Vinitaly 2010: frizzante profumo di ripresa

Vinitaly 2010: frizzante profumo di ripresa

Attilio Scotti
Sarà stata per l’inaugurazione in pompa magna con Governatori, Ministri e Presidente della Repubblica, saranno state le radiose giornate di sole o la voglia di scrollarsi di dosso un
inverno lungo e sofferto, ma la quarantaquattresima edizione del Vinitaly mi è apparsa festosa, spumeggiante, visitatissima e con molti buyers stranieri.

Considerazioni sul mercato futuro del vino
Chi frequenta il pianeta vino sa benissimo che la crisi economica mondiale ha certamente colpito (anche a morte) alcune aziende vinicole
italiane.
C’è un grande guazzabuglio in questo campo ed un fiorire di nuove figure commerciali che stanno soppiantando i vignaioli tradizionali.
E queste organizzazioni, applicando prezzi all’osso, dicono che si può stare a galla.
Ma diciamolo francamente, gli artigiani del vino italiano sono giunti ad un bivio, o meglio devono imboccare altra strada.

Molti accetteranno una omologazione verso il basso che li spingerà ad entrare in un fatale ed enorme gorgo del Maelström dove i vini subiranno una morte cerebrale (anche se non
economica).
Io invece credo che  – soprattutto noi dell’informazione – dobbiamo sostenere chi è rimasto fedele alla sua terra ed è  rimasto vignaiolo autentico: solo così si
potrà sempre trovare uno sbocco di vendita per questi vini che saranno anni luce diversi da quelli globalizzati dalle grandi multinazionali.
Vini umani e non alieni.

Attilio Scotti
Enogastronomade

Redazione Newsfood.com

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