Viterbo: la Provincia a Olio Capitale

Viterbo: la Provincia a Olio Capitale

Un evento, organizzato dall’Associazione Città dell’Olio, dedicato alla cultura dell’olio di qualità, che si è tenuto dal 6 al 9 marzo al complesso fieristico di
Trieste.

I due enti della Tuscia hanno acquistato uno spazio esposizione di 45 metri che ha ospitato 5 aziende olivicole del Viterbese. In particolare hanno partecipato all’evento:

l’Oleificio sociale cooperativo di Canino, l’Azienda agricola Cerrosughero di Laura De Parri, il Copa di Canino e la Fattoria madonna delle macchie di Castiglione in Teverina.

«Olio Capitale – afferma l’assessore Trapè – costituisce un’ottima vetrina nazionale ed internazionale per presentare i propri prodotti ed ampliare gli orizzonti commerciali
dell’intera catena produttiva olivicola, proprio per questo abbiamo partecipato con entrambi i nostri oli dop quello di Canino e quello della Tuscia».

All’evento era presente anche Lina Novelli, presidente della commissione Agricoltura della Provincia di Viterbo.

«Ritengo di fondamentale importanza – dice Lina Novelli – sostenere il percorso intrapreso dalle nostre aziende a vocazione agricola. Soprattutto in queste eventi perché aiuto le
aziende a prendere contatti per introdurre l’olio di qualità in nuovi mercati.

Olio Capitale ha coinvolto molteplici espositori-produttori provenienti da molte regioni italiane e straniere, operatori del settore, buyer esteri, ristoratori, stampa, assaggiatori, albergatori,
agenti di vendita, oleologhi e visitatori, costituendo un’importante occasione di incontro e confronto tra le migliori produzioni nazionali e straniere».

Alla manifestazione di Triste hanno partecipato anche tutti gli enti che come la Provincia fanno parte dell’associazione Città dell’Olio.

«Il chiaro obiettivo dell’evento – dice ancora Lina Novelli – vuole favorire una più vasta conoscenza dell’olio extravergine di oliva sia nei confronti dell’emergente mercato del
centro Est europeo, che sta manifestando grande interesse nei riguardi del settore olivicolo, sia verso un pubblico di nicchia che punta sulla qualità del prodotto, nei confronti di un
più ampio pubblico medio-alto e della catena produttiva e distributiva, contribuendo a formare e ad educare alla cultura oliandola».

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