Vini spumanti: prezzi scaffale GDO bollicine by OVSE -Giampietro Comolli

Vini spumanti: prezzi scaffale GDO bollicine by OVSE -Giampietro Comolli

Milano, 2 dicembre 2012

Riceviamo da Giampietro Comolli il solito “oracolo” di previsione sui consumi previsti in occasione delle prossime feste ed una carrellata sui prezzi al dettaglio.

5 anni in Coldiretti a Piacenza e Roma, 6 anni in Oltrepo, 8 anni in Franciacorta, 3 nel Gruppo Ferrari, 3 Champagne e Bolgheri (Berlucchi), 3 anni in Gavi e 8 in altamarca: è il curriculum di Comolli, per questo diciamo che le bollicine non hanno più segreti per lui. (nonostante che il suo nuovo progetto abbia come protagonista l’acqua: Un Po x ExPo).

I dati che ci invia Giampietro Comolli sono interessanti, nonostante la grave crisi che stiamo attraversando ma, se il nostro Presidente ha ritenuto giusto aumentarsi lo stipendio, significa forse che la crisi è finita! (…o  forse no!)

Molto più interessante la riflessione sull’importanza di non trascurare il proprio territorio per rincorrere la chimera export.

Alcuni anni fa, negli anni ’90, mi sono occupato di gioielleria: Fiera di Valenza, Associazione Orafa e alcune prestigiose griffe. Impensabile, o comunque molto costoso, promuovere un brand sui mercati stranieri e pertanto -sfruttando l’appeal del Made in Italy, si facevano campagne sulle testate giornalistiche femminili, di moda, di tendenza…in Italia (Gioia, Grazia, Amica, Vogue Italia possibilmente con testimonials italiane). L’eco arrivava anche in Giappone, negli USA …e colpiva proprio i potenziali clienti: coloro che cercavano il vero Made in Italy, sui giornali italiani.
Essere leader sul proprio territorio è un biglietto da visita rassicurante per il consumatore che cerca e vuole il vino di quel territorio. Oggi c’è anche Internet…e c’è anche Newsfood.com+WebTV.

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Oggetto: OSSERVATORIO VINI SPUMANTI – prezzi scaffali Gdo bollicine

Data: 02 dicembre 2012 18:24:16 CET

…ecco il resoconto dell’indagine tradizionale che OVSE (Osservatorio Vini Spumanti) invia prima delle feste di fine anno, classico periodo dei massimi acquisti e consumi di vini con le bollicine per felicitarsi e brindare nei giorni di festa. Un po’ di euforia , forse in questo momento può far dimenticare tante difficoltà. Purtroppo i prezzi non sono in calo.

Il prossimo comunicato sulle stime dei consumi intorno al 20-21 dicembre.

Un caro saluto

Giampietro Comolli
Customercare ovse.org

Piacenza, 30 novembre 2012
VINI SPUMANTI. PREZZI SCAFFALE PREFESTE

Verifica dei consumi e previsioni
Tradizionale sondaggio pre feste per il consumatore nella grande distribuzione. La Gdo conferma la sua posizione di leader negli acquisti per le bollicine, ad iniziare dai due marchi storici del metodo tradizionale italiano, Ferrari e Berlucchi, con una stima di circa 6 milioni di bottiglie vendute nell’anno. Prezzi fra 9,95 e 12,45 sullo scaffale per le due etichette brut più vendute.
Sulla stessa linea con punte anche decisamente superiori per altre blasonate etichette di piccoli produttori del TrentoDoc e nomi noti del Franciacorta in Gdo da sempre, partendo da euro 8 circa, intermedi fra gli 11-13 euro, con le punte Bellavista  e altri fra i 19 e 28 euro, sempre per le etichette brut, non riserva. Buona performance di prezzo per il Cruasè dell’Oltrepo Pavese, di qualche Trento Doc posizionati fra 7,90 e 12,60 euro la bottiglia.

Fra gli 8 e 11,20 euro alla bottiglia si trova la gamma di Brachetto spumante, fra Brachetto d’Acqui docg e Brachetto generico, troppo indecifrabile la differenza per consentire una scelta chiara al consumatore.

