Operazione PO 2007: i dati del monitoraggio delle acque

Bologna, 5 Ottobre 2007 – Sono stati presentati oggi a Bologna i dati sulla qualità delle acque del Fiume Po, raccolti in occasione dell’anteprima della campagna nazionale
“Operazione Fiumi 2007”, l’iniziativa ha interessato il tratto del fiume che va da Cremona al Mare Adriatico, nel periodo dal 28 agosto al 1 settembre ed è stata organizzata da
Legambiente Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto con il contributo di Arpa Emilia-Romagna, del Parco del Delta del Po Veneto, di VACANZE WEEKEND (società che cura alcune fiere
specializzate nel turismo) e CROW BLUE LINE (azienda specializzata nella navigazione fluviale da diporto).

“L’equipaggio dell’imbarcazione ambientalista – ha spiegato Massimo Becchi, responsabile dell’iniziativa – ha effettuato i campionamenti negli stessi punti già monitorati da Legambiente
10 anni fa che sono poi stati analizzati dal laboratorio della struttura oceanografica Daphne, ricercando macronutrienti (azoto, fosforo, ecc.) ai quali va imputata in gran parte anche
l’eutrofizzazione delle acque dell’Adriatico. Sono stati poi rilevati altri parametri, come salinità e velocità della corrente, per confrontare la condizione odierna delle acque
con le rilevazioni recedenti. Questo lavoro – ha aggiunto Becchi – proseguirà con la prossima edizione (nell’agosto 2008) dell’Operazione Po, che stiamo già mettendo a punto”.

“Non vi sono – ha detto Attilio Rinaldi di Arpa Emilia-Romagna, responsabile della struttura oceanografica Daphne che ha curato le analisi di laboratorio – sostanziali cambiamenti nelle
presenza dei nutrienti (azoto e fosforo). Dalle concentrazioni misurate – ha precisato Rinaldi – si conferma il calo della componente fosfatica e la stabilità nel tempo di quella
azotata. La concentrazione delle sostanze di sintesi tende ad aumentare nell’ambiente deltizio; tale condizione è dovuta alla perdita di energia del sistema fluviale (calo nella forza
della corrente) ed al conseguente aumento dei processi di sedimentazione di particellato fine (inorganico ed organico) e continuano ad essere rilevate nelle acque (monitoraggio ARPA E-R)
concentrazioni di pesticidi con valori spesso superiori ai limiti di legge.”

“L’aspetto turistico – ha detto Luigi Rambelli, Presidente Nazionale di Legambiente Turismo –
è ancora poco curato, e questo anche nella parte deltizia del fiume che ha grandi possibilità frenate anche dalla presenza della Centrale di Porto Tolle, che ora si vorrebbe
alimentare a carbone. Legambiente ritiene sbagliato e illusorio insistere con interventi tesi a potenziare il trasporto merci sul Po mentre si potrebbero con più profitto usare le
infrastrutture ferroviarie esistenti sulle due sponde. La discesa di quest’anno – ha aggiunto Rambelli – ha dimostrato che occorre lavorare ancora molto per garantire la navigazione da diporto,
oggi resa difficoltosa dalla scarsità di approdi attrezzati e sicuri. Il Po e le sue diramazioni, se adeguatamente utilizzate, possono aiutare la vita del fiume, garantire la
conservazione e la depurazione naturale delle acque e rilanciare le attività turistiche di un intero territorio”.

Allegato 1: le 10 proposte per il PO.

