18^ Giornata dell'infanzia nel segno di Florin
22 Novembre 2007
Bologna, 20 Novembre 2007 – La morte del piccolo Florin, il bambino romeno morto ieri per l’incendio della baracca in cui viveva, è stata ricordata questa mattina nella seduta
congiunta dei Consigli di Comune e Provincia di Bologna riuniti al cinema Tivoli per celebrare la 18^ Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Di fronte a circa 200 ragazzi delle scuole medie inferiori del territorio provinciale, i presidenti dei Consigli provinciali e comunali, rispettivamente Maurizio Cevenini e Gianni Sofri, hanno
spiegato il senso di questa giornata (che si svolge nell’anniversario della firma della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta
a New York il 20 novembre 1989) e hanno introdotto il tema “Vivere nella città” affermando che la qualità della vita urbana dipende anche da ciascuno di noi. L’approfondimento
dell’argomento è stato affidato all’architetto Gabriele Tagliaventi, docente dell’Università di Ferrara, che ha illustrato, con l’aiuto di esempi concreti, quale dovrebbe essere
il giusto rapporto fra città e campagna, come dovrebbero essere strutturate le città per essere davvero luoghi di cittadinanza, fruibili da persone di ogni età, in
automobile, in bicicletta, a piedi, coi mezzi pubblici. “I quartieri -ha detto fra l’altro Tagliaventi- sono le cellule delle città: nel loro piccolo devono essere organizzati come una
città, con servizi, funzioni, strade, marciapiedi, servizi di trasporto pubblico, negozi. Vi invito -ha concluso l’architetto- a viaggiare: guardate e confrontate come è fatto il
mondo”.
Sul palco, oltre a Cevenini e Sofri, anche i rispettivi vicepresidenti, Giuseppe Sabbioni e Paolo Foschini, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati , l’assessore provinciale all’Istruzione,
formazione e lavoro, Paolo Rebaudengo. La platea, che al termine ha anche posto delle domande agli amministratori, era composta da studenti delle scuole Rodari, Jacopo della Quercia, Irnerio e
Leonardo da Vinci. Tutti i ragazzi hanno avuto in omaggio un libro sul vivere bene le città, quale invito ad approfondire l’argomento e a proseguire il dibattito in classe o a casa.





