Un nuovo studio dimostra che i chewing gum allo xilitolo con bassi dosaggi prevengono la carie anche negli adulti.
I risultati presentati a Oslo al 64° congresso dell’European Organisation for Caries Research (ORCA) dalla Professoressa Strohmenger dell’Università degli Studi di Milano

Milano, 11 ottobre 2017.
Un nuovo studio sull’efficacia dei chewing gum allo xilitolo nella guerra contro la carie è stato presentato al 64° Congresso ORCA di Oslo dalla professoressa Laura Strohmenger e dalla sua equipe che, dopo aver dimostrato il valore terapeutico dello xilitolo per i denti dei bambini, hanno valutato l’uso della medesima sostanza di origine naturale somministrata agli adulti.

Prof.ssa Laura Strohmenger

Ad oggi, i dosaggi di xilitolo ritenuti efficaci per prevenire la malattia vanno da un minimo di 3g/giorno fino a 8 g/giorno, oltre il quale l’efficacia non sembra subire variazioni significative. È quindi molto interessante verificare se bassi dosaggi di xilitolo in adulti, somministrati per periodi prolungati siano in grado di prevenire la malattia.

Lo studio ha selezionato, quindi, un gruppo di adulti ad alto rischio di sviluppare carie in base ad una serie di parametri tra cui il carico di batteri cariogeni nella bocca.

Il numero di volontari è stato ricavato mediante un calcolo statistico a priori e il protocollo è stato approvato dal Comitato Etico dell’Università di Sassari e registrato in un archivio on-line dell’U.S. National Institutes of Health, come richiesto dai più moderni standard di qualità per gli studi clinici.

Il campione di volontari è stato suddiviso in due gruppi:
a) Gruppo controllo, 64 volontari, che hanno utilizzato un normale chewing gum senza zucchero e senza xilitolo,

b) Gruppo test, 66 volontari, che hanno utilizzato un chewing gum senza zucchero contenente il 30% di xilitolo, pari a 2,5g/giorno.
I volontari dovevano masticare 5 pezzi al giorno del chewing gum assegnato (2 al mattino, 2 dopo pranzo, 1 nel pomeriggio) per il primo anno dello studio.

Nel secondo anno dello studio gli stessi volontari non hanno ricevuto chewing gum e hanno condotto la loro vita normale.
Naturalmente tutte le usuali manovre di igiene orale (dentifricio e spazzolino) dovevano essere mantenute durante l’intera durata dello studio.

Nel corso dell’osservazione sono stati controllati diversi parametri ripetuti prima dell’utilizzo di chewing gum, dopo 6 mesi, dopo 12 mesi e infine dopo 24 mesi.
La professoressa Laura Strohmenger commentando i risultati dello studio ha sottolineato che:

“La capacità della placca di generare acidi è diminuita lievemente nel gruppo di controllo, senza raggiungere però variazioni significative, mentre nel gruppo con xilitolo la diminuzione è stata più marcata, raggiungendo una variazione statisticamente significativa rispetto ai valori di partenza. Inoltre tali effetti si sono mantenuti anche dopo i 12 mesi di masticazione, fino ai 24 mesi del controllo finale. Nel gruppo controllo non è stata riscontrata una variazione dei batteri cariogeni nell’arco dello studio, al contrario nel gruppo con xilitolo i batteri cariogeni sono diminuiti nell’arco dei 12 mesi di masticazione e si sono mantenuti a livelli più bassi fino al controllo finale.

Questi risultati mostrano che lo xilitolo ha un effetto di inibizione delle cause della carie. Questo effetto si manifesta anche a bassi dosaggi ed è inoltre persistente anche nel periodo seguente la masticazione di gomme con xilitolo.”

Va ricordato, infine, che la generazione e progressione della carie, misurata dall’indice ICDAS (International Caries Detection and Assessment System), è diminuita del 23% nel gruppo xilitolo rispetto al gruppo controllo. Nel gruppo controllo si sono verificati 120 interventi di otturazione e 27 estrazioni, numeri che scendevano rispettivamente a 82 e 19 nel gruppo con xilitolo. Questi dati permettono di affermare che lo xilitolo ha prodotto un 30% di prevenzione della carie nel gruppo che ne ha fatto uso. E’ importante notare che questa efficacia sia stata dimostrata in confronto a un normale chewing gum senza zucchero, che a causa della stimolazione della salivazione e del non apporto di zuccheri utilizzati dai batteri per produrre acidi, è comunque in grado di apportare effetti benefici sul mantenimento della salute dei denti.

In conclusione anche questo studio mostra che il chewing gum con xilitolo a dosaggi relativamente bassi, tramite il controllo dei batteri cariogeni e dell’acidità della placca, è uno strumento efficace nella prevenzione della carie.
#xilitoloday

 

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Lo xilitolo, anche chiamato zucchero del legno, è un alditolo composto da cinque atomi di carbonio utilizzato come succedaneo dello zucchero tradizionale. Lo xilitolo viene estratto da betulle, fragole, lampone, prugna e anche dal grano.

Il potere dolcificante dello xilitolo è molto simile a quello del saccarosio, ma contiene il 40% in meno di calorie (2,4 kilocalorie per grammo per lo xilitolo, 3,87 per lo zucchero). La sua formula chimica è C5H12O5, con una massa relativa di 152,15 uma.

In Europa è usato come additivo alimentare, in particolare nei chewing gum o nelle caramelle, ed è identificato dal numero E967. Molto popolare specialmente in Finlandia, dove vengono venduti molti prodotti che contengono questo dolcificante.
Lo xilitolo venne scoperto quasi simultaneamente da chimici francesi e tedeschi sul finire del XIX secolo e divenne popolare in Europa come dolcificante adatto ai diabetici perché non avrebbe impatto sui livelli di insulina. La sua importanza in campo dentario fu oggetto di ricerche in Finlandia all’inizio degli anni settanta, quando gli scienziati dell’Università di Turku mostrarono che apportava benefici ai denti.

Lo xilitolo è un dolcificante amico dei denti. La sua presenza nei dolci in sostituzione allo zucchero tradizionale può aiutare nel prevenire la carie e favorire la rimineralizzazione di piccole lesioni. Recenti ricerche confermano una riduzione nella formazione della placca e una diminuzione dei microrganismi che causano la carie a seguito del consumo di chewing gum contenenti xilitolo … (leggi tutto)

 

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