne seguiranno altre 3 ufficiali oltre a tutte quelle per i singoli padiglioni tematici e paesi) ancora non tutti gli spazi sono agibili e frequentabili, ma ha fatto bene il Ceo Sala ad aprire “bottega” perché ad oggi sono già quasi 3 milioni gli ingressi. Ma quanti omaggio, quanti per il personale di gestione, quanti quelli con tessere di addetti ai lavori? Oggi l’esposizione appare più un mix di alto design architettonico improntato allo stupore e alla esperienza emozionale di contatto e di servizio ( Expo?) con una albergante ristorazione diffusa, continua, abbastanza cara nel complesso.
Un mese che vede vincere soprattutto i biglietti da 5 euro con ingresso alle 19 dedicato ai giovanissimi milanesi per cenare nel più grande Street Food mai creato, la presenza nazionale italiana sfiora l’80% del totale, vince il fast food, i tanti toast-bar e terrazze ristoranti ( circa 200 in tutto), vincono le scuole italiane di ogni ordine e grado che hanno convogliato (grazie al sostanzioso impegno-contributo del Miur di alcuni milioni di euro e di biglietti ingresso a 10 euro) oltre 1 milione di studenti.
Un altro milione verrà accompagnato in expo fra settembre e ottobre alla riapertura delle scuole come gita scolastica. Chapeau sicuramente al Miur e alla responsabile scuole di Expo: è una esperienza indelebile per i giovanissimi.
E il Fuori expo lungo il Po?
Unpoxexpo2015, fondazione e brand area vasta, è partito per primo già nel 2010 per lanciare una meta turistica-culturale in occasione di Expo Milano 2015. Un #fuoriSalone a integrazione e completamento del #dentroExpo. UnPOxExPO2015 ha iniziato ad accogliere ospiti-turisti già dal 20 aprile con i primi arrivi lungo il fiume PO in attesa di Expo. In particolare si è trattato di arrivi ben definiti: molti – ancora oggi – gli italiani emigrati che rientrano per vacanze&Expo, diversi i giovani studenti stranieri e universitari alla ricerca di mete culturali pari a circa il 75% di tutti gli arrivi sono dall’estero. Esattamente l’opposto di quello che sta avvenendo #dentroExpo. Ai primi posti come mete troviamo i borghi e le città d’arte, in ordine di presenze e arrivi, Torino e Venezia quasi pari, poi Mantova; bene Treviso e Chioggia; Venezia è una conferma anche grazie al “suo” Expo dedicato a Aquae.
Circa l’82% delle prenotazioni, acquisti, assegnazioni sono avvenute via internet sul portale direttamente oppure direttamente alle agenzie e siti di riferimento di diversi tourism-social oramai ben attivi sul mercato mondiale e nazionale. Pochissimi contratti e vendite sono transitate per le agenzie viaggi tradizionali. Unpoxexpo2015 (www.unpoxexpo2015.org ) ha offerto una Torino poliedrica, attrazioni non banali, fuori dagli schemi con camminate-salute lungo i murazzi del PO, visita al museo del cinema della Mole Antonelliana, ticket speciale al Museo egizio. Unire cultura-storia-cibo è stata la mossa vincente per 6.500 visitatori.
Altri 8.500 sono stati i percorsi di cultura e spiritualità per i 200 anni di Castelnuovo don Bosco che hanno visto protagonisti giovani del volontariato, scout grazie alla leadership delle strutture Pellegrinaggi composto da visite a monasteri, abbazie, refettori. Interesse eccezionale per le strade del Romanico, del Sale ( verso Genova), delle vie verso Roma. Tutti i giorni nascono eventi che sono nel solco dei temi voluti da UnPOxExPO, ovvero conoscenza del cibo come elemento di cultura e civiltà di una nazione, non come business al bar o al ristorante. I vari percorsi e pacchetti prevedono anche soste in agriturismi, extra alberghi, camere per ferie, b&b. Nei weekend è elevato, per gli arrivi nazionali lungo il fiume PO, l’uso del camper e della roulotte per comodità di spostamento. L’ingresso nei musei e gallerie è forse superiore rispetto ai grandi ristoranti dell’asta fluviale, ma la tradizione padana vuole da secoli che siano le osterie, le gastronomie, le locande la meta per un semplice piatto tipico. A seguire lungo il fiume, ecco arrivi dall’est Europa verso la laguna veneta e il trevigiano con aumento del 50% delle presenze nelle cantine del Prosecco per le diverse mostre e degustazioni (60 al giorno) e verso l’area alessandrina per l’apertura del museo della battaglia di Marenco di Napoleone. Già 4000 visitatori.
Nella zona di Tortona e Pavia, presenza di 3000 cinesi per la mostra iconografica di artisti e opere made in Cina grazie all’interessamento di un magnate cinese innamorato di Pavia. Bene i percorsi di Leonardo da Vinci da Palazzo Atellani a Vigevano e al Monte Bracco in Valle del Po che hanno già attratto 1500 visitatori grazie all’impegno di Confagricoltura. A Modena, il tour organizzato con pullman dalla stazione Padana AV di Reggio Emilia o da Bologna, dedicato ai diversi musei di auto Ferrari e alla casa di Pavarotti, fa segnare 1800 presenze. Mantova, i laghi e i borghi lungo il PO, compreso visite alla storia dei Gonzaga e alla grande letteratura, ben 2900 ticket staccati in 30 giorni . La navigazione fluviale, se breve, coordinata, con visite ai borghi e alle ville, ha staccato già oltre 4000 biglietti di tratte fra Po, Brenta. Adige, Chioggia e Venezia.
