Vino: bene il sequestro del falso Chianti
12 Aprile 2010
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce “tolleranza zero” contro i “killer” dell’agroalimentare. Critica, però, il fatto che la notizia della vicenda, accaduta alla fine del
2009, sia stata data solo in occasione del Vinitaly. Sostegno e fiducia al Consorzio del Chianti Classico.
“Lo abbiamo sempre affermato e lo ripetiamo anche in questa occasione. Contro chi sofistica e falsifica in campo alimentare non ci deve essere alcuna tolleranza. Questi delinquenti vanno colpiti
con la massima fermezza”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi si è espresso in merito alla notizia, annunciata oggi all’inaugurazione
del Vinitaly, dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia del sequestro di circa 10 milioni di litri di vino da tavola che potevano essere esportati come Chianti Docg, soprattutto negli Stati
Uniti.
“Purtroppo, ancora una volta ci troviamo davanti a vicende – ha affermato Politi – che nulla hanno a che fare con l’agricoltura ma che, inevitabilmente, hanno riflessi negativi sull’immagine
dell’agroalimentare ‘made in Italy’. Oltretutto, vanno a colpire un marchio come quello del Chianti famoso in tutto il mondo e vero fiore all’occhiello del nostro export vitivinicolo”.
“Appare, tuttavia, molto strano che – ha aggiunto il presidente della Cia – una notizia del genere sia stata data proprio al Vinitaly, visto che la vicenda risale alla fine dello scorso anno,
come confermato dallo stesso Consorzio del Chianti Classico. Consorzio al quale va tutto il nostro sostegno e la nostra piena fiducia per il lavoro svolto in difesa e per la valorizzazione di
produzioni di altissima qualità e apprezzate dai consumatori a livello internazionale”.