Legambiente ha elaborato 10 proposte per indirizzare le azioni ad un riassetto idrogeologico e ambientale del Bacino Padano:

1. Definire le aree di pertinenza fluviale laddove ancora non esistono, rispettarne le indicazioni e limitazioni d’uso; diminuire il grado di esposizione ai rischi rilocalizzando gli
insediamenti e ricorrendo solo in caso di necessità ad opere di difesa passiva;
2. Aumentare la vigilanza e la repressione dell’abusivismo (furti di sabbia e ghiaia, scarichi civili, industriali e zootecnici);
3. Attuare opere di riforestazione e miglioramento dell’uso agricolo del suolo;
4. Indirizzare gli interventi funzionali al mantenimento di presidi adeguati del territorio da parte delle popolazioni, sostenendo le economie locali e le azioni in difesa delle economie di
montagna;
5. Inserire nei piani strutturali dei comuni a rischio gli elementi necessari alla difesa del suolo e al riassetto territoriale;
6. Avviare una vera sistemazione idraulica del fiume (rivedendo e riunificando il sistema di arginatura, impedendo le escavazioni puramente speculative di ghiaia e sabbia, rendendo più
ampie possibili le aree di espansione naturale, anche per incentivare l’autodepurazione delle acque) recuperando ovunque possibile, le caratteristiche di naturalità, mediante cambiamenti
d’uso del suolo anche a livello di bacino, riordino naturale degli afflussi e opere di ingegneria a limitato impatto ambientale;
7. Rendere effettiva la programmazione e progettazione delle infrastrutture (ponti, strade, ferrovie) tenendo conto del rischio idraulico e ambientale;
8. Eliminare le opere di regolazione, di regimazione e di protezione spondale dei corsi d’acqua, specie montani, quali arginelli, inalveamenti, soglie, briglie, prismate; le molte opere di
riduzione delle aree di espansione e di divagazione; le canalizzazioni, lo scavo o l’approfondimento dell’alveo di magra. Favorire la divagazione del fiume all’interno dell’alveo di piena o
delle sponde naturali di inviluppo dell’alveo curvilineo e multilineo, e l’espansione delle piene anche minori nell’alveo di piena. Intervenire sul reticolo idrografico minore (piccoli e
piccolissimi affluenti del fiume) eliminando le opere di canalizzazione artificiale dei torrenti scolmatori e ristabilendo i percorsi naturali;
9. Contribuire alla realizzazione della rete ecologica nazionale, creando lungo i corsi d’acqua del bacino del Po, un sistema continuo e articolato comprendente aree protette, aree di
protezione integrata, aree di esondazione e di pertinenza fluviale per avere contestualmente una funzione di conservazione biologica e di prevenzione idrogeologica.
10. Bloccare le opere per la navigazione fluviale che prevedono una ulteriore cementificazione del fiume. Va contestato un sistema di interventi per la realizzazione del sistema idroviario
padano veneto, definito di preminente interesse nazionale, che oltre ad essere un’opera pressoché inutile per il sistema italiano dei trasporti, costituirebbe un grave pericolo per
l’assetto del fiume. Evitare le cosiddette casse di espansione o “invasi fuori corrente per laminazione” che sono spesso pretesti per grandi cave di sabbia o di ghiaia con pesante impatto
territoriale. Ovunque possibile vanno realizzate aree di espansione adattate idraulicamente con semplici interventi territoriali (magari di ingegneria naturalistica) e con destinazione d’uso
incentivata paesistica o naturalistica in quanto corridoi ecologici.

Allegato 2 – Partner di questa edizione di Operazione PO.

L’OPERAZIONE PO 2007 è stata realizzata grazie ai contributi di:

● PARCO DEL DELTA DEL PO VENETO.

● VACANZE WEEKEND srl, il circuito di fiere destinato alle famiglie e appassionati di vita all’aria aperta. Dopo il successo della prima edizione (nel 2007) a Padova Fiere (con oltre
18.000 visitatori) quest’anno Vacanze Week End avrà tre edizioni (a Verona 26-27 gennaio, a Brescia 9-10 febbraio e a Padova (8-9 marzo).

● CONNOISSEUR E CROWN BLUE LINE, leader delle vacanze in Houseboat in Europa, presenti con la loro flotta di più di 1000 battelli in 8 paesi europei. Questi battelli, ben
attrezzati e curati negli arredi, possono ospitare da 2 a 12 persone in assoluto comfort e sono pilotati direttamente dai turisti in quanto la loro guida è facile e sicura e non serve
nessuna patente nautica.

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