20-22 luglio. Sassello va in piazza

20-22 luglio. Sassello va in piazza

By Redazione

Sassello è un piccolo comune ligure vicino a Savona. Ancora più importante, è il primo comune italiano ad ottenere dal Touring Club. Allora, la città e la sua
enogastronomia si mettono in mostra a “Sassello in piazza”, che inizia oggi 20 luglio e durerà fino a domenica 22.

Locomotiva dell’iniziativa, i famosi amaretti: a loro il compito di introdurre gli altri prodotti, le bontà dei campi quanto delle vicine foreste.

La tre giorni sarà così un viaggio gastronomico entro la cultura del posto.

Ad esempio, con i piatti di carne: il territorio di ricco di pascoli e boschi ha favorito la presenza di branchi di bestiame, ancora oggi sezione importante dell’economia locale.

Da non dimenticare l’agricoltura, con la coltivazione di grano. In onore degli antichi coltivatori, durante la festa verrà riproposto il modo di lavorare, dove l’uomo si appoggiava agli
animali e le macchine erano pressochè inesistenti. Romano Francesco, allevatore, ricorda quell’epoca: “Non esistevano trattori, trebbie o mietitrebbie. I campi venivano arati con le
bestie, il grano veniva seminato a mano e coperto con zappe, rastrelli ed erpici trainati da buoi. A maturazione avvenuta veniva tagliato con falcetti a mano, poi veniva legato con aste di
legno, per essere caricato sui carri e trasferito nel cortile della fattoria, dove veniva fatto l’accumulo. Nella grossa torre, le spighe venivano rivolte verso il centro mentre lo stelo della
paglia doveva pendere verso l’esterno, per consentire all’acqua, in caso di pioggia, di scivolare via senza bagnare i semi. Quando il grano era ben secco e asciutto, avveniva la battitura e la
divisione del grano dallo stelo. Un procedimento che i contadini effettuavano in un terreno pianeggiante di 15 metri per 15 con il solo aiuto delle bestie. A questo punto venivano presi gli
escrementi dei bovini che venivano impastati con l’acqua per creare un composto che veniva sparso sul terreno, e che una volta asciutto formava una crosta dura come il cemento dove veniva
allargato il grano ancora nella spiga. Il grano veniva battuto da un rullo con listelli inchiodati tirato da bestie, che oltre a schiacciare, batteva sullo stelo del grano, per farlo uscire
dalla spiga. Ad ogni giro di rullo la paglia veniva rigirata con un forcone di legno per non rischiare di bucare il fondo. Quando la battitura era finita si toglieva la paglia grossa, che
serviva poi per il letto delle bestie nella stalla e si proseguiva la pulitura del grano dall’involucro e da tutte le impurità con un ventilatore che veniva girato a mano dall’uomo. Dopo
tutte queste operazioni il grano veniva messo in sacchi di iuta e in cassettoni dove veniva scrupolosamente custodito fino alla macina e al consumo per le bestie”. E, per ricordare meglio, i
visitatori potranno godere di grigliate di carne scelta e birra fatta con il grano locale.

Alimentazione a parte, “Sassello in piazza offre una mostra mercato, l’esposizione di foto, una serie di iniziative per i bambini, come giochi ed animazioni.

Matteo Clerici

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