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Carne rossa, l’allergia legata al gruppo sanguigno

Carne rossa, l’allergia legata al gruppo sanguigno

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L’allergia alla carne rossa colpisce diverse persone: per alcuni un fastidio, per altri un problema grave.

Tuttavia, oggi la scienza fa un passo avanti: la causa del disturbo potrebbe essere legata al gruppo sanguigno, le persone gruppo sanguigno A o 0 sarebbero più esposte.

Questa la tesi di una ricerca dell’Università di Saint Luis, diretta dal dottor Jonathan Brestoff e presentata al recente congresso della società americana di asma, allergologia e immunologia.

Basandosi su dati del 2008, il team di Saint Louis ha lavorato con 184 volontari: 92 persone affette da allergia alla carne rossa e 92 persone sane. L’analisi del sangue ha evidenziato come nel primo gruppo (allergia alla carne rossa) i gruppi sanguigni A e B fossero presenti nel 4,35% dei casi, mentre nel secondo gruppo (volontari sani) arrivava al 20%. Inoltre, i soggetti che esprimevano l’antigene B risultavano meno propensi a produrre l’immunoglobulina E responsabile della reazione. E, di conseguenza, a minor rischio allergico.

Come ricordano i medici USA, l’allergia alla carne rossa è dovuta ad una zecca, la Lone Star (Amblyomma americanum): presente anche in Italia. La puntura della zecca provoca la formazione di anticorpi di tipo IgE, tipici dell’allergia verso l’Alfa-Gal.

La sua pericolosità è legata a due fattori. Il primo, l’allergia si può manifestare ad effetto ritardato: anche sei ore più tardi, come spiega il dottor Brestoff, “A chi soffre di questa allergia capita di andare fuori a cena, mangiare una bistecca e svegliarsi nel corso della notte a causa di una reazione anafilattica: con perdita di coscienza e manifestazioni cutanee”.

Inoltre, causa diffusione della zecca, il numero di casi sta aumentando. Ricorda Jerath, una delle ricercatrici: “Questa allergia potrebbe essere in circolazione da molto tempo, mentre noi ne stiamo diventando più consapevoli soltanto adesso. In passato, quando un paziente si presentava con i sintomi che oggi associamo all’allergia alla carne rossa, ci si limitava a una diagnosi di anafilassi idiopatica”.

In Italia la situazione è al momento migliore. A dirlo, Antonino Musarra, responsabile del servizio di allergologia del presidio ospedaliero di Scilla: “Non c’è una terapia nei confronti di questa allergia, motivo per cui l’unica strategia è quella della prevenzione. Non abbiamo ancora grandi dati su questo tipo di sensibilizzazione. In Italia, finora, la quasi totalità dei casi è stata riportata nel Nord-Est, raramente nel Nord-Ovest. Un solo caso in Italia centrale. Ma sono ancora troppo pochi i centri che possono scoprire questo tipo di allergia”.

Matteo Clerici

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