WFP: nella Corea del Nord si approfondisce la crisi alimentare per milioni di persone

PECHINO – Milioni di persone, nella Repubblica Democratica Popolare di Corea, stanno affrontando una crisi alimentare che non si registrava nel paese da quasi un decennio, stando ai risultati
dell’ultima verifica delle Nazioni Unite nel paese.

“C’è il rischio, per milioni di nordcoreani, di scivolare verso livelli pericolosi di fame”, ha detto oggi Jean-Pierre de Margerie, Direttore del PAM nella Corea del Nord, nel corso
di una conferenza stampa a Pechino. “E’ dalla fine degli anni novanta che non si vedevano, in alcune parti del paese, situazioni di crisi alimentare così profonde ed estese”.

Le inondazioni dell’agosto 2007 e i successivi scarsi raccolti, insieme ai crescenti prezzi dei prodotti alimentari di base, hanno causato il più ampio gap alimentare dal 2001 in
un paese che conta 23 milioni di abitanti.
I segnali di un deterioramento della sicurezza alimentare hanno spinto il PAM ad espandere con urgenza l’assistenza alimentare passando dagli attuali
1,2 a 6,4 milioni di persone assistite.

Secondo la Verifica Rapida sulla Sicurezza Alimentare (Rapid Food Security Assessment – RFSA), compiuta in tre settimane, a giugno, dal PAM e dalla FAO, la produzione alimentare in Nord Corea
ha subito una brusca diminuzione, accompagnata dal calo delle importazioni dei generi alimentari.

Il rapporto RFSA ha interessato 53 contee in otto province (Ryanggang, North Hamgyong, South Hamgyong, Kangwon, North Hwanghae, South Hwanghae, South Phyongan, Pyongyang).
Gli esperti hanno visitato centinaia di famiglie e si sono recati in istituzioni per l’infanzia e ospedali, nell’ambito della più vasta verifica sulla situazione alimentare e
nutrizionale compiuta in Nord Corea dal 2004.

I principali risultati del rapporto indicano:
– Un grave deterioramento della disponibilità, dell’accesso e del consumo alimentare dal 2007;
– Una riduzione dell’abituale apporto alimentare per quasi tre quarti delle famiglie;
– Un aumento di bambini malnutriti e malati negli ospedali e nelle istituzioni;
– La diarrea, dovuta al crescente consumo di cibi selvatici, come una delle principali cause della malnutrizione tra i bambini al di sotto dei 5 anni.

Gli esperti hanno inoltre trovato che la maggior parte dei nuclei familiari presi in esame ha eliminato le proteine dalla dieta, basata ora esclusivamente su cereali e ortaggi. I prezzi dei
generi alimentari sono notevolmente aumentati Рil prezzo del riso ̬ quasi triplicato rispetto allo scorso anno, mentre ̬ quadruplicato quello del mais.

In aree come la provincia di North Hamgyong, una delle zone più colpite dalla crisi, si registra una diffusa e forte dipendenza dall’aiuto dei familiari, come rimedio alla
scarsità di cibo.

“Abbiamo notato come molte più persone si mettano ora alla ricerca di cibi selvatici, che forniscono scarso nutrimento e sono difficili da digerire.
C’è urgente bisogno che l’assistenza alimentare raggiunga gli affamati”, ha detto Margerie.

“Per venire incontro ai crescenti bisogni, il PAM sta preparando una nuova operazione, del valore di circa 500 milioni di dollari, a favore principalmente di donne, bambini e anziani
più vulnerabili in otto delle dieci province del paese. Le altre due province, Chagang e North Phyongan, saranno oggetto di una parallela operazione di assistenza alimentare
condotta da ONG statunitensi.

L’assistenza del PAM è gia in corso grazie ai recenti impegni di aiuti alimentari, tra cui 400.000 tonnellate ricevute dagli Stati Uniti, che sono cominciati ad arrivare nel paese a
giugno. Tuttavia, il PAM avverte che saranno presto necessarie ulteriori donazioni.

“Stiamo esortando i donatori a farsi avanti ora così da avere abbastanza cibo a disposizione nei prossimi mesi, che saranno critici”, ha detto Tony Banbury, Direttore Regionale per
l’Asia, aggiungendo che servono con urgenza ulteriori 20 milioni di dollari per coprire il periodo fino al prossimo raccolto in autunno. “Ci aspetta un compito enorme e abbiamo bisogno che la
comunità internazionale ci aiuti a rispondere a queste sfide”.

Le migliori condizioni operative negoziate con il Governo della Corea del Nord a giugno permetteranno a oltre 50 operatori dello staff internazionale del PAM di supervisionare e monitorare la
consegna del cibo in 131 contee (dalle attuali 50), compreso il remoto Nordest, tradizionalmente più insicuro dal punto di vista alimentare.

I donatori del programma in corso del PAM nella Corea del Nord includono:
Stati Uniti (60 milioni di dollari), Repubblica di Corea (20 milioni di dollari), Federazione Russa (8 milioni di dollari), Svizzera (6,6 milioni di dollari), Australia (4,2 milioni di
dollari), Germania (3,4 milioni didollari), UN CERF (2,3 milioni di dollari, per CERF vedere: https://ochaonline.un.org), Fondi multilaterali (1,9 milioni di dollari),
Cuba e Italia (1,5 milioni ciascuno), Canada, Danimarca, Irlanda,Lussemburgo e Norvegia (1 milione di dollari ciascuno), Finlandia (737.000 dollari), Turchia (150.000 dollari), Grecia (45.000
dollari), donatori privati(17.000 dollari).

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