Virus Aviaria H5N1, nuovo studio

Roma, 5 Ottobre 2007 – Il Ministero della Salute, in riferimento allo studio reso noto oggi su una mutazione nei ceppi dei virus aviari H5N1 circolanti in Europa ed in Africa, comunque
arrivati in queste aree geografiche con gli uccelli migratori dall’Asia, sottolinea che non cambia, in alcun modo, l’attuale livello di allerta e che il rischio di una pandemia influenzale,
resta assente.

Tutti i virus influenzali, sia aviari che umani, subiscono infatti costantemente mutazioni genetiche e in questo senso la nuova ricerca apporta un’ulteriore conoscenza sui ceppi circolanti
nelle specie aviarie.

Attualmente il virus H5N1 ad alta patogenicità si trasmette negli uccelli, che hanno una temperatura corporea di 41° C, mentre la temperatura umana è stabile a 37° C ed il
naso e la gola degli uomini, da dove i virus a trasmissione aerea abitualmente penetrano, rappresentano una barriera naturale perché si trovano ad una temperatura di circa 33°
C.

Il nostro Paese, inoltre, ha organizzato un importante piano di sorveglianza e risposta per una pandemia influenzale, che offre alla popolazione un elevato livello di garanzia nei confronti di
tale rischio e una rete permanente di adeguati controlli sugli uccelli in allevamento o allo stato selvatico. E ciò in un quadro di vigilanza costante a livello europeo confermata anche
nell’ultimo Consiglio dei Ministri dell’UE svoltosi la settimana scorsa.

Da sottolineare che quest’anno in Italia non si è ancora verificato alcun caso di infezione su animali da parte del virus H5N1.
Si ribadisce infine che un virus aviario del tipo H5N1 non è stato mai riscontrato in forma adattata all’uomo e per questo non esiste attualmente un rischio pandemico di diffusione
uomo-uomo da parte di un fantomatico “terzo” virus risultante da una combinazione tra virus umani ed aviari.

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