Le scelte degli agrituristi italiani

Una indagine di Agriturist (Confagricoltura) sulle visite al portale agriturist da giugno a settembre, indica le mete preferite dagli italiani appassionati di vacanze in fattoria.

Il 18,5% degli agrituristi italiani, questa estate, ha indirizzato la propria scelta sulla Toscana; una preferenza largamente prevalente su quelle immediatamente seguenti in termini
percentuali, indirizzate verso la Sicilia (9,7%) e la Lombardia (7,8%). Tuttavia, considerando che l’offerta agrituristica della Sicilia è di circa 400 aziende, quella della Lombardia di
900 e quella della Toscana di 3800, gli effetti sul fatturato delle imprese sono stati di gran lunga più favorevoli per la Sicilia (% : n. aziende x 1000 = indice 24,2) rispetto alla
Lombardia (indice 8,8) e alla Toscana (indice 4,9). La rilevazione delle presenze effettive su un campione di aziende associate, ha confermato che si sono generalmente registrate diffuse
riduzioni di presenze di ospiti italiani rispetto al 2006 (- 10%), in particolare in Toscana e nel mese di luglio.

La classifica delle regioni più richieste nel periodo giugno-settembre 2007 prosegue con la Sardegna (6,1%, indice 9,3), il Lazio (5,4%, indice 12,2 ), la Campania (5,3%, indice 7,2 ) e
l’Emilia Romagna (4,9%, indice 6,5).

Prendendo in considerazione i singoli mesi, si registra in tutti la conferma delle prime tre scelte (Toscana, Sicilia Lombardia) con percentuali crescenti per la Sicilia in agosto e settembre
(10,4%) rispetto a giugno e luglio (9,2%), per la Lombardia in giugno e settembre (8,6%) rispetto a luglio ed agosto (7,0 %), e più ridotte in Toscana nel mese di giugno (17,7%, rispetto
ad una media del 18,8% negli altri mesi). Per quanto riguarda le posizioni successive, si evidenzia la salita della Campania al quinto posto nei mesi di agosto e settembre e la discesa al
decimo posto della Sardegna nel mese di settembre.

In settembre perdono posizioni le regioni scelte per motivi prevalentemente balneari e salgono le regioni che propongono mete storico-culturali o naturalistiche. Così la Calabria passa
dal 4,1% di agosto al 3,1% , la Puglia dal 4,3% al 3,1% la Sardegna dal 6,2% al 4,6%; andamento inverso per la Lombardia, che passa dal 7% al 9,1%, il Veneto (dal 4,5% al 5,7%), il Piemonte
(dal 4,9% al 5,4%), il Lazio (dal 5,4% al 6.4%).

Sempre in settembre, richieste ridimensionate nelle Marche (dal 4,6% di luglio passano al 3,9% di agosto e al 2,7% di settembre) il che fa pensare che di questa regione il pubblico percepisca
ancora più il mare che il patrimonio culturale e naturalistico delle zone interne. Diverso è stato il comportamento della domanda verso Toscana e Umbria, con percentuali simili
fra luglio e settembre (rispettivamente 18,5% e 4,6%) intervallate da un punta nel mese di agosto (19,3% e 5,3%).

Campania, Liguria e Abruzzo (con 5,9%, 3,9%, 3,3% rispettivamente), pur essendo regioni con una rilevante offerta balneare, in settembre hanno sostanzialmente tenuto: evidentemente la scelta
è stata guidata anche da altre attrattive, come i Parchi Nazionali (del Cilento, delle Cinque Terre, d’Abruzzo Lazio e Molise, della Maiella, del Gran Sasso e Monti della Laga), le
città d’arte, i paesaggi e le località caratteristiche dell’interno.

Marginale la domanda degli agrituristi italiani rivolta alla montagna: il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta si collocano, nella scala delle preferenze, al sedicesimo e diciassettesimo
posto, rispettivamente con 3,0% e 2,1% ; ma, trattandosi di regioni di confine, le presenze di tedeschi e francesi hanno compensato. Lo stesso vale per il Friuli Venezia Giulia (1,8%) che, con
Basilicata (1,7%) e Molise (1,1%), occupa gli ultimi posti della graduatoria.

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