Vinitaly: marketing e storia del prodotto, leve dei prezzi

Vinitaly: marketing e storia del prodotto, leve dei prezzi

Tre quarti dei vini italiani non supera i 20 dollari a bottiglia, ma spunta prezzi più alti chi dà valore aggiunto al prodotto raccontando a più target e in diversi linguaggi
il proprio vino. Cresce il consumo tra le giovani generazioni. Oggi il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, è presente alla tappa di Palm Beach.

È l’informazione, baby. Sembra un po’ naif non averlo ancora capito, ma buona parte dei produttori non recepisce ancora che le leve per aumentare i prezzi dei propri prodotti sul mercato
USA non passano solo dalla qualità del vino in bottiglia, ma anche dalla comunicazione del valore aggiunto dell’etichetta e dell’annata nelle modalità più appropriate ai
diversi target.

È quanto emerso con chiarezza nel corso del seminario dedicato alle oltre ottanta aziende presenti nell’ambito del Vinitaly US Tour (Miami e Palm Beach, 9/11 febbraio), svoltosi ieri
pomeriggio sul tema «Trend del vino e possibilità di mercato in Florida». Moderato da Lyn Farmer, giornalista del magazine The Wine News ed esperto di marketing, l’incontro ha
registrato gli interventi di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, e di Chip Cassidy e Veronica Litton della Crown Wines and Spirits, distributori e promotori della cultura del
vino e del bere bene nel Sud della Florida.

Dal seminario, organizzato da Veronafiere in collaborazione con Buonitalia, è emerso come nel 2008 il 75% delle vendite di vino nella Florida del Sud – secondo le statistiche fornite da
Crown & Wine Spirits – è compresa nella fascia di prezzo tra 7 e 20 dollari a bottiglia, mentre il 17% è tra i 20 e i 60 dollari e l’8% supera i 60 dollari. Nei ristoranti di
una delle piazze a stelle e strisce più importanti per il nettare di Bacco, poi, il 74% del vino viene consumato al bicchiere.

Tra i vini più gettonati il Pinot Grigio (62% delle vendite 2008 della company della Florida), i rossi della Toscana (20%), i piemontesi rossi (6%) e gli spumanti (5%), mentre il restante
7% è rappresentato da generici vini rossi (5%) e bianchi (2%).

Lyn Farmer, dinanzi alle perplessità di alcuni produttori che chiedevano come fosse possibile trovare sulle carte dei ristoranti a prezzi alti tipologie di vino che vendono franco cantina
a prezzi talora dieci volte inferiori, ha puntato l’indice contro la frequente incapacità delle aziende di comunicare la storia dei propri prodotti associandola ad azioni di marketing
efficaci: sono queste, secondo Farmer, le uniche vere leve per vedere incrementare sensibilmente i prezzi delle proprie bottiglie, pur di fronte all’imprescindibile requisito delle qualità
di ciò che si propone sul mercato, in particolare quello degli USA.

Un mercato, quello americano, che sprigiona grandi potenzialità anche in un momento di generale difficoltà dell’economia come questo, e che si candida a diventare entro il 2012 il
primo a livello mondiale per consumi.

«La spinta arriva dai cosiddetti millennians – ha sottolineato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, i giovani tra i 21 e 29 anni che comprano un numero di bottiglie
notevolmente superiore alle passate generazioni, e dalle donne, che rappresentano il 57% dei decisori degli acquisti di vino e che, in questo difficile momento anche sul fronte del lavoro, sono
quelle che stanno reggendo meglio l’urto, arrivando vicine allo storico sorpasso sui lavoratori uomini».

I primi due giorni del tour hanno registrato un’ottima e qualificata presenza di operatori del settore, sia al Biltmore Hotel che al Bentley Hilton, dove si sono susseguiti press conference, wine
tasting, workshop b2b e seminari dedicati agli operatori di un mercato che rappresenta l’8% dell’intero business del vino USA, con un tasso di crescita delle vendite del 60% in dieci anni, 60
milioni di turisti l’anno e 5 milioni di passeggeri delle sole crociere.

Oggi a Palm Beach interviene il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, a sostegno della promozione dell’italian lifestyle del vino, che proseguirà poi a cura di Veronafiere
in Russia, India, Cina, Giappone e ancora Stati Uniti d’America, in calendario sempre nel 2009.

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