Parliamo di Comunicazione…
Come osservatori, abbiano notato che la comunicazione e la pubblicità sono fattori determinati e principali in un evento globale e universale per il successo di pubblico, di governo degli eventi e di guida fra i vari padiglioni. Bene le scuole perché è stato fatto un programma strategico e mirato: gita, viaggio, ingresso, cibo tutto compreso. Purtroppo chi non ha attivato un piano di comunicazione per tempo e mirato con un investimento di pubblicità si trova in grossa difficoltà. Solo chi ha fatto comunicazione in anticipo all’estero e mirando ad alcuni paesi oggi si trova ad essere ben posizionato. E’ il caso di città come Como e Varese, oppure Locarno e Losanna che hanno firmato accordi chiavi in mano, già da tempo, con delegazioni di diversi paesi stranieri, fornendo servizi e contatti in base alla domanda e non all’offerta. Hanno pianificato e investito con continuità: nessuno ha pensato che i visitatori sarebbero arrivati per caso, per fortuna, per speranza, per curiosità.
Questo vale anche per il Fuori expo lungo il Po…
Anche unpoxexpo2015.org ha riscontrato e toccato con mano la difficoltà di attrarre o fare attrazione o creare interesse su alcuni luoghi e territori che non hanno investito in comunicazione o hanno fatto una comunicazione in ritardo, errata, approssimativa senza alcun studio. Errore fatto anche da Expo spa che ha cercato di spingere il meno possibile il fuori Expo, cercando si concentrare tutto all’interno dei 60 padiglioni. Considerando alcuni turni a pranzo e a cena per ogni luogo di mescita e cibo diffuso, Expo offre giornalmente oltre 40.000 posti a sedere e altrettanti in piedi. Cifre da capogiro. Questo fa capire come Expo sia una calamita, oltre che un grande e affascinante Luna Park, per eventi , assaggi. Nei primi 30 giorni Expo appare più come una fiera campionaria del cibo che una esposizione di contenuti e prove tecniche innovative di salvaguardia cibo, qualità e progetti di sostenibilità globale.
Il turisto di Expo arriva preparato oppure varca i tornelli e poi si guarda intorno?
Il turista non cade nella rete del padiglione A o del padiglione B come un pesciolino sprovveduto. Prima di arrivare ad Expo si informa dettagliatamente. Internet svolge il 60% del lavoro di scelta anche fra gli italiani. Va coccolato, avvisato, informato, seguito e assecondato con comunicazione, pubblicità e idee nuove. Abbiamo trovato difficoltà a piazzare percorsi e pacchetti nel triangolo del “ cuore padano” ( Piacenza, Lodi, Cremona) per mancanza di prodotti leader, unici, esclusivi e ben presentati. C’è moltissimo di qualità, ma niente comunicato come leader nei canali più seguiti dagli internauti. Troppo pochi 600 pacchetti in un mese su due distretti nevralgici e vicino a Milano!! Probabilmente per molti italiani il mix di visita dentroExpo e fuoriExpo non regge per costi, per programma, per logistica, per spese, per organizzazione. Tutti gli arrivi si sono concentrati sui musei dei liutai e Stradivari di Cremona, il Parco Tecnologico Padano di Lodi per la scuola alimentare e il vivaio-orto e i castelli del piacentino soprattutto grazie alla STRADA DEI SAPORI DEL PO (https://postiamo.altervista.org ) . Unpoxexpo2015.org ha riscontrato anche buoni risultati a Colorno e a Soragna, Pavia città antica e Crema che ha diffuso ( un po’ in ritardo) un programma di 170 eventi sul territorio ( da Milano a Crema) in 5 lingue tramite globaltour e trasmesso a 32 Paesi nel Mondo !
Torniamo a UnPoxExpo, quali sono le prospettive a breve?
Prospettiva di UnPOxExPO2015 per il mese di giugno, il primo weekend è Pentecoste. Sono già prenotati e previste alcune migliaia di presenze e arrivi soprattutto concentrati ai due poli del fiume Po grazie al lavoro dell’aeroporto di Torino( www.torinotoday.it e www.flytorino.it ) che ha predisposto pacchetti e visite città, Regge Sabaude, cioccolato e assaggi di dolci e del Porto Passeggeri di Venezia Terminal ( www.vpt.it e www.deltatour.it e www.limosa.it) lungo il fiume PO fra austriaci, svizzeri, tedeschi. Verso la Laguna di Venezia l’attrazione è concentrata sulle Terre del Prosecco e sulle Ville Venete e Palladiane attraverso tour itineranti e liberi, fra bici e barca, con visite in cantina. Oltre 10.000 pacchetti venduti solo a giugno.
Un’ultima riflessione?
Abbiamo riscontrato lungo il fiume PO un sistema turistico padano basato sul volontariato e sull’impegno individuale. Non è mai stato coltivato e formato un sistema turistico. Per 40 anni si sono spesi soldi pubblici per governare e regimare le acque, gli argini, le piene. Benissimo per le coltivazioni agrarie e le case. Ma oggi le centinaia di milioni di euro spesi per le strutture e infrastrutture potrebbero essere capitalizzate e messe a frutto, grazie alla vicinanza di Expo Milano. C’è una carenza di luoghi per pernottare che siano noti, pubblicizzati e in linea con i parametri e i servizi richiesti dai turisti soprattutto stranieri e con buone disponibilità di spesa. E’ mancata una formazione turistica lungo il fiume PO, tanti corsi e centri di formazione regionali in 4 regioni, ma nessuna efficacia per il settore turismo. Mancano figure imprenditoriali idonee.
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com





