Zaia: “Ritiro dai mercati del surplus produttivo per distribuirlo ai bisognosi”

Zaia: “Ritiro dai mercati del surplus produttivo per distribuirlo ai bisognosi”

By Redazione

Sono stato a Cesena a Macfrut, dove ho detto agli operatori del comparto ortofrutticolo che il problema del calo
dei prezzi non riguarda solo il Veneto o l’Emilia Romagna ma dipende da una congiuntura internazionale: ci sono più prodotti di quelli che il mercato richiede dunque i prezzi sono
crollati. Occorre prendere coscienza della fluttuazione dei prezzi agricoli dovuti anche alle speculazioni: se si dice ‘le mie pesche non valgono niente’, e di questo si dà la colpa al
Governo significa non essere consapevoli del fatto che i problemi non finiscono ai cancelli dell’azienda agricola ma che anzi è proprio da lì che cominciano.

E’ necessario che vi organizziate, che facciate squadra in modo da poter essere più forti ed avere un potere contrattuale rilevante quando contrattate il prezzo con la grande
distribuzione. Nell’Unione europea sto portando avanti la partita della compartecipazione sul prezzo finale. Ma l’Italia deve aggregare l’offerta e investire sull’interprofessione: in ordine
sparso non si può più andare.

Avete due strade da poter percorrere: o chiudete o vi unite. L’aggregazione ha sempre funzionato, ad esempio nelle cantine sociali del vino di cui festeggiamo spesso anniversari centenari. Non
sono qui a far politica ma vi chiedo aggregazione; fate cooperative bianche, fatele rosse, ma fatele.

Sono perfettamente a conoscenza delle difficoltà del settore. Non condivido la OCM fatta, ma bisogna sfruttare al meglio le risorse ad essa destinate aumentando ad esempio la promozione.
Bisogna lavorare ad accordi internazionali e, per esempio, assicurare che le nostre produzioni siano identificabili: su 10 prodotti sul mercato, solo uno è veramente italiano e questo non
aiuta i consumatori a fare scelte oculate.

Non a caso abbiamo inaugurato la stagione tolleranza zero invitando il Corpo Forestale dello Stato e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei
prodotti agroalimentari del Mipaaf a non ‘inseguire pensionati nei frutteti’ ma a darsi da fare andando a scovare proprio chi invece vorrebbe portare sulle nostre tavole prodotti non ben
identificabili.

So che i consumatori sono con me: il 72% di essi si dice disposto a spendere di più per avere indicazioni in etichetta sull’origine. Questo è un problema che riguarda tutti i
prodotti alimentari, per esempio proprio nella regione vocata all’allevamento dei maiali vorrei ricordare quanto sia imbarazzante produrre 14 milioni di cosce di maiale, importarne 5 milioni e
non sapere quali sono nostre e quali no.

Molti mi chiedono informazioni sul Fondo di Solidarietà, il Presidente del Consiglio lo ha promesso per la fine dell’anno e non ho motivo di dubitare della sua parola. Si tratta della
copertura assicurativa per 250 mila aziende agricole.


www.lucazaia.it

 

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