Lotta all’ultimo centesimo fra Cartizze e gli Champagne di cantine cooperative da 15,24 euro a 15,63. Sicuramente un ottimo posizionamento per il Cartizze superiore docg di Valdo, decisamente interessante da un punto di vista della qualità per l’etichetta francese sicuramente sconosciuta ai tanti.

Buona presenza anche di Prosecco Docg Superiori sia brut che extradry con prezzi fra i 5,60 e i 8,95 euro a bottiglia 0,75 cc, con il Prosecco doc spumante posizionato fra 4,15 e 5,55 euro. Sullo stesso binario di valore si riscontrano i grandi nomi-marchi dell’Asti docg come Cinzano e Gancia, ovvero da 4,19 a 6,31 euro sempre per il metodo italiano.

Leggermente superiori di prezzo un certo numero di etichette di aziende note e tradizionalmente legate alle bollicine da decenni: è il caso di La Versa con il marchio Pinot Nero spumante metodo italiano a € 5,59-5,70 a seconda del punto vendita. Sulla stessa linea di prezzo e di scaffale anche altre bottiglie di bollicine di cantine note per i vini tranquilli o provenienti da grandi territori come il Soave, il Lugana, il Custoza, il Pignoletto, il Lambrusco Reggiano orientate tutte fra 4,90 e 5,80 euro.

Più in basso gli spumanti anonimi sia bianchi che rossi con nomi di fantasia, fra 2,80 e 4,00 euro alla bottiglia, dove troviamo anche la maggior parte del Lambrusco doc Emiliano frizzante, Bonarda dell’Oltrepo Pavese, Malvasia, Gutturnio. Sicuramente meritevoli per rapporto valore/identità con una qualità eccezionale soprattutto per i rossi o rosati frizzanti.

In un quadro così ampio, oggi lo spazio alle bollicine negli scaffali delle Gdo occupa circa il 33 % lineare che sommato alle grandi confezioni superiori a 1,5 litri arriva al 55%, risulta difficile entrare nel merito delle diverse tipologie e del giusto rapporto in grado di soddisfare il consumatore. Da una indagine compiuta questa settimana “sul campo” da Ovse.org si ha conferma dei primi dati rilevati nel 2011 ovvero il consumatore agisce con discontinuità, prossimalità, obiettivo spesa, massima certezza.

Mettendo insieme queste risposte risulta che un consumatore piacentino acquisterà più facilmente un magnum di Gutturnio di una cantina visitata, mentre un bresciano un Franciacorta del leader per riconoscibilità o leader per antonomasia, mentre un trentino punterà sui piccoli produttori selezionati e incontrati già al ristorante o in cantina dove l’apertura delle stesse è molto importante.

Incrementare la vendita di vino nel Paese di produzione è fondamentale per creare uno status di valore aggiunto, collegare il nome-marchio del vino con un territorio, essere un biglietto attrattivo e da visita per stranieri o turisti.

Oggi puntare a vendere il vino italiano solo all’estero, o fare bilancio aziendale con l’export riducendo investimenti e impegni in Italia, può essere un grande autogol che si può pagare caro fra 10 -15 anni. La forza e la notorietà di un brand è dato dal consumo e dalla domanda nel Paese di origine.

In Francia, ancora oggi, 2 bottiglie di Champagne e di Bordeaux su 3 sono consumate sul suolo transalpino.
Infine, un exit pool su prossimi consumi di bollicine: gli italiani ridurranno dell’ 11% la spese di fine anno, la quota spumanti è limitata al 2%, mentre il carrello alimentare si presume stabile con qualche rinuncia alle confezioni piccole di dolci.

L’andamento ordini e consumi fa presumere che entro il 6 gennaio si stapperanno 92 milioni di bottiglie di spumanti, circa 3 di Champagne e 1 milione di altra provenienza per un giro d’affari al consumo di € 690 milioni, oltre il 61% realizzato nella distribuzione organizzata.

Giampietro Comolli
Skype: giampietrocomolli – comolli@ovse.org +393351996531
Economista Distretti Vini e Territori  – Fondatore e Presidente  O.V.S.E. – C.E.V.E.S. ®©
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Redazione Newsfood.com

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